
AL CUBO
Angelo Barone, Giovanni Frangi, Luca Scarabelli
Bassi Beneventano
Palazzo Beneventano, Piazzetta Angelo Ficili, 1, Scicli (RG)
Inaugurazione: 6 giugno 2026 ore 19.00
Date: 06/06 – 05/07/2026
Visite: da martedì a sabato ore 17/21
La mostra Al cubo riunisce tre artisti — Angelo Barone, Giovanni Frangi, Luca Scarabelli — legati da una lunga consuetudine di dialogo, confronto e prossimità. Affinità elettive, si potrebbe dire, che nel tempo hanno saputo consolidarsi pur nel mantenimento di percorsi autonomi e linguaggi distinti. Ciò che li accomuna è una tensione condivisa verso la ricerca, un’inquietudine dello sguardo e una costante messa in discussione del fare artistico. Dopo aver attraversato, a partire dagli anni Ottanta, traiettorie milanesi caratterizzate da incontri, frequentazioni di studi, inaugurazioni e occasioni espositive comuni, i tre artisti si sono ritrovati negli anni più recenti a condividere anche l’esperienza di docenza presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, divenendo così colleghi oltre che interlocutori. In questo contesto, la riflessione sulla responsabilità del gesto, sul senso dell’immagine e sulla costruzione della forma si è progressivamente configurata come un laboratorio quotidiano, fatto di scambi, interrogazioni e verifiche continue.
Accompagnata da un testo critico di Marta Cereda, la mostra presenta un insieme di opere che instaurano un dialogo a distanza, in una prospettiva aperta e dinamica. I lavori si incontrano nel punto in cui l’arte si fa interrogazione: sulla forma, sulla materia, sulla possibilità stessa di vedere con uno sguardo sempre rinnovato. Angelo Barone indaga la memoria silenziosa delle architetture e delle immagini; Giovanni Frangi apre la pittura a un rapporto sensibile con il dato naturale; Luca Scarabelli esplora la precarietà del gesto e le potenzialità plastiche degli oggetti quotidiani. Insieme, gli artisti costruiscono un territorio condiviso, una geografia di prossimità — anche se temporanea — in cui le opere si intrecciano per risonanze e affinità, dando luogo a una trama visiva che si sviluppa nello spazio espositivo come una conversazione in atto.
Come sottolinea Marta Cereda nel testo in catalogo, Al cubo è prima di tutto un incontro: una pratica dello sguardo che si radica nella relazione, pur mantenendo intatta l’autonomia formale dei singoli percorsi. Il progetto non si configura come un’opera relazionale in senso stretto, ma come un processo di dialogo che trova nella costruzione condivisa il proprio elemento generativo. La mostra si propone infine come un invito a sostare sulla soglia dell’immagine, a cogliere ciò che si manifesta e ciò che si sottrae, riconoscendo nella visione un atto fragile e quotidiano, ma essenziale. Negli spazi di Bassi Beneventano a Scicli, sembra di poter ancora percepire l’eco delle conversazioni tra gli artisti: voci, scambi, ironie e complicità che, come nelle aule di Brera, continuano a prendere forma nello spazio della mostra, trasformandosi in esperienza condivisa.
Ufficio stampa
Maria Grazia Vernuccio
Tel. 3351282864
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it
AL CUBO
Angelo Barone, Giovanni Frangi, Luca Scarabelli
Bassi Beneventano
Palazzo Beneventano, Piazzetta Angelo Ficili, 1, Scicli (RG), Italy
Opening: June 6, 2026, 7:00 PM
Dates: June 6 – July 5, 2026
Visiting hours: Tuesday to Saturday, 5:00–9:00 PM
The exhibition Al Cubo brings together three artists — Angelo Barone, Giovanni Frangi, and Luca Scarabelli — connected by a long-standing relationship of dialogue, exchange, and mutual proximity. One could speak of elective affinities that, over time, have grown stronger while preserving the autonomy of their individual practices and distinct visual languages. What unites them is a shared commitment to research, a restless gaze, and a constant questioning of artistic practice itself. Since the 1980s, the three artists have moved through intersecting trajectories within the Milanese art scene, shaped by encounters, studio visits, exhibition openings, and shared exhibition opportunities. In more recent years, they have also come together as faculty members at the Brera Academy of Fine Arts, becoming colleagues as well as interlocutors. Within this context, reflection on the responsibility of gesture, the meaning of the image, and the construction of form has gradually evolved into an everyday laboratory of exchanges, inquiries, and ongoing experimentation.
Accompanied by a critical essay by Marta Cereda, the exhibition presents a group of works that engage in a dialogue across distance, within an open and dynamic perspective. The works converge at the point where art becomes inquiry: into form, matter, and the very possibility of seeing through an ever-renewed gaze. Angelo Barone investigates the silent memory of architecture and images; Giovanni Frangi opens painting toward a sensitive relationship with the natural world; Luca Scarabelli explores the precariousness of gesture and the sculptural potential of everyday objects. Together, the artists construct a shared territory — even if temporary — a geography of proximity in which the works intertwine through resonance and affinity, generating a visual texture that unfolds throughout the exhibition space like an ongoing conversation.
As Marta Cereda emphasizes in the catalogue essay, Al Cubo is above all an encounter: a practice of looking rooted in relationship, while fully preserving the formal autonomy of each individual artistic path. The project does not present itself as a relational artwork in the strict sense, but rather as a process of dialogue whose generative force lies in shared construction. Ultimately, the exhibition becomes an invitation to linger at the threshold of the image, to grasp both what reveals itself and what withdraws, recognizing vision as a fragile, everyday, yet essential act. Within the spaces of Bassi Beneventano in Scicli, one can still sense the echo of the artists’ conversations: voices, exchanges, irony, and complicity that, much like in the classrooms of Brera, continue to take shape within the exhibition space, transforming into a shared experience.
Press Office
Maria Grazia Vernuccio
Tel. +39 335 128 2864
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it





























