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Rossana Taormina | Ora sia il tuo passo

Rossana Taormina Ora sia il tuo passo

curated by Domenico de Chirico

 

 

Bassi Beneventano, Palazzo Beneventano SCICLI

Tuesday – Saturday 10am-1pm / 5-9pm

Church-Museum of Santa Teresa d’Avila SCICLI

Everyday 10am – 7pm

28/06/2025 – 16/08/2025

 

thanks to: Comune di Scicli
and

Ora sia il tuo passo
più cauto: a un tiro di sasso
di qui si prepara
una più rara scena.
La porta corrosa d’un tempietto
è rinchiusa per sempre.
Una grande luce è diffusa
sull’erbosa soglia.
E qui dove peste umane
non suoneranno, o fittizia doglia,
vigila steso al suolo un magro cane.
Mai più si muoverà
in quest’ora che s’indovina afosa.
Sopra il tetto s’affaccia
una nuvola grandiosa.

Ora sia il tuo passo di Eugenio Montale, poesia tratta dalla raccolta Ossi di seppia (1925).

Now Let Your Step Be More Cautious
Now let your step be more cautious:
a stone’s throw from here
a rarer scene is being prepared.
The corroded door of a small temple
is forever closed.
A great light spreads across the grassy threshold.
And here, where no human plague
or feigned sorrow shall ever sound,
a lean dog lies watchful on the ground.
He will never move again
in this hour guessed as sultry.
Above the roof looms a magnificent cloud.

 

Now Let Your Step Be by Eugenio Montale, poem taken from the collection Ossi di seppia (Cuttlefish Bones), 1925.

Nata a Partanna, nel cuore della siciliana Valle del Belìce, segnata dal sisma del 1968, Rossana Taormina sviluppa una sensibilità profonda verso l’eredità della memoria, il paesaggio — con la sua morfologia — e la loro incessante metamorfosi. La sua pratica artistica si configura come un esercizio silenzioso di ascolto e sedimentazione: un tentativo di preservare, per poi solennizzare, ciò che per sua natura tende a svanire.

La mostra personale Ora sia il tuo passo, curata da Domenico de Chirico, prende forma sia negli spazi di Lo Magno artecontemporanea a Scicli, sia nella chiesa settecentesca di Santa Teresa d’Avila — tra le più suggestive della città — costruendo un itinerario insieme immaginifico e concettuale, che ruota euritmicamente attorno a un tema evocativo e stratificato: l’eco. Un’eco da intendersi non solo come fenomeno acustico, ma come metafora dell’assenza, della riflessione, del ritorno e di un’identità che si frantuma e si ricompone ininterrottamente attraverso i segni del tempo.
Nella trama obliqua e ricca di rimandi che caratterizza la ricerca di Rossana Taormina —e che riaffiora anche in questa circostanza — si avverte un profondo dialogo con la poetica di Eugenio Montale, in particolare con la suggestiva immagine degli “ossi di seppia”: materia opaca, ambigua, ma intrisa di memoria, capace di custodire ciò che sfugge alla luce diretta.
Il verso “ora sia il tuo passo”, tratto dallo stesso Montale e che dà il titolo alla mostra, si fa invito a un cammino percettivo e consapevole, dove spazio e tempo non si misurano nell’immediatezza della presenza, ma in ciò che resiste, che permane — un’eco viva che ci interpella e ci guida nell’attraversamento dell’abissale mistero, senza timore.
Pertanto, tutte le opere in mostra si configurano come forme di memoria sedimentata: strutture visive in cui l’essenziale non si manifesta mai in superficie, ma si lascia intuire in profondità, tra ombre e affioramenti.

Come la “seppia” montaliana, anche la loro materia è spessa, stratificata, refrattaria alla chiarezza — e proprio per questo fertile di rivelazioni. Nulla è mai pienamente detto: tutto emerge per allusione, per lente efflorescenze, per echi. In questo spazio suggestivo, fortemente poetico e visivo, la memoria non è un archivio chiuso, ma un organismo vivo, che continua ineluttabilmente a risuonare.
Nella sede della galleria di Scicli, a Palazzo Beneventano — capolavoro artistico e patrimonio dell’umanità UNESCO, dove il barocco siciliano trova una delle sue massime espressioni e che ospita anche la stamperia d’arte Amenta — il paesaggio si manifesta imponendosi come struttura simbolica e sensibile. Non è semplice sfondo, ma spazio identitario, superficie di contatto tra percezione esterna e interiorità. Nello specifico, le opere Paesaggio (2023) e Paesaggio (2025) interrogano la relazione tra soggetto e ambiente: il primo è paesaggio-sguardo, il secondo paesaggio-limite, soglia tra il tangibile e l’immaginato.

Born in Partanna, in the heart of Sicily’s Belìce Valley, a region historically scarred by the 1968 earthquake, Rossana Taormina has developed a profound sensitivity to the legacy of memory, to the landscape and its morphology, and to their ceaseless transformation. Her artistic practice takes shape as a silent exercise in listening and sedimentation: an attempt to preserve, and ultimately solemnize, that which by nature tends to vanish.

The solo exhibition Ora sia il tuo passo, curated by Domenico de Chirico, unfolds both within the spaces of Lo Magno artecontemporanea in Scicli and in the eighteenth-century Church of Santa Teresa d’Avila, one of the most evocative sites in the city. Together, these locations delineate an itinerary that is both imaginative and conceptual, rotating with rhythmic precision around a multilayered and evocative theme: the echo. An echo not only as an acoustic phenomenon, but as a metaphor for absence, reflection, return, and an identity that continually fractures and recomposes itself through the traces of time.

In the oblique texture of references that characterizes Rossana Taormina’s artistic research, and which resurfaces in this exhibition, one perceives a deep dialogue with the poetics of Eugenio Montale, particularly with the suggestive image of the “Ossi di seppia”: an opaque, ambiguous matter imbued with memory, capable of preserving that which escapes the direct light.
The verse “ora sia il tuo passo”, taken from Montale and lending its title to the exhibition, becomes an invitation to a perceptual and mindful journey, where space and time are not measured by the immediacy of presence, but by that which endures, which remains, a living echo that interrogates and guides us through the abyssal mystery, without fear. Accordingly, all the works on display function as forms of sedimented memory: visual structures in which the essential never manifests on the surface, but instead must be intuited in depth, among shadows and emergences.

Like Montale’s “cuttlefish bone”, their material is thick, stratified, and resistant to clarity, and it is precisely this resistance that renders it fertile with revelation. Nothing is ever fully declared: everything emerges through allusion, through slow efflorescences, through echoes. In this highly poetic and evocative space, memory is not a sealed archive but a living organism, one that continues to resonate inevitably.
In the gallery’s venue at Palazzo Beneventano in Scicli, a UNESCO World Heritage Site and a masterpiece of Sicilian Baroque, which also hosts the Amenta art print studio, the landscape asserts itself as a symbolic and sensitive structure. It is not merely a backdrop, but an identity-bearing space, a surface of contact between external perception and interiority. Specifically, the works Paesaggio (2023) and Paesaggio (2025) interrogate the relationship between subject and environment: the former is landscape as gaze, the latter landscape-as-threshold, a liminal space between the tangible and the imagined.

In Seed (2024) il seme diviene emblema di una vitalità latente, che si radica nello spazio vissuto — inteso nella sua accezione bergsoniana — e si oppone alla tradizionale concezione dello spazio come entità statica e misurabile.

Grigio (2025) esplora la tensione tra fragilità e resistenza del paesaggio, che si fissa nella memoria come forma d’illusione.

Le due opere omonime Landscape Notes (2025) si fanno invece esercizio di attenzione: appunti visivi e tattili su una realtà in continuo mutamento, colta nel suo perpetuo frammentarsi e ricomporsi.

Con il dittico Shape of the Days (2025), Taormina dà forma al tempo quotidiano, modellandolo come materia plastica: anche quando i giorni si esauriscono, lasciano un’impronta discreta ma imperitura.

In Summertime (2023) e Soffio (2023 e 2025), il tempo scivola leggero, ma lascia traccia, imprimendo segni sottili e acuti: si insinua nelle pieghe degli affetti e delle immagini ad essi correlate.

In Seed (2024), the seed becomes the emblem of latent vitality, rooted in lived space — understood in its Bergsonian sense — in opposition to the traditional notion of space as static and measurable.

Grigio (2025) explores the tension between fragility and resistance of the landscape, which crystallizes in memory as a form of illusion.

The two works entitled Landscape Notes (2025) serve as exercises in attentiveness: visual and tactile annotations on a reality in perpetual flux, captured in its ongoing fragmentation and recomposition.

With the diptych Shape of the Days (2025), Taormina gives form to quotidian time, shaping it as if it were plastic matter: even when days come to an end, they leave behind a discreet yet indelible imprint.

In Summertime (2023) and Soffio (2023 and 2025), time glides lightly, yet leaves a trace, imprinting subtle and sharp signs: it insinuates itself into the folds of affections and the images linked to them.

Le opere Velluto #1 e Velluto #2 (2021) sono meditazioni visive su luce, cielo e natura, tradotte in stati d’animo e atmosfere sospese.

In Landscape (2024) riaffiora una montagna della memoria, archetipo personale che l’artista elegge solennemente a simbolo identitario e totemico.

Con Beat #1, Beat #2 e Beat #3, Taormina dà origine a una nuova direzione di ricerca: su vecchi rotoli per pianoforte automatico, il suono diventa forma grafica, segno visivo di una melodia che continua a vibrare oltre il tempo — come un’eco che non ha bisogno di voce per esistere, e per farsi sentire.

In Per tutto il mondo non siamo stati e Sun is Leaf (2025), l’immagine si fa enigma, frammento poetico, metafora del nostro transito. La realtà appare come un percorso irregolare, costellato di segni che, pur dissonanti, compongono un ordine segreto ancora tutto da decifrare.

Chiude il percorso espositivo Lessico del cucire (2018), in cui un oggetto domestico — nello specifico, un canovaccio appartenuto a un familiare — si trasforma in racconto visivo della vita quotidiana, delle sue usure, dei suoi legami. Un piccolo frammento di mondo che, attraverso la cucitura, ricompone ciò che il tempo ha diviso o addirittura lacerato.

The works Velluto #1 and Velluto #2 (2021) are visual meditations on light, sky, and nature, translated into moods and suspended atmospheres.

In Landscape (2024), a mountain of memory re-emerges — a personal archetype solemnly elected by the artist as an identity-bearing and totemic symbol.

With Beat #1, Beat #2, and Beat #3, Taormina inaugurates a new line of research: on old piano rolls for player pianos, sound becomes graphic form, a visual sign of a melody that continues to resonate beyond time — like an echo that needs no voice to exist and be heard.

In Per tutto il mondo non siamo stati and Sun is Leaf (2025), the image becomes enigma, poetic fragment, metaphor of our passage. Reality appears as an irregular path, strewn with signs that, though dissonant, compose a secret order still to be deciphered.

The exhibition concludes with Lessico del cucire (2018), in which a domestic object — specifically, a dishcloth once belonging to a relative — is transformed into a visual narrative of daily life, of its wear, of its ties. A small fragment of the world that, through the act of sewing, reassembles what time has divided or even torn apart.

D’altra parte, la chiesa museo di Santa Teresa d’Avila accoglie l’installazione luminosa Encantadora, concepita su invito del Teatro di Noto per celebrare la figura di Tina Di Lorenzo. Nel ricostruire la storia dell’attrice teatrale, nota per la sua composta femminilità, Taormina si sofferma sull’aura quasi mitica che la avvolgeva: encantadora, così la chiamavano in America Latina, incantatrice tanto per la voce quanto per la presenza scenica. Per di più, il bianco, leitmotiv di molte tappe della sua esistenza — incluso il letto di morte, da lei voluto circondato da fiori candidi — diventa per l’artista il colore dell’atemporalità, della sospensione, della luce che illumina tutto ciò che ormai si è compiuto, al di là del bene e del male.

Tuttavia, pur ispirata a Tina Di Lorenzo, Encantadora si emancipa dalla narrazione biografica per proporsi come riflessione sull’arte stessa: forza che trattiene, rievoca, riattiva. Suono e luce, eco e candore: attraverso questi elementi, scanditi da un ritmo intermittente e declinati tramite l’alfabeto latino, l’opera interroga il potere dell’arte di trasmettere ciò che ancora parla a noi. Qui, ogni grande immagine è intenzionalmente una folgorazione dell’essere.

Alla luce di tutto ciò, risuona con forza quanto ci ricorda il filosofo della scienza e della poesia francese Gaston Bachelard nel suo saggio La poetica della rêverie, e cioè che «l’immagine poetica può essere intesa come una testimonianza del processo di scoperta da parte dell’animo del proprio mondo: il mondo in cui vorrebbe vivere, il mondo in cui è degno di vivere». Encantadora è proprio questo: un bagliore, una rivelazione illuminante, al tempo stesso fugace, potente e carica di significato.

Ora sia il tuo passo è dunque un invito a procedere con lentezza, a lasciarsi attraversare dai segni, dai suoni, dalle ombre che abitano tanto il paesaggio interiore quanto l’ansimante respiro del mondo. Ed è così che le opere di Rossana Taormina si offrono come dispositivi di risonanza: non raccontano, ma risuonano.
Del resto, come scrive Italo Calvino nelle Lezioni americane: «la leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». Ed è forse proprio in questa leggerezza — che è profondità trasfigurata — che si compie il passo della sua arte: lento, necessario, irripetibile. Un passo che non solo avanza, ma ritorna, si ripete, si approfondisce. Un’eco che ci precede, ci plasma, e ci sospinge sempre più in profondità.

The Church-Museum of Santa Teresa d’Avila houses the luminous installation Encantadora, conceived at the invitation of the Teatro di Noto to honor the figure of Tina Di Lorenzo. In reconstructing the story of the actress — known for her composed femininity — Taormina lingers on the almost mythical aura that enveloped her: encantadora, as she was called in Latin America, an enchantress by voice and presence alike. Moreover, white — a recurring theme throughout her life, including the deathbed surrounded by white flowers — becomes for the artist the color of timelessness, of suspension, of the light that illuminates what has been completed, beyond good and evil.

Although inspired by Tina Di Lorenzo, Encantadora transcends biographical narrative to propose a reflection on art itself: a force that retains, evokes, and reactivates. Sound and light, echo and whiteness: through these elements, articulated by an intermittent rhythm and rendered in Latin script, the work interrogates art’s capacity to transmit what still speaks to us. Here, every grand image is intentionally a lightning flash of being.

In this light, the words of the French philosopher of science and poetry Gaston Bachelard in The Poetics of Reverie resonate powerfully: “the poetic image can be seen as a testimony of the soul’s discovery of its own world: the world it wishes to inhabit, the world it deserves to inhabit.” Encantadora is precisely this: a gleam, an illuminating revelation that is at once fleeting, potent, and saturated with meaning.

Ora sia il tuo passo is thus an invitation to move slowly, to allow oneself to be permeated by the signs, the sounds, the shadows that dwell in both the inner landscape and the panting breath of the world. In this way, Rossana Taormina’s works present themselves as resonance devices: they do not narrate, but resonate.
As Italo Calvino reminds us in his Six Memos for the Next Millennium: “lightness is not superficiality, but a gliding over things from above, not having weights on the heart. “And it is perhaps in this very lightness — which is a transfigured depth — that her art finds its true step: slow, necessary, unrepeatable. A step that not only advances, but returns, repeats, deepens. An echo that precedes us, shapes us, and urges us ever deeper.

ORA SIA IL TUO PASSO | Rossana Taormina

A Scicli dal 28 giugno Rossana Taormina attraversa la poetica di Montale raccontando la metafora dell’eco come assenza, ritorno, riflessione.

Ora sia il tuo passo, la mostra personale di Rossana Taormina a cura di Domenico de Chirico, dal 28 giugno al 16 agosto. Due le sedi espositive a Scicli: Lo Magno artecontemporanea a Palazzo Beneventano e la Chiesa di Santa Teresa d’Avila.

 

SCICLI (Rg), 18 giugno 2025 Ora sia il tuo passo, titolo tratto dai versi di Eugenio Montale nella celebre raccolta Ossi di seppia, e, nel centenario della sua pubblicazione (1925), invita alla riflessione lenta, lasciandosi attraversare dai segni e dai suoni che abitano sia il paesaggio interiore che il mondo esterno: un’eco che risuona e che percepiamo nelle opere dell’artista.

L’introduzione alla mostra, in presenza del curatore, l’artista e il gallerista, si terrà alle ore 16.30 di sabato 28 giugno presso la chiesa settecentesca di Santa Teresa d’Avila, dove l’installazione luminosa Encantadora (già omaggio dell’artista – su invito del Teatro di Noto – alla celebre attrice di prosa Tina Di Lorenzo, all’epoca acclamata con l’appellativo di Encantadora) si fa espressione di come l’arte, tra bagliori e rivelazioni, riesca a custodire e riattivare archetipi universali per restituirli con i tratti e le inquietudini del momento storico in cui essa prende forma.

L’inaugurazione negli spazi di Lo Magno artecontemporanea a Bassi Beneventano, a piano terra dell’omonimo edificio patrimonio Unesco, si terrà alle 18.30 dello stesso giorno.

La mostra, a cura di Domenico de Chirico, è composta da circa venti opere di Rossana Taormina, artista nata nella Valle del Belìce, la cui ricerca è stata sollecitata sin da subito dallo spaesamento generato dalla ricostruzione urbana post-terremoto del 1968.

Per questa sua esperienza – spiega il curatore, de Chirico – Rossana Taormina sviluppa una sensibilità profonda verso l’eredità della memoria, il paesaggio — con la sua morfologia — e la loro incessante metamorfosi. La sua pratica artistica si configura come un esercizio silenzioso di ascolto e sedimentazione: un tentativo di preservare, per poi solennizzare, ciò che per sua natura tende a svanire costruendo un itinerario insieme immaginifico e concettuale, che ruota euritmicamente attorno a un tema evocativo e stratificato: l’eco. Un’eco da intendersi non solo come fenomeno acustico, ma come metafora dell’assenza, della riflessione, del ritorno e di un’identità che si frantuma e si ricompone ininterrottamente attraverso i segni del tempo”.

La mostra, è organizzata da Lo Magno artecontemporanea, diretta da Giuseppe Lo Magno, con il patrocinio del Comune di Scicli, ed è visitabile, ad ingresso gratuito, secondo il seguente calendario: a Palazzo Beneventano dal martedì al sabato, ore 10-13 e 17-21; nella Chiesa di Santa Teresa visite tutti i giorni dalle 10 alle 19 grazie alla collaborazione della cooperativa Agire di Scicli, che gestisce diversi siti monumentali per conto del Comune. Sponsor del progetto Antica Dolceria Bonajuto di Modica e Ghibli solutions di Ragusa.

Si ringraziano il Sindaco Mario Marino e l’Assessore alla cultura Giuseppe Mariotta.

 

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

Vive e lavora a Palermo.

Nata in un piccolo paese della Valle del Belìce, pochi anni dopo il sisma del 1968, cresce in un contesto caratterizzato da una costante trasformazione urbana, divenendo testimone di profondi mutamenti del paesaggio.

Rossana Taormina partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero, oltre che a prestigiose fiere d’arte internazionali.

Nel 2023 è tra gli artisti invitati alla IV edizione del Gibellina Photoroad – Open Air &Site-Specific Festival.Nel 2025 presenta la mostra personale Il posto più bello del mondo, curata da Enzo Fiammetta presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina (TP), frutto di una residenza artistica.

Nello stesso anno partecipa con Lo Magno artecontemporanea alla 12ª edizione di Investec Cape Town Art Fair a Città del Capo, Sudafrica. A marzo espone inoltre, sempre con Lo Magno artecontemporanea, a MIA Photo Fair con la personale Fragments.

Attualmente è presente nella mostra Pinakothek’a presso la Fondazione Sant’Elia a Palermo e al Museo Belìce/EpiCentro della Memoria Viva di Gibellina con un’installazione site specific.

Mia Photo Fair 2025

Fragments – Rossana Taormina

Opportunità di dialogo tra spazio, memoria e generazioni, le immagini fotografiche, nel tempo della postfotografia, si riconfigurano attraverso la contaminazione dei linguaggi: non sono più semplici “ritagli” di realtà, ma strutture complesse fatte di relazioni tra il visibile e l’invisibile. Fragments rappresenta questo processo universale di espansione e ridefinizione dell’immagine fotografica, intrecciandosi con la storia intima dell’artista. Un racconto che affonda le radici nella Valle del Belìce, segnata dalla devastazione del terremoto del 1968 e attraversata da un lungo processo di ricostruzione, fisica e identitaria.

In questo contesto, Taormina utilizza la fotografia trovata o recuperata come mezzo privilegiato per indagare le regole imposte dalla configurazione dello spazio e, al tempo stesso, per aprire nuove possibilità interpretative legate alle emozioni e alla complessità della percezione. Le sue opere – in costante dialogo tra installazioni e assemblage – danno vita a un tableaux che fonde esperienza visiva e memoria, attraversato da luoghi, tempi e circostanze che si richiamano e intrecciano, grazie a una raffinata perizia tecnica.

L’allestimento si articola in tre visioni principali che esplorano il rapporto tra spazio e memoria. La prima indaga il confine tra spazio naturale e antropico attraverso forme metalliche fluide che evocano transizioni e trasformazioni. La seconda intreccia frammenti architettonici e tracce di paesaggio, creando uno scenario di stratificazione visiva e simbolica. La terza introduce ago e filo, cucendo letteralmente le immagini allo spazio e alla memoria, conferendo loro un carattere intimo e tangibile.

Le opere di Fragments riflettono sulla capacità dell’immagine fotografica di attraversare tempo e spazio, espandendo il suo significato oltre la superficie visiva. La narrazione si sviluppa attraverso memoria e territorio, trasformando l’esperienza personale dell’artista in una dimensione universale.

Il progetto sottolinea la natura frammentaria della costruzione della memoria e dell’identità, sia personale che collettiva, nel momento in cui si confronta con le dinamiche e i fraintendimenti della comunità. In questo senso, l’artista invita a riflettere sulla fluidità dell’immagine rievocata e sulle implicazioni inevitabili che questo processo ha nella percezione di sé e del gruppo sociale di appartenenza. Una riflessione sulla memoria, individuale e collettiva, e sulla sua costante rielaborazione attraverso emozioni, stratificazioni culturali e giochi di potere. Perché, in fondo, un’immagine, pur tangibile, può sempre sfuggirci.

Fragments – Rossana Taormina

A space for dialogue between memory, space, and generations, photographic images, in the age of post-photography, are reshaped through the contamination of different languages. No longer mere “fragments” of reality, they become complex structures woven from the relationships between the visible and the invisible. Fragments embodies this universal process of expansion and redefinition of photographic imagery, intertwining with the artist’s personal history. A narrative deeply rooted in the Belìce Valley, scarred by the devastation of the 1968 earthquake and marked by a long process of physical and identity reconstruction.

Within this framework, Taormina employs found or recovered photography as a privileged means to investigate the rules imposed by spatial configuration while simultaneously opening new interpretative possibilities tied to emotions and the complexity of perception. Her works—constantly oscillating between installation and assemblage—create a tableaux where visual experience and memory merge, intersecting places, times, and circumstances that echo and intertwine, brought to life through her refined technical expertise.

The exhibition unfolds through three main visions exploring the relationship between space and memory. The first examines the boundary between natural and man-made space through fluid metallic forms that evoke transitions and transformations. The second weaves together architectural fragments and landscape traces, creating a scenario of visual and symbolic stratification. The third introduces needle and thread, literally stitching images into space and memory, giving them an intimate and tangible presence.

The works in Fragments serve as a reflection on the ability of photographic imagery to transcend time and space, expanding its meaning beyond the visual surface. The narrative unfolds through memory and territory, transforming the artist’s personal experience into a universal dimension.

The project highlights the fragmented nature of memory and identity construction, both personal and collective, as they intersect with the complexities and misunderstandings of community. In this sense, the artist invites us to reflect on the fluidity of the recalled image and the inevitable implications of this process in shaping self-perception and collective identity. A reflection on memory—both individual and collective—and its constant reconfiguration through emotions, cultural layering, and power dynamics. Because, ultimately, even the most tangible image can still elude us.

Rossana Taormina, Paesaggio

2023 acrilico su carta velina, acrylic on tissue paper, found photograph

31 x 45 cm irregolare

Rossana Taormina, Paesaggio

2023 acrilico su carta velina, acrylic on tissue paper, found photograph

20 x 39 cm irregolare

Rossana Taormina, IMPRINTING 2 – filare il vento

2023, vecchia foto stampata su tessuto microforato ripiegato e ricamato a mano

found photo printed on mesh banner fabric than folded and hand embroied

68 x 100 circa e 7 x 12cm (foto originale)

Rossana Taormina, Summertime

2022, ricamo a mano su vecchia foto, hand embroidery on found photo

cm 15,5 x 20

Rossana Taormina, Frame #6

2023, ricamo a mano applicato su foto recuperata, hand embroidery applied on found photo

x 13 x 1 cm (irregular)

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

Attualmente vive e lavora a Palermo.

Nata in un piccolo paese della Valle del Belìce, segnato dal terremoto del 1968, cresce in un contesto di continua ri-progettazione urbana, assistendo a profondi cambiamenti del paesaggio. Questa esperienza segna la sua sensibilità e identità, portandola a sviluppare un forte interesse per la memoria e per gli strumenti che ne garantiscono la continuità.

Diplomata in Belle Arti, dal 2011 si dedica esclusivamente alla ricerca artistica. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, oltre a importanti fiere d’arte, tra cui Roma Arte in Nuvola (2024), Arte Fiera Bologna (2021, 2022, 2023) e SWAB Barcelona Contemporary Art Fair (2019). Nel 2023 è tra gli artisti invitati alla IV edizione del Gibellina Photoroad – Open Air & Site-Specific Festival.

Nel 2025 presenta una mostra personale Il posto più bello del Mondo a cura di Enzo Fiammetta presso la Fondazione Orestiadi a Gibellina (TP) e partecipa nello stand Lo Magno artecontemporanea a Investec Cape Town Art Fair 12^edizione, Città del Capo, Sudafrica.

Attualmente, il suo lavoro è presente nella mostra Pinakothek’a, curata da S. Troisi e A. Pinto, presso la Fondazione Sant’Elia.

 

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EN

 

Rossana Taormina (Partanna, 1972) currently lives and works in Palermo.

Born in a small town in the Belìce Valley, deeply affected by the 1968 earthquake, she grew up in a landscape undergoing continuous urban redevelopment, witnessing radical transformations in her surroundings. This experience shaped her sensitivity and identity, leading her to develop a profound interest in memory and the tools that ensure its continuity.

After earning a degree in Fine Arts, she has dedicated herself exclusively to artistic research since 2011. Her work has been featured in numerous exhibitions in Italy and abroad, as well as in major art fairs, including Roma Arte in Nuvola (2024), Arte Fiera Bologna (2021, 2022, 2023), and SWAB Barcelona Contemporary Art Fair (2019). In 2023, she was among the invited artists at the IV edition of Gibellina Photoroad – Open Air & Site-Specific Festival.

In 2025 she presented a solo show Il posto più bello del Mondo curated by Enzo Fiammetta at Fondazione Orestiadi in Gibellina, Italy. Also she was among the artists represented by Lo Magno artecontemporanea at Investec Cape Town Art Fair 12th edition, Cape Town, South Africa

Currently, her work is part of the exhibition Pinakothek’a, curated by S. Troisi and A. Pinto, at Fondazione Sant’Elia.

Rossana Taormina, Summertime

2022, ricamo a mano su vecchia foto, hand embroidery on found photo

cm 15,5 x 20

Rossana Taormina, Frame #6

2023, ricamo a mano applicato su foto recuperata, hand embroidery applied on found photo

x 13 x 1 cm (irregular)

Rossana Taormina, Summertime

2022, ricamo a mano su vecchia foto, hand embroidery on found photo

cm 15,5 x 20

Rossana Taormina, Frame #6

2023, ricamo a mano applicato su foto recuperata, hand embroidery applied on found photo

x 13 x 1 cm (irregular)

Investec Cape Town Art Fair 2025

Investec Cape Town Art Fair 2025

12^ edizione

Cape Town International Convention Centre (CTICC)

21-23 febbraio 2025

Lo Magno artecontemporanea-Stand D3

Artists: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, William Marc Zanghi.

Le eccellenze siciliane protagoniste in Sudafrica: la galleria Lo Magno di Modica debutta in una prestigiosa fiera internazionale

Modica – Lo Magno artecontemporanea, rinomata galleria d’arte contemporanea con sede a Modica e Scicli, annuncia con entusiasmo la sua prima partecipazione a Investec Cape Town Art Fair, la più prestigiosa fiera d’arte del continente africano, che si terrà a Città del Capo, Sudafrica, dal 21 al 23 febbraio 2025. La fiera è organizzata da Fiera Milano Exhibitions Africa, parte del Gruppo Fiera Milano, leader mondiale nel settore fieristico. Grazie alla loro esperienza, ICTAF si è affermata come un evento imprescindibile per il mercato dell’arte globale. Con oltre 120 gallerie provenienti da tutto il mondo, tra le più importanti e influenti del panorama artistico internazionale, la manifestazione offre una vetrina d’eccezione per il dialogo tra culture e linguaggi creativi.

Fondata con l’obiettivo di promuovere artisti emergenti e affermati del panorama contemporaneo, la galleria Lo Magno ha costruito negli anni un’identità forte, con una programmazione di eventi attenta e una rete internazionale sempre più solida. L’invito a esporre alla 12^ edizione di ICTAF segna un importante traguardo, che per la prima volta porta la propria visione artistica oltre i confini europei per confrontarsi con il mercato africano, in forte crescita e ricco di fermento culturale.

Per questa occasione speciale, allo stand D3, Lo Magno presenterà una selezione di opere di Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina e William Marc Zanghi, mettendo in evidenza il legame tra la ricerca artistica contemporanea e le tematiche globali che attraversano le diverse culture. Puntando su un linguaggio visivo innovativo, le opere esposte mirano a creare connessioni tra la tradizione mediterranea e le dinamiche artistiche del continente africano.

Sicilian Excellence Takes Center Stage in South Africa: Lo Magno Gallery from Modica Debuts at a Prestigious International Art Fair

Modica – Lo Magno artecontemporanea, a renowned contemporary art gallery based in Modica and Scicli, is thrilled to announce its debut at Investec Cape Town Art Fair (ICTAF), the most prestigious art fair on the African continent. The event will take place in Cape Town, South Africa, from February 21 to 23, 2025. Organized by Fiera Milano Exhibitions Africa, part of the global exhibition leader Fiera Milano Group, ICTAF has established itself as a key event in the international art market. With over 120 leading galleries from around the world, the fair provides an exceptional platform for dialogue between cultures and creative languages.

Founded with the mission of promoting both emerging and established contemporary artists, Lo Magno Gallery has built a strong identity over the years, characterized by a carefully curated exhibition program and an increasingly solid international network. The invitation to exhibit at ICTAF’s 12th edition marks a significant milestone, as the gallery takes its artistic vision beyond Europe for the first time to engage with the rapidly growing and dynamic African art market.

For this special occasion, Lo Magno will present a curated selection of works by Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, and William Marc Zanghi, highlighting the connection between contemporary artistic research and global themes that transcend cultural boundaries. By embracing an innovative visual language, the selected works aim to foster connections between Mediterranean traditions and the evolving artistic landscape of Africa.

A rafforzare ulteriormente questa visione di internazionalizzazione delle eccellenze siciliane, la storica azienda modicana Bonajuto, simbolo della tradizione dolciaria locale, sarà sponsor di un evento esclusivo all’interno della fiera, dedicato alla diffusione del valore Sicilia raccontandolo in due delle sue forme più raffinate: quella culinaria e quella artistica.

Questa sinergia tra arte e alta gastronomia, tra Lo Magno e Bonajuto, vuole essere un segnale concreto dell’impegno nel portare nel mondo il meglio della cultura, della creatività e del saper fare siciliano, dimostrando come tradizione e innovazione possano dialogare su scala globale.

“Siamo entusiasti di partecipare a Investec Cape Town Art Fair 2025 e di avere l’opportunità di far conoscere il nostro lavoro a un nuovo pubblico internazionale. Il Sudafrica rappresenta un crocevia culturale affascinante, e crediamo che il dialogo tra le nostre proposte artistiche e il contesto locale possa generare riflessioni significative”, afferma Giuseppe Lo Magno.

Lo Magno, con il supporto di Bonajuto, sarà l’unica galleria a rappresentare la Sicilia in ICTAF, confermando il suo impegno nel portare avanti un dialogo interculturale e nell’esplorare nuove prospettive nel mercato globale dell’arte contemporanea, rafforzando al tempo stesso la visibilità delle eccellenze modicane e siciliane nel mondo.

Further strengthening this vision of internationalizing Sicilian excellence, the historic Modica-based confectionery brand Bonajuto, a symbol of local artisanal tradition, will sponsor an exclusive event within the fair. This initiative will showcase the essence of Sicily through two of its most refined expressions: culinary craftsmanship and artistic creativity.

This synergy between Lo Magno and Bonajuto, bridging art and haute cuisine, serves as a testament to their commitment to sharing Sicilian culture, creativity, and craftsmanship on a global scale—demonstrating how tradition and innovation can engage in a meaningful dialogue across borders.

“We are excited to participate in Investec Cape Town Art Fair 2025 and to have the opportunity to introduce our work to a new international audience. South Africa represents a fascinating cultural crossroads, and we believe that the dialogue between our artistic proposals and the local context can generate significant reflections,” says Giuseppe Lo Magno.

As the only Sicilian gallery participating in ICTAF, Lo Magno, with the support of Bonajuto, continues its mission of fostering intercultural exchange, exploring new opportunities in the global contemporary art market, and enhancing the international visibility of Modica’s and Sicily’s finest artistic and cultural contributions.

Roma Arte in Nuvola 2024

Lo Magno artecontemporanea –  Roma Arte in Nuvola

21 – 24 novembre 2024

Piano forum (piano terra) stand G34

Centro congressi  “La Nuvola” – Viale Asia 40/44, Roma.

Con noi gli artisti: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina.

Un progetto collettivo realizzato in occasione della prima partecipazione della galleria alla manifestazione romana che quest’anno giunge alla 4^edizione.

Ignazio Cusimano Schifano (Palermo, 1976)

FICUZZA*

cosa non abbiamo capito, cosa non abbiamo compreso di loro?

Così chiedeva la grande quercia secolare durante le “residenze” periodiche di Ignazio al bosco di Ficuzza (Palermo).

Un luogo in cui l’artista vive un’esperienza legata alla metafisica e che, come in una sorta di grande puzzle da ricomporre, narra l’incontro con una realtà altra in cui protagonista è un albero annoiato dalla sua immobilità che memorizza tutti i vissuti del prato circostante: Matrimoni singolari, funerali insoliti, disparate liti, e le condivide.

Un dialogo mistico che si esplicita in opere su carta in cui predilette sono tecniche miste legate al ‘700-’800.

Esperienze si declinano in tratti decisi, che eliminano le distanze tra idealizzazione e realizzazione. Un impeto di espressione in cui si manifesta l’intimità dell’artista.

Un racconto in cui si fondono pura serenità, data dal contatto con la natura, ed inflessioni tematiche,dovute al contatto con il mondo sociale e con l’universo dell’arte contemporanea.

Cronologia di emozioni su carta, Ficuzza rappresenta il susseguirsi degli istanti in cui affacciarsi alla realtà significa avere urgenza di essere artista.

*La riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è un’area naturale protetta situata nei comuni di Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso e Monreale, nella città metropolitana di Palermo

Emanuele Giuffrida (Gela, 1982)

Erano gli anni novanta ed Emanuele Giuffrida si trovava a crescere in una cittadina dell’estremo sud siculo chiamata Gela, in provincia di Caltanissetta.

Dato biografico necessario per comprendere il lavoro dell’artista, perché è proprio da qui che inizia la storia della suo progetto artistico, dalle rielaborazioni dei vissuti d’infanzia: The Playroom Scenario, The White Sheet, The Outside Circus, cicli pittorici che Emanuele abbraccia e che, come tante declinazioni di uno stesso vissuto, ci rimandano immediatamente a lui, alla sua pittura, definita a volte hopperiana, a volte malinconica, ma che per l’artista si realizza in una potente forma di rivalsa estetica. Memoria che fa da guida ad una pittura solida, piena, gestita perfettamente come fosse continuazione del suo essere nel mondo.

Campi semantici propri affidati ad un tratto pittorico riconoscibile e puro, quasi incontaminato nel tempo .

Una continua ricerca che si nutre della sua intimità ma che si manifesta in un dialogo con il contemporaneo deciso, autentico e dal forte impatto estetico.

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

DERIVA

“cosi gentile e inafferabile, impermeabile alla volgarità” cantava De Gregori riferendosi a quel movimento che, in maniera apparentemente lenta e superficiale, spinge sempre nella stessa direzione diventando corrente e portando ad uno scostamento di idee, modi, spazi, tempi, vita.

Deriva nasce da un’esigenza fondamentale nella produzione dell’artista: partendo dalla pratica dell’objet trouvé, riscrivere spazio e tempo di un oggetto, a stretto contatto con la carica mnestica di questo.

Plasmare una nuova memoria lavorando con la dimensione spazio-temporale è condizione fondamentale della deriva che, grazie al medium dell’acrilico e al supporto di vecchie carte nautiche, diventa nuova geografia a servizio di un estetica contemporanea.

QUI SUD EST

QUI SUD EST

1ST EDITION

“Qui Sud Est”: la prima edizione di un viaggio artistico contemporaneo nel Sud Est siciliano. Dal 23 agosto a Scicli, tra il barocco patrimonio dell’Umanità

SCICLI (RG) – Un nuovo capitolo nel panorama artistico siciliano per un viaggio multisensoriale che è anche identitario. Si apre il prossimo 23 agosto alle ore 20, nella barocca Scicli l’evento “Qui Sud Est”, la collettiva d’arte, curata da Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica, con l’obiettivo di esplorare e raccontare la realtà del sud-est della Sicilia attraverso le voci uniche di dodici artisti. Un viaggio tra le espressioni artistiche frutto della collaborazione tra le gallerie Lo Magno di Modica e Collica di Catania e lo spazio forografico Gianni Mania.

L’inaugurazione si terrà contemporaneamente in due location iconiche di Scicli: i Bassi Beneventano, situati presso il Palazzo Beneventano (Piazza Angelo Ficili, 1), e lo Spazio Fotografico Gianni Mania ( Corso Mazzini, 10). Questa doppia apertura vuole celebrare non solo l’arte esposta ma anche la bellezza storica e architettonica dei luoghi che la ospitano.

I Bassi Beneventano, sede anche della stamperia d’arte Amenta, rappresentano un esempio straordinario di architettura barocca e sono già seconda sede della galleria Lo Magno.

Questo spazio, ricco di storia, ospiterà una parte significativa delle opere in mostra. Dall’altro lato, lo Spazio Fotografico Gianni Mania, recentemente rinnovato, diventa il palcoscenico ideale per un dialogo tra fotografia e altre espressioni artistiche contemporanee.

Protagonisti della mostra sono vari artisti di rilievo come Francesco Balsamo, Federico Baronello, Barbara Cammarata, Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Francesco Lauretta, Gianni Mania, Carmelo Nicosia, Rossana Taormina, Sasha Vinci, William Marc Zanghi, e Zoe Zizola.

Questi artisti, legati alle gallerie coinvolte nel progetto, presenteranno opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, fino alle installazioni, creando un ricco mosaico di linguaggi e visioni.
Un elemento distintivo di questa prima edizione è la presenza di una sezione speciale dedicata ai bozzetti e ai lavori preparatori di Abusi Studio, lo studio multidisciplinare che esplora il rapporto tra uomo e spazio attraverso pratiche innovative come il riciclaggio e l’economia circolare.

“Qui Sud Est” è una mostra senza confini in quanto non impone limiti tematici o dimensionali, lasciando che ogni artista esprima liberamente la propria esperienza di vita e lavoro in questa affascinante parte di Sicilia. Come sottolinea Giuseppe Lo Magno, “l’idea mostra nasce dalla riflessione sulla personale esperienza di rete sociale che tutti i giorni vivo, oggi più che mai fondamento per il lavoro di galleria, ma che nel frattempo ne oltrepassa i confini rimandando a valori di amicizia e rispetto che intercorrono tra gli artisti e i galleristi del territorio. Rapporti nel tempo diventati, indipendentemente da accordi di tipo lavorativo, parte di un’unica più ampia realtà: Qui Sud Est”. Gianluca Collica aggiunge che questo evento è un esempio di progettazione condivisa: “In questi ultimi anni diviene sempre più forte la volontà di costruire insieme e questa mostra è un esempio di progettazione condivisa tra artisti e galleristi del sud est della Sicilia. L’invisibilità di contesti periferici come quello siciliano, può essere superata solo camminando gli uni accanto all’altro condividendo un obiettivo: lavorare insieme e dare evidenza alla qualità che esprimiamo”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 19 ottobre 2024.

Gli orari di apertura, sono dal martedì al sabato, dalle 18:00 alle 23:00 fino al 31 agosto, e dalle 17:00 alle 21:00 nei mesi di settembre e ottobre. Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito web www.lomagnoartecontemporanea.it o contattare direttamente la galleria via email all’indirizzo info@lomagnoartecontemporanea.it.

“Qui Sud Est” si pone come un appuntamento annuale dedicato all’arte e alla cultura, un evento che mira a diventare un punto di riferimento per l’intera isola, promuovendo la creatività e la collaborazione tra artisti e comunità locali.

Grazie per il supporto a Ghibli Solutions

Michelangelo Barbagallo

Ufficio stampa Medialive

QUI

SUD

EST

 

a cura di Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica

 

 

OPENING

23 agosto 2024

ore 20.00

 

XX BASSI BENEVENTANO

P.zza A. Ficili 1, Scicli

+

SPAZIO FOTOGRAFICO GIANNI MANIA

C.so Mazzini, 10, Scicli

Fino al 19 ottobre 2024

 

Visite dal martedì al sabato 18.00/23.00

 

 

Info

www.lomagnoartecontemporanea.it

info@lomagnoartecontemporanea.it

tel +39 3396176251

wa +39 0932763165

QUI SUD EST

QUI SUD EST

1ST EDITION

“Qui Sud Est”: la prima edizione di un viaggio artistico contemporaneo nel Sud Est siciliano. Dal 23 agosto a Scicli, tra il barocco patrimonio dell’Umanità

SCICLI (RG) – Un nuovo capitolo nel panorama artistico siciliano per un viaggio multisensoriale che è anche identitario. Si apre il prossimo 23 agosto alle ore 20, nella barocca Scicli l’evento “Qui Sud Est”, la collettiva d’arte, curata da Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica, con l’obiettivo di esplorare e raccontare la realtà del sud-est della Sicilia attraverso le voci uniche di dodici artisti. Un viaggio tra le espressioni artistiche frutto della collaborazione tra le gallerie Lo Magno di Modica e Collica di Catania e lo spazio forografico Gianni Mania.

L’inaugurazione si terrà contemporaneamente in due location iconiche di Scicli: i Bassi Beneventano, situati presso il Palazzo Beneventano (Piazza Angelo Ficili, 1), e lo Spazio Fotografico Gianni Mania ( Corso Mazzini, 10). Questa doppia apertura vuole celebrare non solo l’arte esposta ma anche la bellezza storica e architettonica dei luoghi che la ospitano.

I Bassi Beneventano, sede anche della stamperia d’arte Amenta, rappresentano un esempio straordinario di architettura barocca e sono già seconda sede della galleria Lo Magno.

Questo spazio, ricco di storia, ospiterà una parte significativa delle opere in mostra. Dall’altro lato, lo Spazio Fotografico Gianni Mania, recentemente rinnovato, diventa il palcoscenico ideale per un dialogo tra fotografia e altre espressioni artistiche contemporanee.

Protagonisti della mostra sono vari artisti di rilievo come Francesco Balsamo, Federico Baronello, Barbara Cammarata, Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Francesco Lauretta, Gianni Mania, Carmelo Nicosia, Rossana Taormina, Sasha Vinci, William Marc Zanghi, e Zoe Zizola.

Questi artisti, legati alle gallerie coinvolte nel progetto, presenteranno opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, fino alle installazioni, creando un ricco mosaico di linguaggi e visioni.
Un elemento distintivo di questa prima edizione è la presenza di una sezione speciale dedicata ai bozzetti e ai lavori preparatori di Abusi Studio, lo studio multidisciplinare che esplora il rapporto tra uomo e spazio attraverso pratiche innovative come il riciclaggio e l’economia circolare.

“Qui Sud Est” è una mostra senza confini in quanto non impone limiti tematici o dimensionali, lasciando che ogni artista esprima liberamente la propria esperienza di vita e lavoro in questa affascinante parte di Sicilia. Come sottolinea Giuseppe Lo Magno, “l’idea mostra nasce dalla riflessione sulla personale esperienza di rete sociale che tutti i giorni vivo, oggi più che mai fondamento per il lavoro di galleria, ma che nel frattempo ne oltrepassa i confini rimandando a valori di amicizia e rispetto che intercorrono tra gli artisti e i galleristi del territorio. Rapporti nel tempo diventati, indipendentemente da accordi di tipo lavorativo, parte di un’unica più ampia realtà: Qui Sud Est”. Gianluca Collica aggiunge che questo evento è un esempio di progettazione condivisa: “In questi ultimi anni diviene sempre più forte la volontà di costruire insieme e questa mostra è un esempio di progettazione condivisa tra artisti e galleristi del sud est della Sicilia. L’invisibilità di contesti periferici come quello siciliano, può essere superata solo camminando gli uni accanto all’altro condividendo un obiettivo: lavorare insieme e dare evidenza alla qualità che esprimiamo”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 19 ottobre 2024.

Gli orari di apertura, sono dal martedì al sabato, dalle 18:00 alle 23:00 fino al 31 agosto, e dalle 17:00 alle 21:00 nei mesi di settembre e ottobre. Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito web www.lomagnoartecontemporanea.it o contattare direttamente la galleria via email all’indirizzo info@lomagnoartecontemporanea.it.

“Qui Sud Est” si pone come un appuntamento annuale dedicato all’arte e alla cultura, un evento che mira a diventare un punto di riferimento per l’intera isola, promuovendo la creatività e la collaborazione tra artisti e comunità locali.

Grazie per il supporto a Ghibli Solutions

Michelangelo Barbagallo

Ufficio stampa Medialive

QUI

SUD

EST

 

a cura di Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica

 

 

OPENING

23 agosto 2024

ore 20.00

 

XX BASSI BENEVENTANO

P.zza A. Ficili 1, Scicli

+

SPAZIO FOTOGRAFICO GIANNI MANIA

C.so Mazzini, 10, Scicli

Fino al 19 ottobre 2024

 

Visite dal martedì al sabato 18.00/23.00

 

 

Info

www.lomagnoartecontemporanea.it

info@lomagnoartecontemporanea.it

tel +39 3396176251

wa +39 0932763165

NIENTE DA VEDERE

“Niente da Vedere”: a Palazzo Beneventano a Scicli Lo Magno artecontemporanea inaugura un nuovo viaggio artistico tra storia e contemporaneità

 

SCICLI – Venerdì 8 marzo i bassi del maestoso Palazzo Beneventano di Scicli apriranno le porte a un’affascinante esposizione che, come un ponte tra passato e presente, intesserà un dialogo tra diverse epoche e lo farà sul filo conduttore dell’arte contemporanea.

A cura di Lo Magno artecontemporanea, la mostra “Niente da vedere” si inserisce nella complessa identità di questo storico edificio riconosciuto patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, un luogo unico e suggestivo che, fuso di stili ed epoche, testimonia la ricchezza della sua storia.

Fucina di bellezza e arte, denso di meraviglie da osservare e vivere, il titolo “Niente da vedere” vuole proprio essere un’ironica dichiarazione sulle molteplici sfaccettature di questo luogo, una dichiarazione che si svela nel connubio tra il racconto che di sé fa il progetto artistico “Bassi Beneventano” e l’arte contemporanea esposta e che porta la firma degli artisti

 

Simphiwe Buthelezi

Andrea Cerruto

Giuseppe Colombo

Ignazio Cusimano Schifano

Emanuele Giuffrida

Giovanni Iudice

Rossana Taormina

Ivan Terranova

Samantha Torrisi

Giovanni Viola

William Marc Zanghi

 

Gli stessi saranno anche i protagonisti dei progetti “Lo Magno artecontemporanea” che, nel biennio ’24-’25 , con le loro opere contribuiranno a creare un affascinante “trailer” di risorse e collaborazioni della galleria.

Quello proposto durante la mostra sarà un viaggio artistico che inizierà con uno scenario visivo unico, l’esterno del prestigioso edificio che affascina con i suoi esterni tardo barocchi, mascheroni, teste di saraceni e decorazioni sontuose. Il viaggio proseguirà internamente, attraverso i soffitti che rivelano affreschi che narrano il periodo fascista, quando i bassi del palazzo divennero il cuore amministrativo della città di Scicli. Sarà poi la bellezza delle opere presentate l’anello di congiunzione che, fuori dagli schemi, darà senso al tempo. Ognuno degli undici artisti in mostra porterà il proprio linguaggio artistico e la propria visione unica. Pitture e tessuti lavorati e ricamati, installazioni fotografiche e manufatti realizzati con materiali provenienti da terre lontane, saranno tutti tasselli di una narrazione visiva che attraverso l’opera presentata si fonderà armoniosamente con la storia di Palazzo Beneventano che da quasi un anno ospita ____ il progetto artistico “Bassi Beneventano” nato dall’unione di intenti tra la galleria d’arte Lo Magno e la stamperia d’arte Amenta. “Niente da vedere” è apparenza e sostanza; è forma e colore; è passato e presente; è stasi e movimento. Celebra l’estetica contemporanea ma sottolinea l’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio storico e architettonico dei luoghi che sono memoria e cuore di una città. È una vetrina per gli artisti, ma anche un’occasione per esplorare la bellezza intramontabile di un luogo che custodisce gelosamente infiniti significati e continua a ispirare e a raccontare la sua storia anche attraverso l’arte contemporanea.
Apertura venerdì 8 marzo alle ore 19.00. L’esposizione è ospitata presso Bassi Beneventano a Scicli (Rg), in Piazzetta Ficili,1 e sarà visitabile fino a domenica 14 aprile 2024, dal lunedì al sabato 10/13 e 16/20.

 

Sponsor Ghibli Solutions

 

Si ringraziano Marina Mottin e la SMAC Gallery di Cape Town per il prezioso apporto

 

ufficio stampa

Michele Barbagallo per MediaLive

english version

“NOTHING TO SEE”: at Palazzo Beneventano in Scicli Lo Magno artecontemporanea inaugurates a new artistic journey between history and contemporaneity

 

SCICLI – On Friday 8 March the roots of the majestic Palazzo Beneventano in Scicli will open the doors to a fascinating exhibition which, like a bridge between past and present, will weave a dialogue between different ages using the beauty of contemporary art.

Curated by Lo Magno artecontemporanea, the exhibition “NOTHING TO SEE” is part of the complex identity of this historic building recognized as a World Heritage Site by UNESCO, a unique and evocative place. The mix of styles and ages testifies to the richness of its history.

Hotspot of beauty and art, full of wonders to observe and to experience, the title “NOTHING TO SEE” is intended to be an ironic declaration on the many facets of this place.

There are eleven artists involved and they will be the protagonists of the Lo Magno artecontemporanea’s projects in the next two years:

 

Simphiwe Buthelezi

Andrea Cerruto

Giuseppe Colombo

Ignazio Cusimano Schifano

Emanuele Giuffrida

Giovanni Iudice

Rossana Taormina

Ivan Terranova

Samantha Torrisi

Giovanni Viola

William Marc Zanghi

 

The exhibition will be an artistic journey that will begin with a unique visual scenario: the exterior of the prestigious building that fascinates with its late Baroque facate, masks, Saracen heads and sumptuous decorations.

The journey will continue internally, through the ceilings that reveal frescoes that narrate the fascist period, when the roots of the building became the administrative heart of the city of Scicli.

A the end the beauty of the contemporary works presented will give meaning to time.

Each of the eleven artists on display will bring their own artistic language and a unique vision.

Paintings and embroidered fabrics, photographic installations and artefacts made with materials from distant lands. All works will be pieces of a visual narrative will blend harmoniously with the history of Palazzo Beneventano.

The Palace hosted the artistic project “Bassi Beneventano” for almost an year. Bassi Benevantano born from the union of intent between the Lo Magno gallery and the Amenta art printing. “NIENTE DA VEDERE” is both appearance and substance; shape and color; past and present; stasis and movement.

It celebrates contemporary aesthetics but underlines the importance of preserving and enhancing the historical and architectural heritage of the places that are the memory and heart of a city.

It is a showcase for artists, but also an opportunity to explore the timeless beauty of a place that jealously guards infinite meanings and continues to inspire and tell its story through contemporary art.

Opening: Friday 8 March at 7.00 pm.

The exhibition can be visited until Sunday 14 April 2024 (Monday-Saturday 10a.m./13p.m, – 16/20 p.m)and is hosted at Bassi Beneventano in Scicli (Rg), in Piazzetta Ficili,1.

Sponsor Ghibli Solutions

 

Thanks to Marina Mottin and the SMAC gallery of Cape Town for their precious contribution

Press office

Michele Barbagallo per MediaLive

BASSI BENEVENTANO

 

 

 

 

A SCICLI NASCE “BASSI BENEVENTANO”:

UNO SPAZIO SUGGESTIVO DOVE LA STAMPERIA D’ARTE AMENTA, CHE REALIZZA PREZIOSE INCISIONI, SI COLLEGA ALLA GALLERIA D’ARTE LO MAGNO. UN PROGETTO UNICO CHE PRENDE FORMA ALL’INTERNO DELLO STORICO PALAZZO BAROCCO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ.

SCICLI (RG) – L’arte nell’arte. A Scicli una stamperia d’arte, tra le pochissime in Italia, accresce i suoi spazi e si collega ad una galleria d’arte di Modica che sceglie di abbracciare anche quest’altro centro barocco. Un progetto unico che sarà ospitato all’interno di uno spazio altrettanto unico, l’antico Palazzo Beneventano, storico immobile che è patrimonio dell’Umanità. Nella parte sottostante gli ambienti nobiliari, nasce infatti “Bassi Beneventano”, il progetto d’arte al quadrato che portano avanti Loredana Amenta, stampatore incisore, e il gallerista Giuseppe Lo Magno. Venerdì 9 giugno alle ore 19 l’inaugurazione di questo spazio che si connota per la sua unicità in tutta Italia. La stamperia d’arte, che cambia così sede, realizza ancora oggi, attraverso un processo di presse, acidi, lastre, straordinarie incisioni per conto di numerosi artisti italiani tra cui Piero Guccione, Angelo Ruta, Giovanni Robustelli, Giovanni Blanco, Franco Fratantonio, Rosa Cerruto, Giovanni Viola, Domenico Grenci, Carmelo Candiano e tanti altri. Alcuni di questi artisti sono seguiti dalla galleria d’arte Lo Magno, nota fucina creativa con sede a Modica ma che d’ora in poi potrà contare anche su questo nuovo spazio a Scicli. Nata inizialmente come laboratorio di corniceria artigianale, la galleria da pochi mesi ha festeggiato 30 anni di attività e prosegue l’obiettivo di promuovere i principali artisti siciliani presentandoli in fiere di settore ma anche in eventi nazionali e internazionali.
Il progetto comune a Scicli nasce da una salda amicizia. Loredana, che ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Catania e si è specializzata alla Fondazione Il Bisonte di Firenze, tra le più importanti al mondo per lo studio delle arti grafiche, ha conosciuto e lavorato con l’amico gallerista per circa 7 anni. Poi la coraggiosa scelta di aprire la stamperia in un piccolo immobile acquistato in città con tanti sacrifici. Adesso la svolta al suo progetto che prima di essere un lavoro è soprattutto una passione. Così lo spazio scelto sono i bassi del famoso palazzo barocco di Scicli, uno dei più visitati dai turisti di tutto il mondo. Ed è proprio qui che la sua stamperia d’arte troverà una nuova casa, una casa condivisa con la galleria d’arte modicana che da sempre coltivava il sogno di essere presente anche in altre realtà del Val di Noto. Dal reciproco scambio di idee nasce dunque “Bassi Beneventano” che non sarà uno spazio espositivo normale ma “vivo”, perché i fruitori potranno non solo passeggiare tra il percorso artistico allestito ma vedere dal vivo le varie fasi del laboratorio incisorio sempre in attività. E questo permetterà a turisti, visitatori e appassionati d’arte di poter scoprire il faticoso e altrettanto meticoloso lavoro che c’è dietro ogni incisione. Un lavoro che nasce dalla connessione intima tra artista e stampatore incisore. A fianco del segno apposto dall’artista, c’è infatti l’attento intervento di Loredana nei vari passaggi che, attraverso le varie e complesse tecniche usate, permettono di giungere, dopo ripetuti passaggi nelle presse, all’opera finale. Un’opera unica perché nell’incrocio tra acquaforte e campiture sarà differente dalla precedente grazie al sapiente lavoro artigianale. In esposizione, per il vernissage d’apertura, ci saranno le opere degli artisti Sandro Bracchitta, Giuseppe Colombo, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Giuseppe Leone, Rossana Taormina, Giovanni Viola, William Marc Zanghi, a cura della galleria Lo Magno, insieme alle incisioni di Giovanni Robustelli, Giovanni Blanco, Piero Guccione, Rosa Cerruto e alcune incisioni della stessa Loredana. In esposizione anche le matrici incise, per far meglio comprendere i vari passaggi che portano alla realizzazione delle opere, e le ormai famose cornici artigianali della galleria modicana. A riprogettare gli spazi di “Bassi Beneventano” sono stati gli architetti Elisa Lo Castro e Andrea Pluchino mentre l’identità grafica è stata curata da Angelo Ruta, Sergio Iacono, Marco Lentini e dal team di After Studio. “Sono felice per la reciproca collaborazione avviata in questo spazio assieme al gallerista Lo Magno – spiega Loredana Amenta – perché so che ci arricchiremo a vicenda avendo a disposizione strumenti e circuiti differenti che andranno ad intrecciarsi all’interno di uno spazio che ha un’anima rara, pienamente convinta che Bassi Beneventano potrà rappresentare un valore aggiunto per Scicli. Ci impegneremo a farlo diventare un luogo di scambio, di crescita e di contaminazione organizzando eventi che abbracciano varie arti”. Un progetto a cui crede molto anche il gallerista Giuseppe Lo Magno che, assieme alla sua assistente Valeria D’Amico, sta curando le ultime fasi dell’allestimento interno: “E’ un posto che ti strega e ti affascina, come è avvenuto a me e a Loredana. La nostra presenza a Scicli persegue uno dei progetti della mia galleria che è quello di incrociare anche altri centri storici siciliani in cui essere presenti. E questa rappresenta una tappa di quel progetto. Scicli ci ha subito accolto in questo spazio affascinante e al tempo stesso prezioso”. Tra gli oggetti più significativi e al tempo stesso curiosi c’è anche una vecchia Albion Press dell’800 per la stampa a caratteri mobili con cui si stampavano i libri e che è ancora oggi pienamente funzionante. Loredana, con l’uso di carta speciale realizzata in cotone o lino, la utilizza per la realizzazione di pubblicazioni praticamente uniche e preziose. Una sorpresa ulteriore che si nasconde all’interno di questo straordinario progetto d’arte.

06 giugno 2023
ufficio stampa
Michele Barbagallo per MediaLive

LO MAGNO artecontemporanea

tel : +39 0932763165 | +393396176251
           

RE: ARTEFIERA

RE: ARTEFIERA

Un breve revival dello stand proposto alla 46°edizione di ArteFiera Bologna

Dopo il grande successo della manifestazione tenutasi nei padiglioni 25 e 26 del quartiere fieristico di Bologna dal 3 al 5 febbraio 2023, Lo Magno artecontemporanea decide di riproporre il progetto stand nei propri spazi di via Risorgimento 91-93 a Modica.

Per chi non ha avuto la possibilità di godere di una passeggiata tra le vie di Arte Fiera Bologna, dal 18 marzo alle ore 19:00 fino al 1 aprile, Lo Magno artecontemporanea rimette a parete le opere dei quattro artisti presentati in occasione dell’evento.

Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Rossana Taormina e William Marc Zanghi, tutti siciliani, connessi dalla continua sperimentazione, dall’instancabile passione che li spinge per osmosi a imprigionare sempre più visioni, a catturare nuovi linguaggi, a generare nuova materia a contatto con nuova materia. Processo energico che la galleria ha sintetizzato con “By Surfacing”.

Leggi di più sul progetto: BY SURFACING

 

 

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