Alessandro Bazan

LUCKY

2022

 

Olio su tela

30 x 30 cm

 

 

“In fondo il perdente è più poetico del vincente – il vincente è mitico, ma il perdente ha la poesia – Per me la cosa più importante nell’atto pittorico è la poeticità”

Alessandro Bazan | Le Cento Sicilie

 

“Mi è scappato Bazan! Mi sono ostinato a saperne di più: a chi era dedicato il suo “Lucky” la sua opera, con un evidente tributo, in senso lato, al jazz e al fumetto?

Così non ho rispettato l’ordine alfabetico giornaliero. È stata una fortuna, però, che lui non abbia rivelato niente su una possibile specifica celebrazione, avendogli chiesto ripetutamente di palesarla. Avevo timore di non cogliere l’essenza di questa sua felice opera. Ho fatto comunque una piccola investigazione, interpellando perfino Francesco Cafiso, tramite Giovanni Robustelli. Lucky Thompson? Non poteva essere: era un sassofonista. E altre ipotesi, che non svelo, sfumavano pure. Allora? Un guizzo, mi ha condotto alla soluzione. Si da il caso che si tratta di un trio. Sasso che rotola arriva lontano! Che importa? “Lucky” è un olio su tela di 30 x 30 centimetri del 2022 e la cabala ci riporta di nuovo alla perfezione del numero Tre e al tratto libero, sapiente e universale di Bazan. La scena è un tripudio di colori tra l’oro dei panneggi di un tabernacolo musicale, il rosa del palco e le loro rispettive ombre. Il musicista che suona il contrabbasso è sorpreso con lo sguardo rivolto verso l’origine della luce, chiarore che riverbera sulla camicia, le mani, il portentoso strumento che abbraccia. Al centro la batteria e il batterista (icona lampante dello swing afro americano) che rulla sul giallo piatto che ride, facendo vibrare, l’artefice Bazan, la bacchetta con linee d’ampi tratteggi. Dinoccolato e introverso ai margini della ribalta, l’altro musicista fa da contrasto allo scintillio, cerca un suono di tromba d’introspezione, lo sentiamo suonare, mentre improvvisa l’eco di un timbro smorzato, voltando le spalle alla gloria di una materia chimica azzurra, azzurrognola, viola, gialla, color legno. Un sinolo di sostanza e forma sfavillante che il nostro artista ha assegnato, con pennellate ritmiche e risonanti, al proprio gesto pittorico. Mi è scappato di bocca qualcosa, mentre qualcuno bussa alla porta, io esco fuori e trovo Bazan che mi incita a trovare un assolo finale. All’improvviso lo sento oscillare dentro, vivido come una sincope di suoni, di jazz, di spontanee parole. Eccolo il mio “Lucky”, il tono di una favola che ho trovato per un quadrato di 30 x 30 centimetri.”

Salvatore Schembari

 

 

 

L’opera, realizzata in occasione della mostra 30×30, possiede il linguaggio caratteristico dell’Artista sintetico e fortemente espressivo che si rifà sia alla tradizione del fumetto e del cinema noir. E’ ricorrente la scelta di temi e soggetti legati alla passione di Bazan per il jazz, la musica che più si avvicina, con tutti i suoi scarti e le sue improvvisazioni, al modo di dipingere dell’artista.

 

 

ESSENTIAL

 

Nasce a Palermo nel 1966, dove vive e lavora.

Si diploma all’Accademia di belle arti di Urbino nel 1987.

Pittore figurativo, esponente e capofila dagli anni ’90 della cosiddetta Scuola di Palermo, è tra i primi pittori siciliani, insieme a Fulvio di Piazza, Andrea Di Marco e Francesco De Grandi, a riscoprire la pittura di Guttuso, reinterpretandola e mescolandola con riferimenti alla cultura pop e cinematografica.

Nel 2005 si tiene l’antologica Jazz Paintings nel Palazzo della Penna a Perugia, con catalogo edito da Skira a cura di Luca Beatrice, mentre nel 2012 espone alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, con la personale Moderna. Partecipa inoltre alle Quadriennali di Roma del 1999 e del 2008.

Sue opere fanno parte della permanente del Museo di Arte Contemporanea di Palermo a Palazzo Riso.

È docente di Fenomenologia del corpo, Elementi di morfologia e dinamiche della forma, Anatomia dell’immagine, Anatomia artistica e Disegno per la scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

 

 

 

TOGETHER

 

2021: “Le Cento Sicilie – Il più ibrido dei continenti”, collettiva a cura di Diego Cavallaro e Giuseppe Vella, testo critico di Ivan Quaroni, organizzata dal Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, collabora Lo Magno artecontemporanea, Palazzo Ciampoli di Taormina.

“Le Cento Sicilie – Il più ibrido dei continenti” cita il capolavoro letterario scritto da Gesualdo Bufalino e Nunzio Zago, pubblicato per la prima volta nel 1993. E’ proprio dall’idea di un’isola pluriforme di cui si legge nell’opera dello scrittore comisano che questa mostra si rifà: uno sguardo plurale, trasversale e intergenerazionale su una porzione del panorama contemporaneo dell’arte in Sicilia esplorando il linguaggio di dodici artisti di diversa anagrafe, formazione e poetica: Alessandro Bazan, Giovanni Blanco, Barbara Cammarata, Giuseppe Colombo, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Giovanni La Cognata, Filippo La Vaccara, Franco Polizzi, Ignazio Schifano, Samantha Torrisi e William Marc Zanghi.

2021: “Le Cento Sicilie – Il più ibrido dei continenti”, collettiva a cura di Diego Cavallaro e Tonino Cannata, testo critico di Paolo Nifosì, organizzata da Fondazione Teatro Garibaldi, diretto da Tonino Cannata, collabora Lo Magno artecontemporanea, Ex Convento del Carmine Modica (RG)

Dopo la prima edizione presso il Palazzo Ciampoli di Taormina “Le Cento Sicilie – Il più ibrido dei continenti” approda a Modica con il patrocinio del comune, l’organizzazione della fondazione Teatro Garibaldi e la cura tecnica di Lo Magno artecontemporanea.

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