Tag: lomagnoartecontemporanea

GIBELLINA 2026 _ Rossana Taormina | Luce residua

A partire dal 19 aprile, l’installazione luminosa di Rossana Taormina arriva negli spazi di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva.

Tre neon rossi evocano un ambiente sospeso dove luce è metafora della memoria che resiste al tempo. Pensata per gli spazi sotterranei del museo, l’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio in soglia, luogo in cui ciò che resta continua a illuminare una storia comune.

“Rossana Taormina. Luce Residua” a cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte.
Save the date!

www.gibellina2026.it

Starting April 19, the light installation by Rossana Taormina arrives in the spaces of Belìce/EpiCentro della Memoria Viva.

Three red neon lights evoke a suspended environment where light becomes a metaphor for memory that withstands time. Designed for the museum’s underground spaces, the work reflects on the relationship between memory, history, and the archive, transforming the space into a threshold—a place where what remains continues to illuminate a shared story.

“Rossana Taormina. Luce Residua,” curated by Giuseppe Maiorana and Vito Chiaramonte.

Save the date!

www.gibellina2026.it

UNSEEN – ART ROTTERDAM 2026

Lo Magno artecontemporanea è lieta di annunciare la propria partecipazione ad UNSEEN – ART ROTTERDAM

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UNSEEN  |  SEZIONE ENCOUNTERS

LO MAGNO  |  BOOTH E16

 

Location: Rotterdam Ahoy –  Rotterdam (NL)
Date: 27- 29 marzo 2026
Orari apertura al pubblico: 11:00 – 19:00

Lo Magno artecontemporanea is pleased to announce our participation at UNSEEN – ART ROTTERDAM

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UNSEEN  |  ENCOUNTERS section

LO MAGNO  |  BOOTH E16

 

Location: Rotterdam Ahoy –  Rotterdam (NL)

Dates: 27 – 29 March 2026
Public hours: 11 am – 7 pm

In occasione della sua prima partecipazione a UNSEEN all’interno di Art Rotterdam, Lo Magno artecontemporanea presenta un progetto che propone un dialogo visivo tra la pittura di Emanuele Giuffrida e il lavoro multimediale di Tamara Marino + Simon Troger, reinterpretando la Sicilia degli anni ’90 attraverso due prospettive complementari: la memoria personale, evocata dai toni intimi della pittura e del disegno su carta e tela, e la memoria collettiva, restituita tramite azioni performative video e installazioni.

La memoria del territorio si trasforma continuamente: ciò che viene conservato e ciò che si perde o cambia nel tempo si intrecciano in un processo di selezione e trasformazione.

L’incontro tra media tangibili e intangibili genera una narrazione stratificata di un decennio che ha profondamente segnato l’identità culturale dell’isola, tra mutamenti sociali, estetiche popolari e trasformazioni tecnologiche.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto locale, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro combina una forte relazione con il territorio a una pratica visiva rigorosa e sperimentale.

On the occasion of its first participation at UNSEEN within Art Rotterdam, Lo Magno artecontemporanea presents a project that establishes a visual dialogue between the painting of Emanuele Giuffrida and the multimedia work of Tamara Marino + Simon Troger, reinterpreting 1990s Sicily through two complementary perspectives: personal memory, conveyed through the intimate tones of painting and drawing on paper and canvas, and collective memory, expressed through video performances and installations.

The memory of the territory is in constant transformation: what is preserved and what is lost or altered over time intertwine in an ongoing process of selection and change.

The encounter between tangible and intangible media creates a layered narrative of a decade that profoundly shaped the island’s cultural identity, marked by social changes, popular aesthetics, and technological transformations.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea promotes contemporary artistic research rooted in the local context while simultaneously engaging in dialogue with the international scene. The gallery’s program supports artists whose work combines a strong connection to the territory with a rigorous and experimental visual practice.

Emanuele Giuffrida_The Insane Vouyerism_2026_oil on canvas_45x60 cm
Tamara Marino + Simon Troger_La Mafia si può vincere, site-specific installation, print on paper, video action, 8"25' min_350x500

MIA Photo Fair 2026

Lo Magno artecontemporanea è lieta di annunciare la propria partecipazione alla 15^ edizione di MIA PHOTO FAIR BNP PARIBAS

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MIA Photo Fair    |  SEZIONE  BEYOND PHOTOGRAPHY – DIALOGUE a cura di Domenico de Chirico

LO MAGNO  |  BOOTH B04

 

Location: Superstudio più, Via Tortona, 27 –  Milano
Date: 19 – 22 marzo 2026
Orari apertura al pubblico: Thu–Fri: 11:00 am – 9:00 pm / Sat–Sun: 11:00 am – 8:00 pm

Lo Magno artecontemporanea is pleased to announce our participation in the 15th edition of MIA Photo Fair BNP Paribas.

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MIA Photo Fair    |  SEZIONE  BEYOND PHOTOGRAPHY – DIALOGUE curated by Domenico de Chirico

LO MAGNO  |  BOOTH B04

 

Location: Superstudio più, Via Tortona, 27 –  Milano

Dates: 19 – 22 March 2026
Public hours: thurs

In occasione della sua seconda partecipazione a MIA Photo Fair BNP Paribas, Lo Magno artecontemporanea presenta un progetto che riunisce le ricerche di tre artisti siciliani: Nanni Licitra, Rossana Taormina ed Emanuele Giuffrida.

La selezione propone un’indagine sulle trasformazioni dell’immagine fotografica e sul modo in cui memoria, paesaggio e percezione si intrecciano nella costruzione del visibile. Attraverso pratiche differenti, gli artisti esplorano territori in cui il dato reale si modifica e si stratifica, generando nuove letture del rapporto tra naturale e artificiale, presenza e traccia.

Nel lavoro di Rossana Taormina fotografie d’archivio vengono recuperate e sottoposte a interventi manuali che ne alterano la superficie e il significato, attivando un dialogo tra memoria collettiva e interpretazione personale. Nanni Licitra rivolge la propria attenzione alla cosiddetta “fascia trasformata” del sud-est siciliano, un paesaggio segnato dalla serricoltura intensiva: le sue immagini sono spesso realizzate o presentate su supporti non convenzionali, tra cui la plastica delle serre, che diventa parte integrante della narrazione visiva. Emanuele Giuffrida sviluppa invece un percorso che traduce visioni fotografiche interiori in disegni a grafite, trasformando l’immagine in una sintesi essenziale fatta di luce, segno e memoria.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto locale, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro combina una forte relazione con il territorio a una pratica visiva rigorosa e sperimentale.

On the occasion of its second participation in MIA Photo Fair BNP Paribas, Lo Magno artecontemporanea presents a project bringing together the practices of three Sicilian artists: Nanni Licitra, Rossana Taormina, and Emanuele Giuffrida.

The selection investigates the transformations of photographic imagery and the ways in which memory, landscape, and perception intersect in the construction of the visible. Through distinct approaches, the artists explore territories where reality is modified and layered, generating new readings of the relationship between natural and artificial, presence and trace.

In Rossana Taormina’s work, archival photographs are recovered and subjected to manual interventions that alter their surface and meaning, activating a dialogue between collective memory and personal perception. Nanni Licitra focuses on the so-called “transformed belt” of southeastern Sicily, a landscape shaped by intensive horticulture: his images are often realized or presented on unconventional supports, including the plastic of the greenhouses, which becomes an active part of the visual narrative. Emanuele Giuffrida develops a practice that translates inner photographic visions into graphite drawings, transforming the image into an essential synthesis of light, line, and memory.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea fosters contemporary artistic research rooted in the local context while maintaining an active dialogue with the international scene. The gallery program supports artists whose work combines a strong connection to place with a rigorous and experimental visual language.

Nanni Licitra_Serigrafia #3_2025_silkscreen on descared greenhouse plastic_65 x 50_ed. of 10.
Rossana Taormina_Interludio 5_2025_Vintage Photo_Natural Feathers_25x12 cm
Emanuele Giuffrida_10:10 and Surfaces_2026_graphite and carchoal on paper_42x28 cm

ICTAF 2026

È ufficiale! Parteciperemo ad Investec Cape Town Art Fair 2026, la principale e più grande fiera d’arte contemporanea del continente africano. Ci aspetta una settimana di arte, idee, conversazioni stimolanti e connessioni a Cape Town.

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INVESTEC CAPE TOWN ART FAIRLO MAGNO – MAIN – BOOTH D7

 

Location: Cape Town International Convention Centre (CTICC), Cape Town, Sudafrica
Date: 20 – 22 febbraio 2026
VIP Preview: 19 febbraio, 12:00 – 21:00
Orari apertura al pubblico: 11:00 – 19:00

It’s official! We’re taking part in Investec Cape Town Art Fair 2026, the leading and largest contemporary art fair on the African continent. Here’s to a week of art, ideas, interesting conversations and connection in Cape Town.

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INVESTEC CAPE TOWN ART FAIRLO MAGNO – MAIN – BOOTH D7

 

Location: Cape Town International Convention Centre (CTICC), Cape Town, South Africa

Dates: 20 – 22 February 2026
VIP Preview: 19 February 12h00 – 21h00
Public hours: 11h00 – 19h00

In occasione della sua seconda partecipazione a ICTAF, Lo Magno artecontemporanea presenta una selezione di opere di tre artisti siciliani: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida e Giovanni Viola.

Il progetto si concentra sulla pittura e sui lavori su carta, mettendo in luce la centralità del gesto come elemento formale e concettuale. Nelle loro pratiche, l’atto pittorico diventa uno spazio di costruzione e riflessione: l’acqua viene esplorata come trasparenza e profondità; la città si articola attraverso strutture stratificate e astratte; e il paesaggio emerge tramite segni, tensioni e stratificazioni che ridefiniscono lo spazio e la percezione.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto mediterraneo, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro unisce un forte senso del luogo a un linguaggio visivo rigoroso e aperto.

Con questa partecipazione, la galleria riafferma il proprio impegno verso la pittura come campo vivo e in continua evoluzione, sostenendo pratiche artistiche che indagano superficie, materia e gesto come strumenti per interpretare l’esperienza contemporanea.

On the occasion of its second participation in ICTAF, Lo Magno artecontemporanea presents a selection of works by three Sicilian artists: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, and Giovanni Viola.

The presentation focuses on painting and works on paper, highlighting the centrality of gesture as both a formal and conceptual element. In these practices, the pictorial act becomes a space of construction and reflection: water is explored as transparency and depth; the city is articulated through layered and abstract structures; and the landscape emerges through signs, tensions, and stratifications that redefine perception and space.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea is committed to promoting contemporary artistic research rooted in the Mediterranean context while engaging in an international dialogue. Through its program, the gallery supports artists whose work combines a strong sense of place with a rigorous and open visual language.

With this participation, the gallery reaffirms its commitment to painting as a living and evolving field of inquiry, sustaining artistic practices that investigate surface, material, and gesture as tools for interpreting contemporary experience.

Ignazio Cusimano Schifano, Din Don, The Wedding, oil on copperplate, cm 23x29
Emanuele Giuffrida, Waterbullets, Playroom Scenario #2, 2025, oil on canvas, 120 x 180 cm
Giovanni Viola, Piccola Icona, 2026, oil on found wood recovered from an immigration boat, 23x25 cm irregular

Materiale Residuo | Nanni Licitra

Nanni Licitra – Materiale residuo

 

Lo Magno artecontemporanea – Bassi Beneventano Scicli
28/12/2025 – 28/02/2026

 

Scicli – Domenica 28 dicembre alle ore 18 inaugura Materiale residuo, il nuovo progetto fotografico di Nanni Licitra.

La mostra sarà ospitata in anteprima negli spazi Lo Magno artecontemporanea a Palazzo Beneventano, e nel 2026 al Mia Photo Fair di Milano, offrendo al pubblico un’indagine visiva sulla Fascia trasformata della Sicilia sud-orientale, tra Vittoria e Marina di Acate: un territorio segnato da decenni di serricoltura intensiva, accumuli di rifiuti agricoli e combustioni illegali che rilasciano nell’aria fumi persistenti e tossici.

Accompagnato dai testi di Valentina Bruschi, Jasmina Trifoni e Francesca Gugliotta, il racconto, si sviluppa lontano dalla logica del reportage. Licitra non concentra l’attenzione sulla cronaca, ma su ciò che la combustione lascia sospeso: un alone, una materia volatile, un residuo che si imprime nella luce.

Le sue immagini – serigrafate direttamente sulla plastica impiegata in agricoltura – trasformano il supporto in essenza, generando un cortocircuito tra soggetto e superficie che richiama la riflessione di Magritte sul rapporto tra realtà e rappresentazione.

Ad ampliare l’indagine è un trittico di lightbox che mette in relazione la radiografia del torace di un operaio agricolo con le piante bruciate di pomodoro e melanzana, mettendo in luce un legame di pari destino e stessa fatica tra uomo e natura. Completano il percorso, insieme alla serigrafie su plastica, due foto scattate su pellicola 35mm in cui Licitra si avvicina alla materia – condensa, fori di combustione, superfici ferite – in cui a rivelarsi è la vulnerabilità del paesaggio.

Materiale residuo è una riflessione sull’antropocentrismo e sul fragile equilibrio tra territorio, corpi, ed ecosistemi: un lavoro che restituisce e imprime in chi osserva la memoria degli scarti, del fumo, delle trasformazioni silenziose che ridisegnano il paesaggio contemporaneo.

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Materiale residuo – Nanni Licitra
Sede: Lo Magno artecontemporanea, Palazzo Beneventano, P.zza Ficili, 1 – 97018, Scicli (RG)
Date: 28/12/2025 – 28/02/2026
Opening: 28/12/2025 ore 18.00
Apertura al pubblico: dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 20.00

Chiusura per festività: 31/12/2025 e 06/01/2026
Info: www.lomagnoartecontemporanea.it

contatti: info@lomagnoartecontemporanea.it / +393396176251

Nanni Licitra – Materiale Residuo

 

Lo Magno artecontemporanea – Palazzo Beneventano, Scicli
28 December 2025 – 28 February 2026

 

Scicli – On Sunday, 28 December at 6:00 PM, Materiale Residuo, the new photographic project by Nanni Licitra, opens to the public.

The exhibition will premiere in the spaces of Lo Magno artecontemporanea at Palazzo Beneventano and will later be presented in 2026 at Mia Photo Fair in Milan. The project offers a visual investigation of the so-called Fascia trasformata of south-eastern Sicily, between Vittoria and Marina di Acate: a territory marked by decades of intensive greenhouse farming, accumulations of agricultural waste, and illegal burnings that release persistent and toxic fumes into the air.

Accompanied by texts by Valentina Bruschi, Jasmina Trifoni, and Francesca Gugliotta, the narrative unfolds far from the logic of reportage. Licitra does not focus on events themselves, but on what combustion leaves suspended behind: a haze, a volatile matter, a residue that imprints itself into the light.

His images—screen-printed directly onto the plastic used in agriculture—transform the support into essence, creating a short circuit between subject and surface that recalls Magritte’s reflections on the relationship between reality and representation.

Expanding the investigation is a triptych of lightboxes that juxtaposes the chest X-ray of an agricultural worker with burned tomato and eggplant plants, revealing a shared destiny and common labor between human beings and nature. Completing the exhibition path, alongside the plastic screen prints, are two photographs shot on 35mm film in which Licitra approaches matter itself—condensation, burn holes, wounded surfaces—where the vulnerability of the landscape is laid bare.

Materiale residuo is a reflection on anthropocentrism and on the fragile balance between territory, bodies, and ecosystems: a body of work that returns to the viewer—and imprints upon them—the memory of waste, smoke, and the silent transformations that reshape the contemporary landscape.

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Materiale ResiduoNanni Licitra
Location: Lo Magno artecontemporanea, Palazzo Beneventano, Piazza Ficili 1, 97018 Scicli (RG), Italy
Dates: 28 December 2025 – 28 February 2026
Opening: 28 December 2025, 6:00 PM
Opening hours: Tuesday to Saturday, 4:00 PM – 8:00 PM
Closed on holidays: 31 December 2025 and 6 January 2026

Painting as Place / la pittura come luogo nel tempo

Piero Guccione Solitudine delle pietre 2003 pastello su carta 20 x 40

‼️

Per chi non fosse riuscito a passare da Roma:

 vi aspettiamo  venerdì 19 dicembre alle ore 19.00, nella nostra sede di Modica per raccontarvi PAINTING AS PLACE la pittura come luogo nel tempo.

 

19/12/2025 – 16/02/2025

PAINTING AS PLACE

La pittura come luogo nel tempo

 

Painting as Place unisce tre artisti di generazioni diverse – Piero Guccione , Giuseppe Colombo e Samantha Torrisi – accomunati dalle origini siciliane e da una profonda indagine sul paesaggio come spazio della memoria, della percezione e dell’identità.
Nella loro ricerca, la pittura diventa un modo di abitare il mondo: una riflessione sulla luce, sul tempo e sulla risonanza spirituale dei luoghi d’appartenenza.

Piero Guccione (Scicli 1935 – Modica 2018) figura centrale della pittura italiana del secondo Novecento, ha trasformato l’orizzonte mediterraneo in un paesaggio interiore – un campo metafisico di silenzio e di ordine luminoso. Nel novantesimo anniversario della nascita, la sua presenza all’interno del progetto apre un dialogo tra passato e presente, continuità e rinnovamento, un omaggio della galleria al grande Maestro in occasione del novantesimo anno dalla sua nascita, in collaborazione con l’Archivio Piero Guccione, che, oltre alle mostre istituzionali curate durante quest’anno presenta il nuovo libro dedicato all’autore “Nato per la pittura” edito da Allemandi.

Giuseppe Colombo (Modica, 1971) attualmente vive e lavora a Modica (RG).
Pittore e disegnatore, si forma a Roma e Urbino per poi tornare nella sua città natale dove, di notevole importanza, è l’incontro col nucleo storico del Gruppo di Scicli e con il Maestro Piero Guccione, con il quale avvierà un profondo rapporto di stima e scambio artistico. Colombo interpreta il territorio come organismo vivo, dove natura, storia e visione personale si fondono in un equilibrio sottile tra forma e materia. Le opere in mostra appartengono alla sua più recente produzione, due delle quali provengono dal progetto Le città ideali, mostra personale dell’artista presso Casa Raffaello a Urbino. L’ultima esperienza internazionale è quella finlandese presso la galleria Duetto ad Helsinki dove espone le sue opere durante la manifestazione Helsinki Art Walk.

Samantha Torrisi (Catania, 1977) attualmente vive a Giarre e lavora a Milo entrambe località situate alle pendici dell’Etna.
L’artista indaga il paesaggio attraverso il disegno e la pittura come atti di osservazione e di appartenenza, tracciando geografie emotive che uniscono intimità e vastità. Segni di disturbo visivo e simbolico appartengono al suo codice espressivo che, con sottile poetica, ci impongono contemplazione.
Nel 2025 è vincitrice del Premio editoriale Espoarte – Arteam Cup,  Savona. ; espone al Museo Tornielli di Ameno (NO) per il progetto Cartografia Sensibile – Landina, frutto della residenza presso CARS Omegna (VB) ed è vincitrice del Premio Comitato PDA amore e colore a The Others Art Fair a Torino a cui partecipa con il progetto Inner Landscape curato da Artéria Gallery.

Le tre voci, insieme, testimoniano la vitalità della pittura come luogo — fisico e mentale — in cui il paesaggio continua a generare significato.

PAINTING AS PLACE

Painting as a Space Through Time

Painting as Place brings together three artists from different generations – Piero Guccione, Giuseppe Colombo, and Samantha Torrisi – united by their Sicilian origins and by a profound exploration of the landscape as a space of memory, perception, and identity.
In their practice, painting becomes a way of inhabiting the world: a reflection on light, time, and the spiritual resonance of the places to which we belong.

Piero Guccione (Scicli, 1935 – Modica, 2018), a central figure of Italian painting in the second half of the twentieth century, transformed the Mediterranean horizon into an inner landscape – a metaphysical field of silence and luminous order.
On the ninetieth anniversary of his birth, his presence within this project opens a dialogue between past and present, continuity and renewal – a tribute from the gallery to the great Master, in collaboration with the Piero Guccione Archive, which, alongside the institutional exhibitions curated throughout this year, is also presenting a new book dedicated to the artist, Nato per la pittura published by Allemandi.

Giuseppe Colombo (born in Modica, 1971) currently lives and works in Modica.
A painter and master of drawing, he trained in Urbino before returning to his hometown, where his encounter with the historical nucleus of the Gruppo di Scicli and with Master Piero Guccione proved to be of great significance, marking the beginning of a profound relationship of mutual respect and artistic exchange.The works presented here belong to his most recent production, including two pieces from the project Le città ideali – his solo exhibition at Casa Raffaello in Urbino. His latest international experience took place in Finland, at Galleria Duetto in Helsinki, where he participated in Helsinki Art Walk.

Samantha Torrisi (born in 1977) currently lives in Giarre and works in Milo, both located on the slopes of Mount Etna.
Her artistic research explores the landscape through drawing and painting as acts of observation and belonging, tracing emotional geographies that unite intimacy and vastness.
Elements of visual and symbolic disturbance are part of her expressive code, which, through a subtle poetics, invites a state of contemplative attention.
In 2025, she was awarded the Espoarte Editorial Prize at the Arteam Cup in Savona; she exhibited at the Museo Tornielli in Ameno (NO) for the project Cartografia Sensibile – Landina, the result of a residency at CARS Omegna (VB), and received the Comitato PDA Amore e Colore Prize at The Others Art Fair in Turin, where she presented Inner Landscape, curated by Artéria Gallery.

Together, these three voices testify to the vitality of painting as a place — both physical and mental — where the landscape continues to generate meaning.

Giuseppe Colombo, Comiso, 2023, olio su tela/oil on canvas, cm 50x70
Samantha Torrisi, Altered landscape 2, 2025, olio su tela, oil on canvas, cm 150x120
Piero Guccione, Paesaggio col grano, 2011, olio su tela e tecnica mista/ mixed media and oil on canvas, cm 65x106

Painting as Place / Roma Arte in Nuvola 2025

PAINTING AS PLACE

La pittura come luogo nel tempo

 

Painting as Place unisce tre artisti di generazioni diverse – Piero Guccione , Giuseppe Colombo e Samantha Torrisi – accomunati dalle origini siciliane e da una profonda indagine sul paesaggio come spazio della memoria, della percezione e dell’identità.
Nella loro ricerca, la pittura diventa un modo di abitare il mondo: una riflessione sulla luce, sul tempo e sulla risonanza spirituale dei luoghi d’appartenenza.

Piero Guccione (Scicli 1935 – Modica 2018) figura centrale della pittura italiana del secondo Novecento, ha trasformato l’orizzonte mediterraneo in un paesaggio interiore – un campo metafisico di silenzio e di ordine luminoso. Nel novantesimo anniversario della nascita, la sua presenza all’interno del progetto apre un dialogo tra passato e presente, continuità e rinnovamento, un omaggio della galleria al grande Maestro in occasione del novantesimo anno dalla sua nascita, in collaborazione con l’Archivio Piero Guccione, che, oltre alle mostre istituzionali curate durante quest’anno presenta il nuovo libro dedicato all’autore “Nato per la pittura” edito da Allemandi.

Giuseppe Colombo (Modica, 1971) attualmente vive e lavora a Modica (RG).
Pittore e disegnatore, si forma a Roma e Urbino per poi tornare nella sua città natale dove, di notevole importanza, è l’incontro col nucleo storico del Gruppo di Scicli e con il Maestro Piero Guccione, con il quale avvierà un profondo rapporto di stima e scambio artistico. Colombo interpreta il territorio come organismo vivo, dove natura, storia e visione personale si fondono in un equilibrio sottile tra forma e materia. Le opere in mostra appartengono alla sua più recente produzione, due delle quali provengono dal progetto Le città ideali, mostra personale dell’artista presso Casa Raffaello a Urbino. L’ultima esperienza internazionale è quella finlandese presso la galleria Duetto ad Helsinki dove espone le sue opere durante la manifestazione Helsinki Art Walk.

Samantha Torrisi (Catania, 1977) attualmente vive a Giarre e lavora a Milo entrambe località situate alle pendici dell’Etna.
L’artista indaga il paesaggio attraverso il disegno e la pittura come atti di osservazione e di appartenenza, tracciando geografie emotive che uniscono intimità e vastità. Segni di disturbo visivo e simbolico appartengono al suo codice espressivo che, con sottile poetica, ci impongono contemplazione.
Nel 2025 è vincitrice del Premio editoriale Espoarte – Arteam Cup,  Savona. ; espone al Museo Tornielli di Ameno (NO) per il progetto Cartografia Sensibile – Landina, frutto della residenza presso CARS Omegna (VB) ed è vincitrice del Premio Comitato PDA amore e colore a The Others Art Fair a Torino a cui partecipa con il progetto Inner Landscape curato da Artéria Gallery.

Le tre voci, insieme, testimoniano la vitalità della pittura come luogo — fisico e mentale — in cui il paesaggio continua a generare significato.

PAINTING AS PLACE

Painting as a Space Through Time

 

Painting as Place brings together three artists from different generations – Piero Guccione, Giuseppe Colombo, and Samantha Torrisi – united by their Sicilian origins and by a profound exploration of the landscape as a space of memory, perception, and identity.
In their practice, painting becomes a way of inhabiting the world: a reflection on light, time, and the spiritual resonance of the places to which we belong.

Piero Guccione (Scicli, 1935 – Modica, 2018), a central figure of Italian painting in the second half of the twentieth century, transformed the Mediterranean horizon into an inner landscape – a metaphysical field of silence and luminous order.
On the ninetieth anniversary of his birth, his presence within this project opens a dialogue between past and present, continuity and renewal – a tribute from the gallery to the great Master, in collaboration with the Piero Guccione Archive, which, alongside the institutional exhibitions curated throughout this year, is also presenting a new book dedicated to the artist, Nato per la pittura published by Allemandi.

Giuseppe Colombo (born in Modica, 1971) currently lives and works in Modica.
A painter and master of drawing, he trained in Urbino before returning to his hometown, where his encounter with the historical nucleus of the Gruppo di Scicli and with Master Piero Guccione proved to be of great significance, marking the beginning of a profound relationship of mutual respect and artistic exchange.The works presented here belong to his most recent production, including two pieces from the project Le città ideali – his solo exhibition at Casa Raffaello in Urbino. His latest international experience took place in Finland, at Galleria Duetto in Helsinki, where he participated in Helsinki Art Walk.

Samantha Torrisi (born in 1977) currently lives in Giarre and works in Milo, both located on the slopes of Mount Etna.
Her artistic research explores the landscape through drawing and painting as acts of observation and belonging, tracing emotional geographies that unite intimacy and vastness.
Elements of visual and symbolic disturbance are part of her expressive code, which, through a subtle poetics, invites a state of contemplative attention.
In 2025, she was awarded the Espoarte Editorial Prize at the Arteam Cup in Savona; she exhibited at the Museo Tornielli in Ameno (NO) for the project Cartografia Sensibile – Landina, the result of a residency at CARS Omegna (VB), and received the Comitato PDA Amore e Colore Prize at The Others Art Fair in Turin, where she presented Inner Landscape, curated by Artéria Gallery.

Together, these three voices testify to the vitality of painting as a place — both physical and mental — where the landscape continues to generate meaning.

Giuseppe Colombo, Comiso, 2023, olio su tela/oil on canvas, cm 50x70
Samantha Torrisi, Altered landscape 2, 2025, olio su tela, oil on canvas, cm 150x120
Piero Guccione, Paesaggio col grano, 2011, olio su tela e tecnica mista/ mixed media and oil on canvas, cm 65x106

Giorgio Vigna | Nuvola Passeggera

Giorgio Vigna | Nuvola passeggera

a cura di Agata Polizzi

 

21 agosto 2024 – 31 ottobre 2025
XX Bassi Beneventano, Scicli
Supportata da
Molino Gaetano Roccasalva di Modica
Antica Dolceria Bonajuto di Modica
Ghibli solutions di Ragusa

Giorgio Vigna | Nuvola passeggera

curated by Agata Polizzi

 

21st August 2025 – 31st October 2025
XX Bassi Beneventano, Scicli
Supported by
Molino Gaetano Roccasalva di Modica
Antica Dolceria Bonajuto di Modica
Ghibli solutions di Ragusa

Poeta del soffio

di Agata Polizzi
Punta sulle nuvole e su altre cose mute,
punta sulla luce, cercala sempre.
Infine punta sulla follia se ce l’hai,
se non te l’hanno rubata da piccolo.
(Franco Arminio, Canti della gratitudine)

 

 

Come tutti i poeti, Giorgio Vigna che è poeta del soffio, crede nella potenza generativa dell’arte come cura e per questo intreccia desiderio, memorie del passato e speranza nel futuro nel nuovo progetto per il Palazzo Beneventano di Scicli.

Nuvola passeggera, nasce da amore per la bellezza, da un’eco lontana che lega l’artista al padre, da una passione per una terra amata, la Sicilia, laddove ad ogni viaggio lo sguardo dell’artista si posa su un dettaglio, un ricordo, una suggestione del paesaggio che come un suggerimento spontaneo è determinato a rafforzare l’idea necessaria di narrare.
Nuvola Passeggera nasce dalla fiducia nella circolarità salvifica dell’arte come esperienza collettiva, le opere sono viventi, celebrano la Natura sempre mantenendo con essa un dialogo aperto, potente, rispettoso, sono esse stesse parte di un processo in cui l’agire dell’artista ha un ruolo evocativo, generativo, in cui il controllo della casualità, l’imperfezione del gesto diventano necessari, persino vitali.

Giorgio Vigna presenta un gruppo di opere che offrono uno spaccato intenso della sua lunga e costante ricerca per la materia e per la forma, opere in dialogo le une con le altre, opere essenziali, generose, opere tridimensionali e bidimensionali che amano il contatto con la terra e che sono in evoluzione perenne come organismi viventi.
Aria, acqua e fuoco le plasmano in una forma che è artificio ma anche verità, entrambi gli estremi di questo binomio sono validi e soggiacciono ad un processo naturale in cui ogni cosa fluisce, i Sassi di vetro e le Cosmografie sono opere assolute in cui è possibile riconoscersi e talvolta perdersi.

Le opere di Giorgio Vigna cercano la luce, sono luce, in una coerenza concettuale tra pensiero e forma, idealmente sono “finestre di luce”, sono feritoie dell’anima attraverso cui intravedere l’esistenza.
Il rimando tra interno ed esterno è un gioco sottile, voluto e carico di sfumature, c’è la consapevolezza di qualcosa di più grande che orienta, un piccolo miracolo che si rinnova ogni volta che quel soffio consente di prendersi il tempo per pensare, per osservare e trovare un’appartenenza precisa, il tempo per capire che nell’arte non c’è solo la ricerca estetica ma anche l’esigenza di esprimere sentimenti, emozioni, sensazioni.

L’allestimento delle opere evoca questa idea di esperienza collettiva e di fruizione della ricerca come fosse ascoltare la voce dell’artista e lasciare che l’occhio abbia l’agio per trovare la sua naturale via, il dettaglio giusto su cui indugiare, la direzione da prendere per “vedere” con più chiarezza ciò che è realmente.

Poet of the Breath

by Agata Polizzi
Aim at the clouds and other silent things,
aim at the light, always seek it.
In the end, aim at madness if you have it,
if it wasn’t stolen from you as a child.
(Franco Arminio, Songs of Gratitude)

 

 

Like all poets, Giorgio Vigna, who is a poet of the breath, believes in the generative power of art as a cure, and for this reason he intertwines desire, memories of the past, and hope for the future in his new project for the Palazzo Beneventano in Scicli.

Nuvola passeggera (Passing Cloud) stems from a love of beauty, from a distant echo that links the artist to his father, from a passion for his beloved land, Sicily, where on every journey the artist’s gaze rests on a detail, a memory, a suggestion of the landscape that, like a spontaneous suggestion, is determined to reinforce the necessary idea of narration.

Nuvola Passeggera stems from a belief in the salvific circularity of art as a collective experience.The works are alive, celebrating Nature while maintaining an open, powerful, respectful dialogue with it.They are themselves part of a process in which the artist’s action has an evocative, generative role, in which the control of chance and the imperfection of the gesture become necessary, even vital.

Giorgio Vigna presents a group of works that offer an intense insight into his long and constant research into matter and form, works in dialogue with each other, essential, generous works, three-dimensional and two-dimensional works that love contact with the earth and are in constant evolution like living organisms.
Air, water, and fire shape them into a form that is artifice but also truth, both extremes of this dichotomy are valid and subject to a natural process in which everything flows. The Glass Stones and Cosmographies are absolute works in which it is possible to recognize oneself and sometimes lose oneself.

Giorgio Vigna’s works seek light, they are light, in a conceptual coherence between thought and form. Ideally, they are ‘windows of light’, slits in the soul through which to glimpse existence.

The reference between interior and exterior is a subtle, deliberate and nuanced game, there is an awareness of something greater that guides us, a small miracle that is renewed every time that breath allows us to take the time to think, to observe and find a precise belonging, the time to understand that art is not only about aesthetic research but also the need to express feelings, emotions and sensations.

The staging of the works evokes this idea of collective experience and enjoyment of research as if listening to the artist’s voice and allowing the eye to find its natural path, the right detail to linger on, the direction to take in order to ‘see’ more clearly what really is.

COSMOGRAFIE

 

 

Opere di micro e macrocosmo. Gli occhi dell’artista sull’universo.

 

 

Works exploring the micro and macrocosm — the artist’s eyes on the universe.

Cosmografia, 2025
Inchiostro su carta Hahnemühle / in on Hahnemühle paper
46 x 42 cm DISPONIBILE/AVAILABLE
Cosmografie, 2025
Inchiostro su carta Hahnemühle/ink on Hahnemühle paper
52 x 31 cm DISPONIBILE/AVAILABLE
Cosmografie, 2025
Inchiostro su carta Hahnemühle/ink on Hahnemühle paper
78 x 53 cm DISPONIBILE/AVAILABLE

SASSI

 

 

Opere assolute e insieme relative, capaci di dialogare con la luce e lo spazio in cui vivono.
La lavorazione del vetro è una sfida, un processo naturale capace di sintetizzare la circolarità degli elementi tra i quali l’Acqua e il Fuoco.

Absolute and yet relative works, capable of engaging in dialogue with the light and the space they inhabit.
Glassworking is a challenge — a natural process that embodies the circular harmony of the elements, among which Water and Fire.

Sasso di fuoco, 2020,
Sasso in vetro di Murano cristallo con inclusioni di rame/Murano crystal glass stone with copper inclusions
20 x 20 x 11 cm DISPONBILE/AVAILABLE
Sassi d'acqua, 2020,
4 elementi in vetro di Murano cristallo / 4 elements in Murano crystal glass
18 x 15,5 x 13 cm DISPONBILE/AVAILABLE
Sasso di fuoco, 2018,
Sasso in vetro di Murano cristallo con inclusioni di rame/Murano crystal glass stone with copper inclusions
16 x 16 x 10 cm DISPONBILE/AVAILABLE

Emanuele Giuffrida | Nel silenzio della superficie

Cosa accade quando la pittura smette di raccontare e comincia a interrogare?

 

Catania – La Fondazione Brodbeck presenta, all’interno dei propri spazi, la mostra personale di Emanuele Giuffrida Nel silenzio della superficie, invitando il pubblico ad un’esperienza di sospensione visiva e percettiva: la superficie – pittorica, reale, emotiva – diventa soglia fragile tra ciò che appare e ciò che affiora, tra l’evidenza del mondo e le zone più oscure.

A presentare il progetto, venerdì 10 ottobre alle ore 18.00 nelle sale espositive che lo ospita, saranno Paolo Brodbeck, Presidente dell’omonima Fondazione, Gianluca Collica Direttore artistico della stessa, Emanuele Giuffrida e Domenico de Chirico curatore della mostra.

La Fondazione Brodbeck arte contemporanea, situata all’interno di un complesso postindustriale nel cuore del quartiere storico di San Cristoforo, è stata costituita nel 2007 per volontà della famiglia Paolo Brodbeck, con lo scopo di trasformare l’intera cittadella in un polo di riferimento per l’arte contemporanea, ospitando eventi, e curando programmi internazionali di residenza d’artista ideati per avviare una più stretta relazione con la realtà sociale, culturale e artistica siciliana.

La mostra, visitabile dal 10 ottobre al 15 novembre, è un percorso immersivo in cui la pittura non è mai solo rappresentazione, ma luogo di visioni trattenute e spazi emotivi compressi. Nelle opere, realizzate principalmente ad olio e grafite, troviamo oggetti comuni, lenzuola, vetri, tracce, elementi solo in apparenza concreti, che, nelle mani dell’artista, si fanno segni archetipici di una realtà sempre in tensione, in bilico tra il trauma e l’intuizione.

Tutta la ricerca di Giuffrida si muove lungo il confine sottile dell’ambiguità percettiva, facendo della pareidolia – il riconoscere forme familiari in elementi casuali – non è solo un espediente, ma un vero dispositivo poetico. In questo senso, la pittura diventa spazio esistenziale, lente d’indagine, un modo per rivelare l’invisibile senza mai esplicitarlo del tutto, sovvertendo le comuni condizioni semantiche della pittura.

Il titolo Nel silenzio della superficie suggerisce proprio questo stato di costante tensione tra presenza e assenza. Ogni opera è una soglia percettiva in cui l’immagine, l’oggetto, la presenza si fa enigma e la superficie si carica di un’intensità muta.
Come scrive il curatore, non si tratta di rappresentare un evento, ma di far emergere ciò che di quell’evento è rimasto nel tempo e nella coscienza collettiva.
In un tempo dominato dall’eccesso visivo e dalla velocità dello sguardo, la pittura di Giuffrida si impone come gesto di resistenza. Lontana dalla narrativa illustrativa e dall’immagine piena, la sua pratica è rigorosa, essenziale, radicalmente contemporanea. Le opere di Giuffrida chiedono tempo, attenzione, disponibilità al dubbio. Sono immagini da attraversare, non da consumare.
In questo spazio liminale, in cui lo spettatore è chiamato a sostare, a confrontarsi con un vuoto carico di senso, l’arte diven- ta esperienza: sospensione visiva, psicologica ed esistenziale.

Partner del progetto Lo Magno artecontemporanea, galleria con sede a Modica e Scicli, e la Fondazione Oelle, presieduta da Ornella Laneri, che, all’interno dei propri spazi espositivi all’Hotel Sheraton di Aci Castello, accoglierà due opere e un’installazione dell’artista per tutto il periodo mostra.

La mostra sarà visitabile, presso la sede della Fondazione Brodbeck, in via Gramignani 93 a Catania, il giovedì e il venerdì dalle 17.30 alle 19.30, ed è realizzata con il supporto di Coop Sicilia gruppo Radenza e Ghibli solutions Ragusa

 

Per informazioni:

Fondazione Brodbeck 
📧 info@fondazionebrodbeck.it
📞 +39 095 723 3111

What happens w hen the Act of Painting Becomes a Question?

 

Catania – Fondazione Brodbeck is pleased to present INel silenzio della superficie, a solo exhibition by Emanuele Giuffrida, opening on Friday, October 10 at 6:00 PM at the Foundation’s exhibition spaces in Catania. The show invites visitors into a state of perceptual and visual suspension, where the surface – whether pictorial, physical, or emotional – emerges as a fragile threshold between what appears and what surfaces, between the visible world and its more shadowy dimensions. The exhibition will be introduced by Paolo Brodbeck, President of the Foundation, Gianluca Collica, Artistic Director, Emanuele Giuffrida, and curator Domenico de Chirico.

Founded in 2007 by the Brodbeck family, Fondazione Brodbeck is located within a post-industrial complex in the heart of San Cristoforo, one of Catania’s most historically rich neighborhoods. Since its inception, the Foundation has sought to transform the site into a contemporary art hub – hosting exhibitions and curating international artist residencies aimed at fostering deeper connections with the social, cultural, and artistic fabric of Sicily.

On view from October 10 through November 15, Nel silenzio della superficie unfolds as an immersive journey where painting becomes far more than representation. Through oil and graphite works, Giuffrida offers restrained visions and compressed emotional landscapes. Ordinary objects – sheets, glass, traces – appear only superficially concrete. In the artist’s hands, they become archetypal signs of a reality in constant tension, delicately suspended between trauma and intuition.

Giuffrida’s entire practice explores the thin line of perceptual ambiguity. His work harnesses pareidolia – the human tendency to perceive familiar patterns in random stimuli – not as a visual trick, but as a true poetic mechanism. In this sense, painting becomes an existential space, a lens of investigation, a means of revealing the invisible without ever fully exposing it, subverting traditional semantics of the painted image.

The exhibition’s title, In the Silence of the Surface, reflects this constant tension between presence and absence. Each work is a perceptual threshold, where the image, object, or presence becomes an enigma, and the surface is imbued with a mute intensity. As curator Domenico de Chirico writes, “This is not about representing an event, but about allowing what remains of it – within time and collective consciousness – to surface.” In an age saturated with images and dominated by visual immediacy, Giuffrida’s painting asserts itself as a form of resistance. Eschewing illustrative narratives and full-bodied imagery, his practice is rigorous, essential, and resolutely contemporary. These works—mostly rendered in oil and graphite – demand time, attention, and a willingness to embrace uncertainty. They are not to be consumed, but to be experienced.

In this liminal space – where the viewer is invited to pause and confront a silence dense with meaning – art becomes experience: a visual, psychological, and existential suspension.

The exhibition is realized in partnership with Lo Magno artecontemporanea, a gallery based in Modica and Scicli, and Fondazione Oelle, chaired by Ornella Laneri, which will host two works and one installation by the artist in its space in the Sheraton Hotel in Aci Castello during the period of the show.

The exhibition is open to the public at the Fondazione Brodbeck, Via Gramignani 93, Catania, on Thursdays and Fridays from 5:30 to 7:30 PM, and is made possible with the support of Coop Sicilia – Gruppo Radenza and Ghibli Solutions Ragusa.

 

For more information:

Fondazione Brodbeck 
📧 info@fondazionebrodbeck.it
📞 +39 095 723 3111

Emanuele Giuffrida | Nel silenzio della superficie

a cura di / curated by Domenico de Chirico

 

10_10_25 – 15_11_25

 

Fondazione Brodbeck 

Via Gramignani, 93 , Catania

 

Giovedì – Venerdì   17.30 – 19.30

Thursdays – Fridays   5.30 pm – 7.30 pm

Nanni Licitra

Tamara Marino, originaria di Ragusa, e Simon Troger, nato a Schlanders (BZ), costituiscono un sodalizio artistico che esplora le intersezioni tra materia, concetto e contesto. Entrambi operano tra Vittoria (RG) e altre località internazionali, sviluppando un linguaggio che coniuga sperimentazione tecnica e riflessione critica sulla contemporaneità.

La formazione di Tamara Marino si radica nella Scultura, conseguita presso le Accademie di Belle Arti di Catania e Carrara, sotto la guida di maestri quali Martina Corgnati, Aron Demetz e Gianni Dessì. La sua ricerca si è ulteriormente ampliata attraverso esperienze presso la Royal Academy of Art dell’Aia e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, con un approccio che abbraccia tanto la dimensione artistica quanto quella pedagogica.

Simon Troger, maestro nella lavorazione del marmo e delle pietre dure, ha completato la sua formazione accademica in Conservazione e Restauro dei materiali lapidei e in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Il suo operato si distingue per l’attenzione ossessiva al dettaglio e per una poetica che indaga il rapporto dialettico tra utopia e distopia, uomo e ambiente, idea e materia.

Entrambi gli artisti hanno collaborato con istituzioni di rilievo, tra cui la Fondazione Fiumara d’Arte, diretta da Antonio Presti, per la realizzazione di opere monumentali nel contesto urbano di Catania. Hanno inoltre condiviso un progetto legato all’Università di Suzhou Art & Design Technology Institute, che ha contribuito a consolidare la loro proiezione internazionale.

Nel 2023, Marino e Troger hanno concepito e realizzato l’opera site-specific L’ingegnere di Babele per la Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso (RG), un intervento che ha sintetizzato la loro visione artistica in un dialogo simbolico con la tradizione e l’innovazione. Nello stesso anno, Tamara Marino ha ricoperto il ruolo di docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, mentre nel 2024 entrambi gli artisti hanno intrapreso una collaborazione con la Farm Cultural Park di Favara (AG), un centro nevralgico per l’arte contemporanea in Sicilia.

La loro pratica attuale si concentra sulla trasformazione di Villa Mangione, un antico palmento situato nel Sud-Est siciliano, in un avamposto culturale dedicato a residenze d’artista, performance sperimentali, proiezioni di cinema d’avanguardia e concerti di improvvisazione sonora. Questo progetto, ancora in divenire, si propone come un crocevia per la riflessione e la produzione artistica multidisciplinare, inscrivendosi in un panorama internazionale di ricerca e sperimentazione.

L’opera di Tamara Marino e Simon Troger si colloca dunque in un ambito di ricerca che combina un’attenzione raffinata per il dettaglio materiale con una visione critica e colta delle dinamiche culturali contemporanee, rendendoli protagonisti di un dialogo fecondo tra locale e globale, tradizione e avanguardia.

Tamara Marino, originally from Ragusa, and Simon Troger, born in Schlanders (BZ), form an artistic partnership that explores the intersections between matter, concept, and context. Both operate between Vittoria (RG) and other international locations, developing a language that blends technical experimentation with critical reflection on contemporary issues.

Tamara Marino’s education is rooted in Sculpture, which she studied at the Academies of Fine Arts in Catania and Carrara, under the guidance of masters such as Martina Corgnati, Aron Demetz, and Gianni Dessì. Her research has further expanded through experiences at the Royal Academy of Art in The Hague and the Academy of Fine Arts in Florence, adopting an approach that embraces both artistic and pedagogical dimensions.

Simon Troger, a master in marble and hard stone processing, completed his academic training in Conservation and Restoration of stone materials and Sculpture at the Academy of Fine Arts in Carrara. His work stands out for its obsessive attention to detail and for a poetic exploration of the dialectical relationship between utopia and dystopia, man and environment, idea and matter.

Both artists have collaborated with prominent institutions, including the Fiumara d’Arte Foundation, led by Antonio Presti, to create monumental works within the urban context of Catania. They also shared a project with the Suzhou Art & Design Technology Institute, which helped to solidify their international presence.

In 2023, Marino and Troger conceived and realized the site-specific work L’ingegnere di Babele for the Gesualdo Bufalino Foundation in Comiso (RG), an intervention that encapsulated their artistic vision in a symbolic dialogue with tradition and innovation. In the same year, Tamara Marino took on the role of Sculpture professor at the Academy of Fine Arts in Macerata, while in 2024, both artists began collaborating with the Farm Cultural Park in Favara (AG), a key center for contemporary art in Sicily.

Their current practice focuses on transforming Villa Mangione, an ancient wine press in Southeast Sicily, into a cultural outpost dedicated to artist residencies, experimental performances, avant-garde cinema screenings, and sound improvisation concerts. This ongoing project aims to serve as a crossroads for reflection and multidisciplinary artistic production, positioning itself within an international landscape of research and experimentation.

The work of Tamara Marino and Simon Troger thus lies within a research framework that combines a refined attention to material detail with a critical and cultured vision of contemporary cultural dynamics, making them key figures in a fruitful dialogue between the local and the global, tradition and avant-garde.

ROSSO

Rosso

Il video “Rosso” è un’opera carica di simbolismo e intensità visiva, che utilizza il colore rosso non solo come elemento estetico ma come linguaggio narrativo e concettuale. Al centro della scena, gambe femminili su fondo monocromo incarnano una femminilità sospesa tra attrazione e ambiguità, con un focus visivo sul pube, accentuato da tacchi a spillo e da un gesto performativo carico di violenza estetica: l’esplosione di scintille.
Questa epifania visiva richiama la tragedia della Triangle Waist Company del 1911, trasformando il ricordo storico in una riflessione sulla condizione femminile, tra passato e presente. Il corpo diventa luogo simbolico di conflitto e resistenza, rappresentando sia la violenza subita che la forza della resilienza.
“Rosso” è quindi un’opera che intreccia eros, dolore e memoria, proponendo un’estetica della resistenza femminile. Invita lo spettatore a un coinvolgimento attivo, oltre la superficie, per confrontarsi con la storia e con il ruolo dell’arte nella costruzione della memoria collettiva.

The video Rosso is a work rich in symbolism and visual intensity, using the color red not merely as an aesthetic element but as a narrative and conceptual language. At the center of the scene, female legs against a monochrome backdrop embody a femininity suspended between allure and ambiguity, with visual focus on the pubic area, emphasized by high heels and a performative gesture of striking aesthetic violence: a burst of sparks.
This visual epiphany recalls the 1911 Triangle Waist Company tragedy, transforming historical memory into a reflection on the condition of women, both past and present. The female body becomes a symbolic battleground—representing both endured violence and the power of resilience.
Rosso thus becomes a work that weaves together eros, pain, and memory, proposing an aesthetic of female resistance. It calls on the viewer to engage actively, to look beyond the surface, and to confront both history and the role of art in shaping collective memory.

Video performance
Duration: 2’34”
(Co-producer: Simon Troger)
Installation
Wood, fabric, sparkler sticks
26 x 21 x 4 cm
2023

FALLOUT

Fallout è un’installazione immersiva e multimediale che indaga il rapporto tra materia, tecnologia e crisi ecologica. Al centro dell’opera vi è una scultura generativa, modellata dalla proiezione video, che ribalta il tradizionale rapporto tra immagine e forma. In tre sequenze video, delle gazze ladre vengono lentamente ricoperte da terra bianca, simbolo di una sterilità funebre che cancella l’organico sotto l’apparenza della purezza.
L’opera si configura come un corpo stratificato, dove video, scultura, disegno e documentazione convivono in un sistema visivo e concettuale. Il bianco diventa segno di cancellazione, le gazze simboli di un’intelligenza naturale condannata all’oblio. L’intero dispositivo genera un funerale silenzioso della natura, evocando il tempo dell’Antropocene e l’estetica del disastro.
Un documentario introduttivo e materiali di processo ampliano la riflessione, offrendo allo spettatore coordinate critiche e narrative. Fallout non propone una narrazione lineare, ma un’esperienza percettiva e poetica che intreccia testimonianza e immaginazione, spingendo a una riflessione radicale su ecologia, memoria e responsabilità collettiva.

Fallout is an immersive, multimedia installation that explores the relationship between matter, technology, and ecological crisis. At the heart of the work is a generative sculptural form, shaped by video projection, which overturns the traditional hierarchy between image and form. In three video sequences, magpies are slowly covered by a layer of white earth – symbolizing a funereal sterility that erases organic life under the guise of purity.
The work unfolds as a layered body, where video, sculpture, drawing, and documentation coexist in a visual and conceptual system. White becomes a sign of erasure, and the magpies – symbols of natural intelligence and survival – embody a world condemned to oblivion. The installation stages a silent funeral for nature, invoking the era of the Anthropocene and an aesthetic of disaster.
An introductory documentary and process-based materials extend the scope of the work, offering viewers critical and narrative coordinates. Fallout does not follow a linear narrative, but instead generates a perceptual and poetic experience that merges testimony and imagination, prompting deep reflection on ecology, memory, and collective responsibility.

“Fallout” Documentary – 5’40” (audio in English, Italian subtitles)
Generative Projective Sculpture – environmental dimensions
Light Installation – red LED beam
Graphic Panels – drawings on drafting lm and cadastral maps
2024

EMEREC

Secondo Jean Cloutier, l’essenza dell’uomo completo risiede nella sua duplice natura di émetteur e récepteur, in cui egli si manifesta simultaneamente come emittente e ricevente. Tale simbiosi, essenziale alla pienezzacomunicativa, lo definisce nella sua totalità. Tuttavia, quale esito si profila quando l’uomo, pur essendo Emerec – teoricamente completo e paragonabile a quello dell’epoca della comunicazione interpersonale – persegue un miraggio fallace? Questo miraggio consiste nell’illusione di generare unflusso coerente di input e output, che però viene inevitabilmente frainteso, interpretato e decodificato attraverso codici soggettivi, distanti dalle intenzioni originarie. In questo contesto, l’apparente completezza dell’uomo Emerec si rivela fragile, poiché l’interazione tra emissione e ricezione, lunge
dal realizzare una sinergia armoniosa, si frammenta in un caleidoscopio di percezioni individuali.

According to Jean Cloutier, the essence of the complete human lies in their dual nature as émetteur and récepteur – as both transmitter and receiver -where the individual simultaneously embodies the roles of sender and recipient. This symbiosis, essential to the fullness
of communication, defines the human in their totality. However, what outcome emerges when the individual, though theoretically complete as Emerec – a being reminiscent of the era of interpersonal communication – pursues a deceptive mirage? This mirage consists of the illusion of producing a coherent flow of input and output, which is inevitably misunderstood, interpreted, and decoded through subjecti-
ve codes that deviate from the original intent. In this context, the apparent completeness of the Emerec figure is revealed as fragile. The
interaction between transmission and reception, far from achieving a harmonious synergy, fragments into a kaleidoscope of individual perceptions.

Site-Specific: Video Installation
(Co-producer: Simon Troger)
Monitor, glass, hammer, LED screen
1’48”
2023