A partire dal 19 aprile, l’installazione luminosa di Rossana Taormina arriva negli spazi di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva.
Tre neon rossi evocano un ambiente sospeso dove luce è metafora della memoria che resiste al tempo. Pensata per gli spazi sotterranei del museo, l’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio in soglia, luogo in cui ciò che resta continua a illuminare una storia comune.
“Rossana Taormina. Luce Residua” a cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte.
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