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Emanuele Giuffrida | Nel silenzio della superficie

Cosa accade quando la pittura smette di raccontare e comincia a interrogare?

 

Catania – La Fondazione Brodbeck presenta, all’interno dei propri spazi, la mostra personale di Emanuele Giuffrida Nel silenzio della superficie, invitando il pubblico ad un’esperienza di sospensione visiva e percettiva: la superficie – pittorica, reale, emotiva – diventa soglia fragile tra ciò che appare e ciò che affiora, tra l’evidenza del mondo e le zone più oscure.

A presentare il progetto, venerdì 10 ottobre alle ore 18.00 nelle sale espositive che lo ospita, saranno Paolo Brodbeck, Presidente dell’omonima Fondazione, Gianluca Collica Direttore artistico della stessa, Emanuele Giuffrida e Domenico de Chirico curatore della mostra.

La Fondazione Brodbeck arte contemporanea, situata all’interno di un complesso postindustriale nel cuore del quartiere storico di San Cristoforo, è stata costituita nel 2007 per volontà della famiglia Paolo Brodbeck, con lo scopo di trasformare l’intera cittadella in un polo di riferimento per l’arte contemporanea, ospitando eventi, e curando programmi internazionali di residenza d’artista ideati per avviare una più stretta relazione con la realtà sociale, culturale e artistica siciliana.

La mostra, visitabile dal 10 ottobre al 15 novembre, è un percorso immersivo in cui la pittura non è mai solo rappresentazione, ma luogo di visioni trattenute e spazi emotivi compressi. Nelle opere, realizzate principalmente ad olio e grafite, troviamo oggetti comuni, lenzuola, vetri, tracce, elementi solo in apparenza concreti, che, nelle mani dell’artista, si fanno segni archetipici di una realtà sempre in tensione, in bilico tra il trauma e l’intuizione.

Tutta la ricerca di Giuffrida si muove lungo il confine sottile dell’ambiguità percettiva, facendo della pareidolia – il riconoscere forme familiari in elementi casuali – non è solo un espediente, ma un vero dispositivo poetico. In questo senso, la pittura diventa spazio esistenziale, lente d’indagine, un modo per rivelare l’invisibile senza mai esplicitarlo del tutto, sovvertendo le comuni condizioni semantiche della pittura.

Il titolo Nel silenzio della superficie suggerisce proprio questo stato di costante tensione tra presenza e assenza. Ogni opera è una soglia percettiva in cui l’immagine, l’oggetto, la presenza si fa enigma e la superficie si carica di un’intensità muta.
Come scrive il curatore, non si tratta di rappresentare un evento, ma di far emergere ciò che di quell’evento è rimasto nel tempo e nella coscienza collettiva.
In un tempo dominato dall’eccesso visivo e dalla velocità dello sguardo, la pittura di Giuffrida si impone come gesto di resistenza. Lontana dalla narrativa illustrativa e dall’immagine piena, la sua pratica è rigorosa, essenziale, radicalmente contemporanea. Le opere di Giuffrida chiedono tempo, attenzione, disponibilità al dubbio. Sono immagini da attraversare, non da consumare.
In questo spazio liminale, in cui lo spettatore è chiamato a sostare, a confrontarsi con un vuoto carico di senso, l’arte diven- ta esperienza: sospensione visiva, psicologica ed esistenziale.

Partner del progetto Lo Magno artecontemporanea, galleria con sede a Modica e Scicli, e la Fondazione Oelle, presieduta da Ornella Laneri, che, all’interno dei propri spazi espositivi all’Hotel Sheraton di Aci Castello, accoglierà due opere e un’installazione dell’artista per tutto il periodo mostra.

La mostra sarà visitabile, presso la sede della Fondazione Brodbeck, in via Gramignani 93 a Catania, il giovedì e il venerdì dalle 17.30 alle 19.30, ed è realizzata con il supporto di Coop Sicilia gruppo Radenza e Ghibli solutions Ragusa

 

Per informazioni:

Fondazione Brodbeck 
📧 info@fondazionebrodbeck.it
📞 +39 095 723 3111

What happens w hen the Act of Painting Becomes a Question?

 

Catania – Fondazione Brodbeck is pleased to present INel silenzio della superficie, a solo exhibition by Emanuele Giuffrida, opening on Friday, October 10 at 6:00 PM at the Foundation’s exhibition spaces in Catania. The show invites visitors into a state of perceptual and visual suspension, where the surface – whether pictorial, physical, or emotional – emerges as a fragile threshold between what appears and what surfaces, between the visible world and its more shadowy dimensions. The exhibition will be introduced by Paolo Brodbeck, President of the Foundation, Gianluca Collica, Artistic Director, Emanuele Giuffrida, and curator Domenico de Chirico.

Founded in 2007 by the Brodbeck family, Fondazione Brodbeck is located within a post-industrial complex in the heart of San Cristoforo, one of Catania’s most historically rich neighborhoods. Since its inception, the Foundation has sought to transform the site into a contemporary art hub – hosting exhibitions and curating international artist residencies aimed at fostering deeper connections with the social, cultural, and artistic fabric of Sicily.

On view from October 10 through November 15, Nel silenzio della superficie unfolds as an immersive journey where painting becomes far more than representation. Through oil and graphite works, Giuffrida offers restrained visions and compressed emotional landscapes. Ordinary objects – sheets, glass, traces – appear only superficially concrete. In the artist’s hands, they become archetypal signs of a reality in constant tension, delicately suspended between trauma and intuition.

Giuffrida’s entire practice explores the thin line of perceptual ambiguity. His work harnesses pareidolia – the human tendency to perceive familiar patterns in random stimuli – not as a visual trick, but as a true poetic mechanism. In this sense, painting becomes an existential space, a lens of investigation, a means of revealing the invisible without ever fully exposing it, subverting traditional semantics of the painted image.

The exhibition’s title, In the Silence of the Surface, reflects this constant tension between presence and absence. Each work is a perceptual threshold, where the image, object, or presence becomes an enigma, and the surface is imbued with a mute intensity. As curator Domenico de Chirico writes, “This is not about representing an event, but about allowing what remains of it – within time and collective consciousness – to surface.” In an age saturated with images and dominated by visual immediacy, Giuffrida’s painting asserts itself as a form of resistance. Eschewing illustrative narratives and full-bodied imagery, his practice is rigorous, essential, and resolutely contemporary. These works—mostly rendered in oil and graphite – demand time, attention, and a willingness to embrace uncertainty. They are not to be consumed, but to be experienced.

In this liminal space – where the viewer is invited to pause and confront a silence dense with meaning – art becomes experience: a visual, psychological, and existential suspension.

The exhibition is realized in partnership with Lo Magno artecontemporanea, a gallery based in Modica and Scicli, and Fondazione Oelle, chaired by Ornella Laneri, which will host two works and one installation by the artist in its space in the Sheraton Hotel in Aci Castello during the period of the show.

The exhibition is open to the public at the Fondazione Brodbeck, Via Gramignani 93, Catania, on Thursdays and Fridays from 5:30 to 7:30 PM, and is made possible with the support of Coop Sicilia – Gruppo Radenza and Ghibli Solutions Ragusa.

 

For more information:

Fondazione Brodbeck 
📧 info@fondazionebrodbeck.it
📞 +39 095 723 3111

Emanuele Giuffrida | Nel silenzio della superficie

a cura di / curated by Domenico de Chirico

 

10_10_25 – 15_11_25

 

Fondazione Brodbeck 

Via Gramignani, 93 , Catania

 

Giovedì – Venerdì   17.30 – 19.30

Thursdays – Fridays   5.30 pm – 7.30 pm

Nanni Licitra

Tamara Marino, originaria di Ragusa, e Simon Troger, nato a Schlanders (BZ), costituiscono un sodalizio artistico che esplora le intersezioni tra materia, concetto e contesto. Entrambi operano tra Vittoria (RG) e altre località internazionali, sviluppando un linguaggio che coniuga sperimentazione tecnica e riflessione critica sulla contemporaneità.

La formazione di Tamara Marino si radica nella Scultura, conseguita presso le Accademie di Belle Arti di Catania e Carrara, sotto la guida di maestri quali Martina Corgnati, Aron Demetz e Gianni Dessì. La sua ricerca si è ulteriormente ampliata attraverso esperienze presso la Royal Academy of Art dell’Aia e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, con un approccio che abbraccia tanto la dimensione artistica quanto quella pedagogica.

Simon Troger, maestro nella lavorazione del marmo e delle pietre dure, ha completato la sua formazione accademica in Conservazione e Restauro dei materiali lapidei e in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Il suo operato si distingue per l’attenzione ossessiva al dettaglio e per una poetica che indaga il rapporto dialettico tra utopia e distopia, uomo e ambiente, idea e materia.

Entrambi gli artisti hanno collaborato con istituzioni di rilievo, tra cui la Fondazione Fiumara d’Arte, diretta da Antonio Presti, per la realizzazione di opere monumentali nel contesto urbano di Catania. Hanno inoltre condiviso un progetto legato all’Università di Suzhou Art & Design Technology Institute, che ha contribuito a consolidare la loro proiezione internazionale.

Nel 2023, Marino e Troger hanno concepito e realizzato l’opera site-specific L’ingegnere di Babele per la Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso (RG), un intervento che ha sintetizzato la loro visione artistica in un dialogo simbolico con la tradizione e l’innovazione. Nello stesso anno, Tamara Marino ha ricoperto il ruolo di docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, mentre nel 2024 entrambi gli artisti hanno intrapreso una collaborazione con la Farm Cultural Park di Favara (AG), un centro nevralgico per l’arte contemporanea in Sicilia.

La loro pratica attuale si concentra sulla trasformazione di Villa Mangione, un antico palmento situato nel Sud-Est siciliano, in un avamposto culturale dedicato a residenze d’artista, performance sperimentali, proiezioni di cinema d’avanguardia e concerti di improvvisazione sonora. Questo progetto, ancora in divenire, si propone come un crocevia per la riflessione e la produzione artistica multidisciplinare, inscrivendosi in un panorama internazionale di ricerca e sperimentazione.

L’opera di Tamara Marino e Simon Troger si colloca dunque in un ambito di ricerca che combina un’attenzione raffinata per il dettaglio materiale con una visione critica e colta delle dinamiche culturali contemporanee, rendendoli protagonisti di un dialogo fecondo tra locale e globale, tradizione e avanguardia.

Tamara Marino, originally from Ragusa, and Simon Troger, born in Schlanders (BZ), form an artistic partnership that explores the intersections between matter, concept, and context. Both operate between Vittoria (RG) and other international locations, developing a language that blends technical experimentation with critical reflection on contemporary issues.

Tamara Marino’s education is rooted in Sculpture, which she studied at the Academies of Fine Arts in Catania and Carrara, under the guidance of masters such as Martina Corgnati, Aron Demetz, and Gianni Dessì. Her research has further expanded through experiences at the Royal Academy of Art in The Hague and the Academy of Fine Arts in Florence, adopting an approach that embraces both artistic and pedagogical dimensions.

Simon Troger, a master in marble and hard stone processing, completed his academic training in Conservation and Restoration of stone materials and Sculpture at the Academy of Fine Arts in Carrara. His work stands out for its obsessive attention to detail and for a poetic exploration of the dialectical relationship between utopia and dystopia, man and environment, idea and matter.

Both artists have collaborated with prominent institutions, including the Fiumara d’Arte Foundation, led by Antonio Presti, to create monumental works within the urban context of Catania. They also shared a project with the Suzhou Art & Design Technology Institute, which helped to solidify their international presence.

In 2023, Marino and Troger conceived and realized the site-specific work L’ingegnere di Babele for the Gesualdo Bufalino Foundation in Comiso (RG), an intervention that encapsulated their artistic vision in a symbolic dialogue with tradition and innovation. In the same year, Tamara Marino took on the role of Sculpture professor at the Academy of Fine Arts in Macerata, while in 2024, both artists began collaborating with the Farm Cultural Park in Favara (AG), a key center for contemporary art in Sicily.

Their current practice focuses on transforming Villa Mangione, an ancient wine press in Southeast Sicily, into a cultural outpost dedicated to artist residencies, experimental performances, avant-garde cinema screenings, and sound improvisation concerts. This ongoing project aims to serve as a crossroads for reflection and multidisciplinary artistic production, positioning itself within an international landscape of research and experimentation.

The work of Tamara Marino and Simon Troger thus lies within a research framework that combines a refined attention to material detail with a critical and cultured vision of contemporary cultural dynamics, making them key figures in a fruitful dialogue between the local and the global, tradition and avant-garde.

ROSSO

Rosso

Il video “Rosso” è un’opera carica di simbolismo e intensità visiva, che utilizza il colore rosso non solo come elemento estetico ma come linguaggio narrativo e concettuale. Al centro della scena, gambe femminili su fondo monocromo incarnano una femminilità sospesa tra attrazione e ambiguità, con un focus visivo sul pube, accentuato da tacchi a spillo e da un gesto performativo carico di violenza estetica: l’esplosione di scintille.
Questa epifania visiva richiama la tragedia della Triangle Waist Company del 1911, trasformando il ricordo storico in una riflessione sulla condizione femminile, tra passato e presente. Il corpo diventa luogo simbolico di conflitto e resistenza, rappresentando sia la violenza subita che la forza della resilienza.
“Rosso” è quindi un’opera che intreccia eros, dolore e memoria, proponendo un’estetica della resistenza femminile. Invita lo spettatore a un coinvolgimento attivo, oltre la superficie, per confrontarsi con la storia e con il ruolo dell’arte nella costruzione della memoria collettiva.

The video Rosso is a work rich in symbolism and visual intensity, using the color red not merely as an aesthetic element but as a narrative and conceptual language. At the center of the scene, female legs against a monochrome backdrop embody a femininity suspended between allure and ambiguity, with visual focus on the pubic area, emphasized by high heels and a performative gesture of striking aesthetic violence: a burst of sparks.
This visual epiphany recalls the 1911 Triangle Waist Company tragedy, transforming historical memory into a reflection on the condition of women, both past and present. The female body becomes a symbolic battleground—representing both endured violence and the power of resilience.
Rosso thus becomes a work that weaves together eros, pain, and memory, proposing an aesthetic of female resistance. It calls on the viewer to engage actively, to look beyond the surface, and to confront both history and the role of art in shaping collective memory.

Video performance
Duration: 2’34”
(Co-producer: Simon Troger)
Installation
Wood, fabric, sparkler sticks
26 x 21 x 4 cm
2023

FALLOUT

Fallout è un’installazione immersiva e multimediale che indaga il rapporto tra materia, tecnologia e crisi ecologica. Al centro dell’opera vi è una scultura generativa, modellata dalla proiezione video, che ribalta il tradizionale rapporto tra immagine e forma. In tre sequenze video, delle gazze ladre vengono lentamente ricoperte da terra bianca, simbolo di una sterilità funebre che cancella l’organico sotto l’apparenza della purezza.
L’opera si configura come un corpo stratificato, dove video, scultura, disegno e documentazione convivono in un sistema visivo e concettuale. Il bianco diventa segno di cancellazione, le gazze simboli di un’intelligenza naturale condannata all’oblio. L’intero dispositivo genera un funerale silenzioso della natura, evocando il tempo dell’Antropocene e l’estetica del disastro.
Un documentario introduttivo e materiali di processo ampliano la riflessione, offrendo allo spettatore coordinate critiche e narrative. Fallout non propone una narrazione lineare, ma un’esperienza percettiva e poetica che intreccia testimonianza e immaginazione, spingendo a una riflessione radicale su ecologia, memoria e responsabilità collettiva.

Fallout is an immersive, multimedia installation that explores the relationship between matter, technology, and ecological crisis. At the heart of the work is a generative sculptural form, shaped by video projection, which overturns the traditional hierarchy between image and form. In three video sequences, magpies are slowly covered by a layer of white earth – symbolizing a funereal sterility that erases organic life under the guise of purity.
The work unfolds as a layered body, where video, sculpture, drawing, and documentation coexist in a visual and conceptual system. White becomes a sign of erasure, and the magpies – symbols of natural intelligence and survival – embody a world condemned to oblivion. The installation stages a silent funeral for nature, invoking the era of the Anthropocene and an aesthetic of disaster.
An introductory documentary and process-based materials extend the scope of the work, offering viewers critical and narrative coordinates. Fallout does not follow a linear narrative, but instead generates a perceptual and poetic experience that merges testimony and imagination, prompting deep reflection on ecology, memory, and collective responsibility.

“Fallout” Documentary – 5’40” (audio in English, Italian subtitles)
Generative Projective Sculpture – environmental dimensions
Light Installation – red LED beam
Graphic Panels – drawings on drafting lm and cadastral maps
2024

EMEREC

Secondo Jean Cloutier, l’essenza dell’uomo completo risiede nella sua duplice natura di émetteur e récepteur, in cui egli si manifesta simultaneamente come emittente e ricevente. Tale simbiosi, essenziale alla pienezzacomunicativa, lo definisce nella sua totalità. Tuttavia, quale esito si profila quando l’uomo, pur essendo Emerec – teoricamente completo e paragonabile a quello dell’epoca della comunicazione interpersonale – persegue un miraggio fallace? Questo miraggio consiste nell’illusione di generare unflusso coerente di input e output, che però viene inevitabilmente frainteso, interpretato e decodificato attraverso codici soggettivi, distanti dalle intenzioni originarie. In questo contesto, l’apparente completezza dell’uomo Emerec si rivela fragile, poiché l’interazione tra emissione e ricezione, lunge
dal realizzare una sinergia armoniosa, si frammenta in un caleidoscopio di percezioni individuali.

According to Jean Cloutier, the essence of the complete human lies in their dual nature as émetteur and récepteur – as both transmitter and receiver -where the individual simultaneously embodies the roles of sender and recipient. This symbiosis, essential to the fullness
of communication, defines the human in their totality. However, what outcome emerges when the individual, though theoretically complete as Emerec – a being reminiscent of the era of interpersonal communication – pursues a deceptive mirage? This mirage consists of the illusion of producing a coherent flow of input and output, which is inevitably misunderstood, interpreted, and decoded through subjecti-
ve codes that deviate from the original intent. In this context, the apparent completeness of the Emerec figure is revealed as fragile. The
interaction between transmission and reception, far from achieving a harmonious synergy, fragments into a kaleidoscope of individual perceptions.

Site-Specific: Video Installation
(Co-producer: Simon Troger)
Monitor, glass, hammer, LED screen
1’48”
2023

Nuvola Passeggera | Giorgio Vigna EN

“NUVOLA PASSEGGERA”: THE ART OF BREATH BY GIORGIO VIGNA ON DISPLAY AT BASSI BENEVENTANO IN SCICLI FROM AUGUST 21th TO OCTOBER 31th, 2025

SCICLI – A passing cloud will drift across the sky of Scicli and gently settle, with its intense lightness, in the Bassi Beneventano, the ground-floor exhibition spaces of the majestic Palazzo Beneventano. This is where Passing Cloud takes shape, the new exhibition by Giorgio Vigna, curated by Agata Polizzi, open to the public from August 21 to October 31, 2025, and organized by Lo Magno artecontemporanea and the Amenta Art Printmaking Studio.
The inauguration (Wednesday, August 20 at 8:00 PM) will be preceded by a presentation talk at the Church-Museum of Santa Teresa d’Avila, starting at 7:00 PM. In addition to the organizers, Giorgio Vigna, Agata Polizzi, and Giovanni Caccamo—a prominent figure in contemporary Italian songwriting—will speak about the project.
This is a profound and sensitive exhibition that puts the Veronese artist’s poetic vision into dialogue with the Sicilian landscape, intertwining memory, light, and transformation. Vigna’s works—sculptures, installations, works on paper, including his standout Cosmografie, Sassi, and Lapilli made of glass—originate from living matter, shaped by the elements: air, water, and fire. These pieces seem to breathe, made of light and longing, establishing a direct dialogue with the viewer—one of intuition, resonance, and belonging.
His artistic practice is grounded in the search for primordial form and the tension between the natural and the artificial, between what is and what appears. His creations act as “windows to the soul,” offering glimpses into the essence of things. Giorgio Vigna, a multidisciplinary artist, combines elemental power with artistic delicacy. Over the course of his career, he has exhibited in prestigious museums and galleries around the world, moving between sculpture, installation, jewelry, and works on paper, shaping materials with an almost alchemical sensitivity. His works are part of important public and private international collections.
The exhibition is curated by Agata Polizzi, art historian and independent curator, who writes about the show:
“Like all poets, Giorgio Vigna—who is a poet of breath—believes in the generative power of art as a form of healing. That is why he weaves together desire, memories of the past, and hope for the future. Passing Cloud is born of a love for beauty, from a distant echo that connects the artist to his father, and from a deep passion for a beloved land: Sicily. The works are alive, they celebrate Nature, maintaining an open, powerful, and respectful dialogue with it. They are part of a process in which the artist’s action plays an evocative role, where the control of chance and the imperfection of gesture become necessary—vital, even.”
The exhibition design will accompany this vision with sensitivity and restraint: it will be an invitation to contemplation, to quiet exploration, to the possibility of truly seeing what lies beneath the surface. The exhibition will unfold as an immersive experience, where visitors can follow their own rhythm, choosing paths and details to pause upon.
Passing Cloud will be hosted at Bassi Beneventano, the result of a synergistic collaboration between cultural institutions deeply rooted in the region: Lo Magno artecontemporanea, active since 2003, and the Amenta Art Printmaking Studio, founded in 2011 by Loredana Amenta. An artist and master printmaker, Amenta has revived the ancient art of intaglio engraving, merging tradition with contemporary sensibilities within one of Sicily’s most evocative Baroque palaces. This venue cultivates a slow, artisanal approach to art, in constant dialogue with contemporary languages.
During the exhibition, a new and exclusive printmaking project—born from the first collaboration between Giorgio Vigna and Loredana Amenta—will be unveiled, accompanied by a text by Giovanni Caccamo, with whom the artist shares his experience, exchanging ideas and experimentation. On this occasion, the Passing Cloud catalogue will also be presented, gathering reflections on the exhibition and offering opportunities for in-depth dialogue among the artist, Agata Polizzi, Loredana Amenta, Giuseppe Lo Magno, and Giovanni Caccamo.
The exhibition will be open from Tuesday to Saturday, from 6:00 PM to 10:00 PM, and is presented with the patronage of the City of Scicli, and supported by Antica Dolceria Bonajuto (Modica), Ghibli Solutions (Ragusa), and Molino Roccasalva (Modica).
Special thanks to the Mayor of Scicli Mario Marino, the Councillor for Culture Giuseppe Mariotta, Enrico Statello, and the staff of the Agire Cooperative of Scicli.

NUVOLA PASSEGGERA

Curated by Agata Polizzi

 

Poet of the Breath

 

Aim at the clouds and other silent things,
aim at the light, always seek it.
In the end, aim at madness if you have it,
if it wasn’t stolen from you as a child.
(Franco Arminio, Songs of Gratitude)

 

 

Like all poets, Giorgio Vigna, who is a poet of the breath, believes in the generative power of art as a cure, and for this reason he intertwines desire, memories of the past, and hope for the future in his new project for the Palazzo Beneventano in Scicli. Nuvola passeggera (Passing Cloud) stems from a love of beauty, from a distant echo that links the artist to his father, from a passion for his beloved land, Sicily, where on every journey the artist’s gaze rests on a detail, a memory, a suggestion of the landscape that, like a spontaneous suggestion, is determined to reinforce the necessary idea of narration. Nuvola Passeggera stems from a belief in the salvific circularity of art as a collective experience.
The works are alive, celebrating Nature while maintaining an open, powerful, respectful dialogue with it.
They are themselves part of a process in which the artist’s action has an evocative, generative role, in which the control of chance and the imperfection of the gesture
become necessary, even vital. Giorgio Vigna presents a group of works that offer an intense insight into his long and constant research into matter and form, works in dialogue with each other, essential, generous works, three-dimensional and two-dimensional works that love contact with the earth and are in constant evolution like living organisms.
Air, water, and fire shape them into a form that is artifice but also truth, both extremes of this dichotomy are valid and subject to a natural process in which everything flows.
The Glass Stones and Cosmographies are absolute works in which it is possible to recognize oneself and sometimes lose oneself. Giorgio Vigna’s works seek light, they are light, in a conceptual coherence between thought and form. Ideally, they are ‘windows of light’, slits in the soul through which to glimpse existence.
The reference between interior and exterior is a subtle, deliberate and nuanced game, there is an awareness of something greater that guides us, a small miracle that is renewed every time that breath allows us to take the time to think, to observe and find a precise belonging, the time to understand that art is not only about aesthetic research but also the need to express feelings, emotions and sensations. The staging of the works evokes this idea of collective experience and enjoyment of research as if listening to the artist’s voice and allowing the eye to find its natural path, the right detail to linger on, the direction to take in order to ‘see’ more clearly what really is.

Agata Polizzi

Agata Polizzi (1976) is Sicilian, lives and works in Palermo.

Art historian and independent curator, PhD in History of architecture and conservation of architectural heritage.

Since 2011 he is a freelance journalist and correspondent for specialized art magazines.

She taught at the Academy of Fine Arts in Palermo from 2004 to 2006 as an adjunct professor of Cultural Anthropology.
She has curated exhibitions and publications for public and private museum institutions.

She collaborates on contemporary research and projects with artists, cultural subjects and foundations at national and international level.
Since 2019 he is the editorial director of My Art Guide, Italy.
In 2019 he was adjunct curator of BAM Biennale Arcipelago Mediterraneo.
She is guest curator at the Francesco Pantaleone Gallery of Contemporary Art Palermo / Milan.
Since 2017 he has been curator of the visual arts section of the Migrant Literature Festival. He is a consultant for the Swiss Institute of Rome.
She was the curatorial coordinator of ZACentrale in Palermo fand has collaborated with the Fondazione Mario Merz in Turin since 2014.

Agata Polizzi

Agata Polizzi (1976) è siciliana, vive e lavora a Palermo.

Storico dell’arte e curatore indipendente, PhD in Storia dell’architettura e conservazione dei beni architettonici.

Dal 2011 è giornalista pubblicista ed è corrispondente per riviste specialistiche d’arte.

Ha svolto attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dal 2004 al 2006 come docente a contratto di Antropologia culturale.

Ha curato mostre e pubblicazioni per Istituzioni museali  pubbliche  e private.  Collabora a ricerche e progetti sul contemporaneo con artisti, soggetti culturali e fondazioni in ambito  nazionale  e  internazionale.
Dal 2019 è Direttore  editoriale di My Art Guide, Italia.
Nel 2019 è stato curatore aggiunto di BAM Biennale Arcipelago Mediterraneo.
È guest curator alla Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea Palermo/Milano.
Dal 2017 è curatore della sezione arti visive del Festival delle Letterature Migranti.

È consulente per l’Istituto Svizzero di Roma.

È stato il coordinatore curatoriale di ZACentrale a Palermo e collabora con la Fondazione Mario Merz di Torino dal 2014.

Giorgio Vigna

Giorgio Vigna was born in Verona in 1955.
Currently lives and works in Milan.

He is an artist who, at the boundary between reality and imagination, creating natural forms capable of manifesting primary and primordial aspects.
Adventures of earth and water, fire and wind where combines natural and artificial, poor and precious.
Vigna moves on the border between the real and the imaginary, between what is and what appears.
His works, from sculptures to jewelry, the works on paper or the site specific installations, reflect the breadth and depth of his constant research. Using various materials such as glass, metals and paper, treated always new and surprising mode. Vigna explores and seeks them to reveal hidden possibilities.
The forms are the primary expression of the elements he works with. Strong and natural, universal and timeless, full of symbolic meanings.
In 2003 Giorgio Vigna created the site-specific installation La Radura for Nancy Olnick and Giorgio Spanu which started the Olnick Spanu Art Program.
In 2013 the Museum of Castelvecchio in Verona hosted the exhibition Stati Naturali curated by Paola Marini, for which Giorgio Vigna has created for the fountain of Carlo Scarpa the permanent installation in glass Acquaria donated to the city of Verona in 2021.
In 2017 he has created for the Galleria dell’Accademia in Venice the work Fuochi di Rugiada, made by Venini
in Murano Venice.
In 2022, he donated his thirty-year archive of drawings and sketches related to his experience with glass to the Giorgio Cini Foundation.
In June 2023, he will inaugurate his solo exhibition Analogie at the Eremitani Museum in Padua, a natural continuation of the journey that began in 2022 with the exhibition Sassi at the Oratory of San Rocco in Padua.

His work has been exhibited in galleries and museums in Argentina, Austria, China, Korea, Finland, France, Germany, Great Britain, Greece, Hong Kong, Italy, the Netherlands, the Principality of Monaco, Russia, the United States, and Switzerland.”

His works are part of international public and private collections including:

MAD, Museum of Arts & Design, New York, USA.
The State Hermitage Museum, S. Pietroburgo, Russia.
Honolulu Museum of Art, Honolulu, Hawaii.
Gallerie dell’Accademia, Venezia, Italia.
Museo di Castelvecchio, Verona, Italia.
Museo del Vetro, Murano, Venezia, Italia.
Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, New York, USA.
IMA, Indianapolis Museum of Art, Indianapolis, Indiana, USA.
Ilias Lalaounis Jewelry Museum, Atene, Grecia.
Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze, Italia.
Miaao, Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, Torino, Italia.
Olnick Spanu Art Program, Garrison, New York, USA.
Olnick Spanu Collection, New York, USA.
Diane Venet Collection, Parigi, Francia.
Designmuseo, Helsinki, Finlandia.
Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, Castello Sforzesco, Milano, Italia.
Museo Barbier-Mueller, Ginevra, Svizzera.
Collezione Permanente Fondazione Raffaele Cominelli, San Felice del Benaco BS, Italia.

Giorgio Vigna

Giorgio Vigna nasce a Verona nel 1955 e si forma artisticamente tra la città natale, Venezia, Roma e Milano.

Attualmente vive e lavora a Milano.

È un artista che, al limite tra realtà e immaginazione, crea forme naturali capaci di manifestare aspetti primari e primordiali. Avventure di terra e di acqua, di fuoco e di vento in cui si combinano naturale e artificiale, povero e prezioso. Vigna si muove sul confine tra il mondo reale e quello immaginario, tra ciò che è e ciò che appare.

Le sue opere, dalle sculture ai gioielli, dai lavori su carta alle installazioni, rispecchiano l’ampiezza e profondità della sua costante ricerca. Utilizza varie materie tra le quali il vetro, i metalli e la carta, trattate in modo sempre nuovo e sorprendente. Vigna le esplora e cerca di svelarne possibilità nascoste.
Le forme sono primarie, espressione degli elementi con cui lavora. Forti e naturali, universali e senza tempo, ricche di valenze simboliche.

Nel 2003 Giorgio Vigna crea l’installazione site specific La Radura per Nancy Olnick e Giorgio Spanu che ha dato inizio all’Olnick Spanu Art Program.

Nel 2013 il Museo di Castelvecchio a Verona ha ospitato la mostra personale Stati Naturali, per la quale Giorgio Vigna ha creato per la fontana di Carlo Scarpa l’installazione permanente in vetro Acquaria donata al città di Verona nel 2021 in occasione della mostra Lapilli nella Galleria delle Sculture durante il centenario della nascita di Licisco Magagnato.

Nel 2017 per le Gallerie dell’Accademia a Venezia ha creato l’opera Fuochi di Rugiada, realizzata dalla Vetreria VENINI.

Dal 2018 è stato chiamato a far parte del Comitato Scientifico de Le Stanze del Vetro, un progetto della Fondazione Giorgio Cini con il supporto di Pentagram Stiftung. Nel 2022 ha donato alla Fondazione Giorgio Cini onlus il suo archivio trentennale di disegni e bozzetti legati alla sua esperienza con la materia del vetro.

Nel giugno 2023 inaugura al Museo Eremitani di Padova la personale  Analogie,  naturale prosecuzione del percorso cominciato nel 2022 con la mostra  Sassi all’Oratorio di San Rocco a Padova.

Il suo lavoro è stato esposto in gallerie e musei in Argentina, Austria, Cina, Corea, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Hong Kong, Italia, Olanda, Principato di Monaco, Russia, Stati Uniti, Svizzera.

Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private tra le quali:
MAD, Museum of Arts & Design, New York, USA.
The State Hermitage Museum, S. Pietroburgo, Russia.
Honolulu Museum of Art, Honolulu, Hawaii.
Gallerie dell’Accademia, Venezia, Italia.
Museo di Castelvecchio, Verona, Italia.
Museo del Vetro, Murano, Venezia, Italia.
Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum, New York, USA.
IMA, Indianapolis Museum of Art, Indianapolis, Indiana, USA.
Ilias Lalaounis Jewelry Museum, Atene, Grecia.
Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze, Italia.
Miaao, Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, Torino, Italia.
Olnick Spanu Art Program, Garrison, New York, USA.
Olnick Spanu Collection, New York, USA.
Diane Venet Collection, Parigi, Francia.
Designmuseo, Helsinki, Finlandia.
Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, Castello Sforzesco, Milano, Italia.
Museo Barbier-Mueller, Ginevra, Svizzera.
Collezione Permanente Fondazione Raffaele Cominelli, San Felice del Benaco BS, Italia.
Collezione Bellini Pezzoli, Castello Sforzesco, Milano, Italia.

Nuvola Passeggera | Giorgio Vigna

“NUVOLA PASSEGGERA”: L’ARTE DEL SOFFIO DI GIORGIO VIGNA IN MOSTRA NEI BASSI BENEVENTANO DI SCICLI DAL 21 AGOSTO AL 31 OTTOBRE 2025

SCICLI – Una nuvola passeggera attraverserà il cielo di Scicli e si poserà, con la sua leggerezza intensa, nei Bassi Beneventano, gli spazi espositivi al piano terra del maestoso Palazzo Beneventano. È qui che prende forma Nuvola passeggera, la nuova mostra di Giorgio Vigna, a cura di Agata Polizzi, visitabile dal 21 agosto al 31 ottobre 2025 , organizzata da Lo Magno artecontemporanea e dalla Stamperia d’arte Amenta.

L’inaugurazione (mercoledì 20 agosto alle 20.00) sarà anticipata da un talk di presentazione presso la Chiesa-Museo di Santa Teresa d’Avila alle ore 19.00. Oltre gli organizzatori, a raccontare il progetto, interverranno Giorgio Vigna, Agata Polizzi e Giovanni Caccamo, grande talento del cantautorato italiano.

Un percorso espositivo profondo e sensibile che mette in dialogo la poetica dell’artista veronese con il paesaggio siciliano, tra memoria, luce e trasformazione. Le opere di Vigna –sculture, installazioni, lavori su carta, tra cui spiccano le Cosmografie , i Sassi e i Lapilli in vetro – nascono da una materia viva, attraversata dagli elementi: aria, acqua, fuoco. Sono lavori che sembrano respirare, fatti di luce e desiderio, capaci di instaurare con lo spettatore un dialogo diretto, fatto di intuizioni, risonanze e appartenenze. Il lavoro dell’artista si fonda sulla ricerca della forma primigenia e sulla tensione tra naturale e artificiale, tra ciò che è e ciò che appare.
Le sue creazioni si offrono come “feritoie dell’anima”, come finestre attraverso cui intravedere l’essenza delle cose Giorgio Vigna, artista multidisciplinare, unisce la forza degli elementi alla delicatezza dell’opera. Nella sua carriera ha esposto in prestigiosi musei e gallerie in tutto il mondo, muovendosi tra scultura, installazione, gioielli e lavori su carta, lavorando i materiali con una sensibilità quasi alchemica. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private internazionali.
A curare l’esposizione è Agata Polizzi, storica dell’arte e curatrice indipendente, e a proposito della mostra scrive: «Come tutti i poeti, Giorgio Vigna – che è poeta del soffio – crede nella potenza generativa dell’arte come cura, e per questo intreccia desiderio, memorie del passato e speranza nel futuro. Nuvola passeggera nasce dall’amore per la bellezza, da un’eco lontana che lega l’artista al padre, da una passione per una terra amata, la Sicilia. Le opere sono viventi, celebrano la Natura, mantenendo con essa un dialogo aperto, potente, rispettoso. Sono parte di un processo in cui l’agire dell’artista ha un ruolo evocativo, in cui il controllo della casualità e l’imperfezione del gesto diventano necessari, persino vitali». L’allestimento accompagnerà questa visione con misura e delicatezza: sarà un invito alla contemplazione, alla ricerca silenziosa, alla possibilità di “vedere” ciò che è realmente. Il percorso si svilupperà come un’esperienza immersiva, in cui l’occhio del visitatore potrà seguire il proprio ritmo, scegliendo traiettorie e dettagli su cui soffermarsi.
“Nuvola passeggera” sarà ospitata a Bassi Beneventano, risultato di una sinergia tra realtà culturali profondamente radicate nel territorio, cuore del progetto condiviso tra Lo Magno artecontemporanea, galleria attiva dal 2003, e la Stamperia d’arte Amenta, fondata nel 2011 da Loredana Amenta. Artista e stampatrice, Amenta ha rilanciato l’antica arte dell’incisione calcografica, coniugando tradizione e contemporaneità all’interno di uno dei palazzi barocchi più suggestivi della Sicilia. In questo luogo si coltiva una visione artigianale e lenta dell’arte, in costante dialogo con i linguaggi del contemporaneo.
Durante il periodo mostra sarà infatti presentato un progetto calcografico inedito nato dalla prima collaborazione tra Giorgio Vigna e Loredana Amenta e accompagnato da un testo di Giovanni Caccamo, con la quale l’artista condivide la sua esperienza e mette a confronto idee e sperimentazioni. In questa occasione sarà inoltre presentato il catalogo di Nuvola Passeggera che raccoglie le testimonianze di questa esposizione e che offrirà ampi spunti di dialogo e approfondimento tra l’Artista, Agata Polizzi, Loredana Amenta, Giuseppe Lo Magno e Giovanni Caccamo.

La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 18 alle 22 ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Scicli, il supporto di Antica Dolceria Bonajuto di Modica, Ghibli solutions di Ragusa e Molino Gaetano Roccasalva di Modica.
Si ringraziano il Sindaco del Comune di Scicli, Mario Marino, l’Assessore alla Cultura Giuseppe Mario Mariotta, Enrico Statello e gli operatori della cooperativa Agire di Scicli.

Nuvola Passeggera

a cura di Agata Polizzi

 

Poeta del soffio

Punta sulle nuvole e su altre cose mute,
punta sulla luce, cercala sempre.
Infine punta sulla follia se ce l’hai,
se non te l’hanno rubata da piccolo.
(Franco Arminio, Canti della gratitudine)

 

 

Come tutti i poeti, Giorgio Vigna che è poeta del soffio, crede nella potenza generativa dell’arte come cura e per questo intreccia desiderio, memorie del passato e speranza nel futuro nel nuovo progetto per il Palazzo Beneventano di Scicli.
Nuvola passeggera, nasce da amore per la bellezza, da un’eco lontana che lega l’artista al padre, da una passione per una terra amata, la Sicilia, laddove ad ogni viaggio lo sguardo dell’artista si posa su un dettaglio, un ricordo, una suggestione del paesaggio che come un suggerimento spontaneo è determinato a rafforzare l’idea necessaria di narrare.
Nuvola Passeggera nasce dalla fiducia nella circolarità salvifica dell’arte come esperienza collettiva, le opere sono viventi, celebrano la Natura sempre mantenendo con essa un dialogo aperto, potente, rispettoso, sono esse stesse parte di un processo in cui l’agire dell’artista ha un ruolo evocativo, generativo, in cui il controllo della casualità, l’imperfezione del gesto diventano necessari, persino vitali.
Giorgio Vigna presenta un gruppo di opere che offrono uno spaccato intenso della sua lunga e costante ricerca per la materia e per la forma, opere in dialogo le une con le altre, opere essenziali, generose, opere tridimensionali e bidimensionali che amano il contatto con la terra e che sono in evoluzione perenne come organismi viventi.
Aria, acqua e fuoco le plasmano in una forma che è artificio ma anche verità, entrambi gli estremi di questo binomio sono validi e soggiacciono ad un processo naturale in cui ogni cosa fluisce, i Sassi di vetro e le Cosmografie sono opere assolute in cui è possibile riconoscersi e talvolta perdersi.

Le opere di Giorgio Vigna cercano la luce, sono luce, in una coerenza concettuale tra pensiero e forma, idealmente sono “finestre di luce”, sono feritoie dell’anima attraverso cui intravedere l’esistenza.
Il rimando tra interno ed esterno è un gioco sottile, voluto e carico di sfumature, c’è la consapevolezza di qualcosa di più grande che orienta, un piccolo miracolo che si rinnova ogni volta che quel soffio consente di prendersi il tempo per pensare, per osservare e trovare un’appartenenza precisa, il tempo per capire che nell’arte non c’è solo la ricerca estetica ma anche l’esigenza di esprimere sentimenti, emozioni, sensazioni.
L’allestimento delle opere evoca questa idea di esperienza collettiva e di fruizione della ricerca come fosse ascoltare la voce dell’artista e lasciare che l’occhio abbia l’agio per trovare la sua naturale via, il dettaglio giusto su cui indugiare, la direzione da prendere per “vedere” con più chiarezza ciò che è realmente.

Rossana Taormina | Ora sia il tuo passo

Rossana Taormina Ora sia il tuo passo

curated by Domenico de Chirico

 

 

Bassi Beneventano, Palazzo Beneventano SCICLI

Tuesday – Saturday 10am-1pm / 5-9pm

Church-Museum of Santa Teresa d’Avila SCICLI

Everyday 10am – 7pm

28/06/2025 – 16/08/2025

 

thanks to: Comune di Scicli
and

Ora sia il tuo passo
più cauto: a un tiro di sasso
di qui si prepara
una più rara scena.
La porta corrosa d’un tempietto
è rinchiusa per sempre.
Una grande luce è diffusa
sull’erbosa soglia.
E qui dove peste umane
non suoneranno, o fittizia doglia,
vigila steso al suolo un magro cane.
Mai più si muoverà
in quest’ora che s’indovina afosa.
Sopra il tetto s’affaccia
una nuvola grandiosa.

Ora sia il tuo passo di Eugenio Montale, poesia tratta dalla raccolta Ossi di seppia (1925).

Now Let Your Step Be More Cautious
Now let your step be more cautious:
a stone’s throw from here
a rarer scene is being prepared.
The corroded door of a small temple
is forever closed.
A great light spreads across the grassy threshold.
And here, where no human plague
or feigned sorrow shall ever sound,
a lean dog lies watchful on the ground.
He will never move again
in this hour guessed as sultry.
Above the roof looms a magnificent cloud.

 

Now Let Your Step Be by Eugenio Montale, poem taken from the collection Ossi di seppia (Cuttlefish Bones), 1925.

Nata a Partanna, nel cuore della siciliana Valle del Belìce, segnata dal sisma del 1968, Rossana Taormina sviluppa una sensibilità profonda verso l’eredità della memoria, il paesaggio — con la sua morfologia — e la loro incessante metamorfosi. La sua pratica artistica si configura come un esercizio silenzioso di ascolto e sedimentazione: un tentativo di preservare, per poi solennizzare, ciò che per sua natura tende a svanire.

La mostra personale Ora sia il tuo passo, curata da Domenico de Chirico, prende forma sia negli spazi di Lo Magno artecontemporanea a Scicli, sia nella chiesa settecentesca di Santa Teresa d’Avila — tra le più suggestive della città — costruendo un itinerario insieme immaginifico e concettuale, che ruota euritmicamente attorno a un tema evocativo e stratificato: l’eco. Un’eco da intendersi non solo come fenomeno acustico, ma come metafora dell’assenza, della riflessione, del ritorno e di un’identità che si frantuma e si ricompone ininterrottamente attraverso i segni del tempo.
Nella trama obliqua e ricca di rimandi che caratterizza la ricerca di Rossana Taormina —e che riaffiora anche in questa circostanza — si avverte un profondo dialogo con la poetica di Eugenio Montale, in particolare con la suggestiva immagine degli “ossi di seppia”: materia opaca, ambigua, ma intrisa di memoria, capace di custodire ciò che sfugge alla luce diretta.
Il verso “ora sia il tuo passo”, tratto dallo stesso Montale e che dà il titolo alla mostra, si fa invito a un cammino percettivo e consapevole, dove spazio e tempo non si misurano nell’immediatezza della presenza, ma in ciò che resiste, che permane — un’eco viva che ci interpella e ci guida nell’attraversamento dell’abissale mistero, senza timore.
Pertanto, tutte le opere in mostra si configurano come forme di memoria sedimentata: strutture visive in cui l’essenziale non si manifesta mai in superficie, ma si lascia intuire in profondità, tra ombre e affioramenti.

Come la “seppia” montaliana, anche la loro materia è spessa, stratificata, refrattaria alla chiarezza — e proprio per questo fertile di rivelazioni. Nulla è mai pienamente detto: tutto emerge per allusione, per lente efflorescenze, per echi. In questo spazio suggestivo, fortemente poetico e visivo, la memoria non è un archivio chiuso, ma un organismo vivo, che continua ineluttabilmente a risuonare.
Nella sede della galleria di Scicli, a Palazzo Beneventano — capolavoro artistico e patrimonio dell’umanità UNESCO, dove il barocco siciliano trova una delle sue massime espressioni e che ospita anche la stamperia d’arte Amenta — il paesaggio si manifesta imponendosi come struttura simbolica e sensibile. Non è semplice sfondo, ma spazio identitario, superficie di contatto tra percezione esterna e interiorità. Nello specifico, le opere Paesaggio (2023) e Paesaggio (2025) interrogano la relazione tra soggetto e ambiente: il primo è paesaggio-sguardo, il secondo paesaggio-limite, soglia tra il tangibile e l’immaginato.

Born in Partanna, in the heart of Sicily’s Belìce Valley, a region historically scarred by the 1968 earthquake, Rossana Taormina has developed a profound sensitivity to the legacy of memory, to the landscape and its morphology, and to their ceaseless transformation. Her artistic practice takes shape as a silent exercise in listening and sedimentation: an attempt to preserve, and ultimately solemnize, that which by nature tends to vanish.

The solo exhibition Ora sia il tuo passo, curated by Domenico de Chirico, unfolds both within the spaces of Lo Magno artecontemporanea in Scicli and in the eighteenth-century Church of Santa Teresa d’Avila, one of the most evocative sites in the city. Together, these locations delineate an itinerary that is both imaginative and conceptual, rotating with rhythmic precision around a multilayered and evocative theme: the echo. An echo not only as an acoustic phenomenon, but as a metaphor for absence, reflection, return, and an identity that continually fractures and recomposes itself through the traces of time.

In the oblique texture of references that characterizes Rossana Taormina’s artistic research, and which resurfaces in this exhibition, one perceives a deep dialogue with the poetics of Eugenio Montale, particularly with the suggestive image of the “Ossi di seppia”: an opaque, ambiguous matter imbued with memory, capable of preserving that which escapes the direct light.
The verse “ora sia il tuo passo”, taken from Montale and lending its title to the exhibition, becomes an invitation to a perceptual and mindful journey, where space and time are not measured by the immediacy of presence, but by that which endures, which remains, a living echo that interrogates and guides us through the abyssal mystery, without fear. Accordingly, all the works on display function as forms of sedimented memory: visual structures in which the essential never manifests on the surface, but instead must be intuited in depth, among shadows and emergences.

Like Montale’s “cuttlefish bone”, their material is thick, stratified, and resistant to clarity, and it is precisely this resistance that renders it fertile with revelation. Nothing is ever fully declared: everything emerges through allusion, through slow efflorescences, through echoes. In this highly poetic and evocative space, memory is not a sealed archive but a living organism, one that continues to resonate inevitably.
In the gallery’s venue at Palazzo Beneventano in Scicli, a UNESCO World Heritage Site and a masterpiece of Sicilian Baroque, which also hosts the Amenta art print studio, the landscape asserts itself as a symbolic and sensitive structure. It is not merely a backdrop, but an identity-bearing space, a surface of contact between external perception and interiority. Specifically, the works Paesaggio (2023) and Paesaggio (2025) interrogate the relationship between subject and environment: the former is landscape as gaze, the latter landscape-as-threshold, a liminal space between the tangible and the imagined.

In Seed (2024) il seme diviene emblema di una vitalità latente, che si radica nello spazio vissuto — inteso nella sua accezione bergsoniana — e si oppone alla tradizionale concezione dello spazio come entità statica e misurabile.

Grigio (2025) esplora la tensione tra fragilità e resistenza del paesaggio, che si fissa nella memoria come forma d’illusione.

Le due opere omonime Landscape Notes (2025) si fanno invece esercizio di attenzione: appunti visivi e tattili su una realtà in continuo mutamento, colta nel suo perpetuo frammentarsi e ricomporsi.

Con il dittico Shape of the Days (2025), Taormina dà forma al tempo quotidiano, modellandolo come materia plastica: anche quando i giorni si esauriscono, lasciano un’impronta discreta ma imperitura.

In Summertime (2023) e Soffio (2023 e 2025), il tempo scivola leggero, ma lascia traccia, imprimendo segni sottili e acuti: si insinua nelle pieghe degli affetti e delle immagini ad essi correlate.

In Seed (2024), the seed becomes the emblem of latent vitality, rooted in lived space — understood in its Bergsonian sense — in opposition to the traditional notion of space as static and measurable.

Grigio (2025) explores the tension between fragility and resistance of the landscape, which crystallizes in memory as a form of illusion.

The two works entitled Landscape Notes (2025) serve as exercises in attentiveness: visual and tactile annotations on a reality in perpetual flux, captured in its ongoing fragmentation and recomposition.

With the diptych Shape of the Days (2025), Taormina gives form to quotidian time, shaping it as if it were plastic matter: even when days come to an end, they leave behind a discreet yet indelible imprint.

In Summertime (2023) and Soffio (2023 and 2025), time glides lightly, yet leaves a trace, imprinting subtle and sharp signs: it insinuates itself into the folds of affections and the images linked to them.

Le opere Velluto #1 e Velluto #2 (2021) sono meditazioni visive su luce, cielo e natura, tradotte in stati d’animo e atmosfere sospese.

In Landscape (2024) riaffiora una montagna della memoria, archetipo personale che l’artista elegge solennemente a simbolo identitario e totemico.

Con Beat #1, Beat #2 e Beat #3, Taormina dà origine a una nuova direzione di ricerca: su vecchi rotoli per pianoforte automatico, il suono diventa forma grafica, segno visivo di una melodia che continua a vibrare oltre il tempo — come un’eco che non ha bisogno di voce per esistere, e per farsi sentire.

In Per tutto il mondo non siamo stati e Sun is Leaf (2025), l’immagine si fa enigma, frammento poetico, metafora del nostro transito. La realtà appare come un percorso irregolare, costellato di segni che, pur dissonanti, compongono un ordine segreto ancora tutto da decifrare.

Chiude il percorso espositivo Lessico del cucire (2018), in cui un oggetto domestico — nello specifico, un canovaccio appartenuto a un familiare — si trasforma in racconto visivo della vita quotidiana, delle sue usure, dei suoi legami. Un piccolo frammento di mondo che, attraverso la cucitura, ricompone ciò che il tempo ha diviso o addirittura lacerato.

The works Velluto #1 and Velluto #2 (2021) are visual meditations on light, sky, and nature, translated into moods and suspended atmospheres.

In Landscape (2024), a mountain of memory re-emerges — a personal archetype solemnly elected by the artist as an identity-bearing and totemic symbol.

With Beat #1, Beat #2, and Beat #3, Taormina inaugurates a new line of research: on old piano rolls for player pianos, sound becomes graphic form, a visual sign of a melody that continues to resonate beyond time — like an echo that needs no voice to exist and be heard.

In Per tutto il mondo non siamo stati and Sun is Leaf (2025), the image becomes enigma, poetic fragment, metaphor of our passage. Reality appears as an irregular path, strewn with signs that, though dissonant, compose a secret order still to be deciphered.

The exhibition concludes with Lessico del cucire (2018), in which a domestic object — specifically, a dishcloth once belonging to a relative — is transformed into a visual narrative of daily life, of its wear, of its ties. A small fragment of the world that, through the act of sewing, reassembles what time has divided or even torn apart.

D’altra parte, la chiesa museo di Santa Teresa d’Avila accoglie l’installazione luminosa Encantadora, concepita su invito del Teatro di Noto per celebrare la figura di Tina Di Lorenzo. Nel ricostruire la storia dell’attrice teatrale, nota per la sua composta femminilità, Taormina si sofferma sull’aura quasi mitica che la avvolgeva: encantadora, così la chiamavano in America Latina, incantatrice tanto per la voce quanto per la presenza scenica. Per di più, il bianco, leitmotiv di molte tappe della sua esistenza — incluso il letto di morte, da lei voluto circondato da fiori candidi — diventa per l’artista il colore dell’atemporalità, della sospensione, della luce che illumina tutto ciò che ormai si è compiuto, al di là del bene e del male.

Tuttavia, pur ispirata a Tina Di Lorenzo, Encantadora si emancipa dalla narrazione biografica per proporsi come riflessione sull’arte stessa: forza che trattiene, rievoca, riattiva. Suono e luce, eco e candore: attraverso questi elementi, scanditi da un ritmo intermittente e declinati tramite l’alfabeto latino, l’opera interroga il potere dell’arte di trasmettere ciò che ancora parla a noi. Qui, ogni grande immagine è intenzionalmente una folgorazione dell’essere.

Alla luce di tutto ciò, risuona con forza quanto ci ricorda il filosofo della scienza e della poesia francese Gaston Bachelard nel suo saggio La poetica della rêverie, e cioè che «l’immagine poetica può essere intesa come una testimonianza del processo di scoperta da parte dell’animo del proprio mondo: il mondo in cui vorrebbe vivere, il mondo in cui è degno di vivere». Encantadora è proprio questo: un bagliore, una rivelazione illuminante, al tempo stesso fugace, potente e carica di significato.

Ora sia il tuo passo è dunque un invito a procedere con lentezza, a lasciarsi attraversare dai segni, dai suoni, dalle ombre che abitano tanto il paesaggio interiore quanto l’ansimante respiro del mondo. Ed è così che le opere di Rossana Taormina si offrono come dispositivi di risonanza: non raccontano, ma risuonano.
Del resto, come scrive Italo Calvino nelle Lezioni americane: «la leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». Ed è forse proprio in questa leggerezza — che è profondità trasfigurata — che si compie il passo della sua arte: lento, necessario, irripetibile. Un passo che non solo avanza, ma ritorna, si ripete, si approfondisce. Un’eco che ci precede, ci plasma, e ci sospinge sempre più in profondità.

The Church-Museum of Santa Teresa d’Avila houses the luminous installation Encantadora, conceived at the invitation of the Teatro di Noto to honor the figure of Tina Di Lorenzo. In reconstructing the story of the actress — known for her composed femininity — Taormina lingers on the almost mythical aura that enveloped her: encantadora, as she was called in Latin America, an enchantress by voice and presence alike. Moreover, white — a recurring theme throughout her life, including the deathbed surrounded by white flowers — becomes for the artist the color of timelessness, of suspension, of the light that illuminates what has been completed, beyond good and evil.

Although inspired by Tina Di Lorenzo, Encantadora transcends biographical narrative to propose a reflection on art itself: a force that retains, evokes, and reactivates. Sound and light, echo and whiteness: through these elements, articulated by an intermittent rhythm and rendered in Latin script, the work interrogates art’s capacity to transmit what still speaks to us. Here, every grand image is intentionally a lightning flash of being.

In this light, the words of the French philosopher of science and poetry Gaston Bachelard in The Poetics of Reverie resonate powerfully: “the poetic image can be seen as a testimony of the soul’s discovery of its own world: the world it wishes to inhabit, the world it deserves to inhabit.” Encantadora is precisely this: a gleam, an illuminating revelation that is at once fleeting, potent, and saturated with meaning.

Ora sia il tuo passo is thus an invitation to move slowly, to allow oneself to be permeated by the signs, the sounds, the shadows that dwell in both the inner landscape and the panting breath of the world. In this way, Rossana Taormina’s works present themselves as resonance devices: they do not narrate, but resonate.
As Italo Calvino reminds us in his Six Memos for the Next Millennium: “lightness is not superficiality, but a gliding over things from above, not having weights on the heart. “And it is perhaps in this very lightness — which is a transfigured depth — that her art finds its true step: slow, necessary, unrepeatable. A step that not only advances, but returns, repeats, deepens. An echo that precedes us, shapes us, and urges us ever deeper.

Angelo Ruta | Segni Quotidiani

Angelo Ruta | Segni quotidiani

23 novembre 2024 – 04 maggio 2025

Fondazione Teatro Garibaldi Modica-Ex Convento del Carmine, Modica (RG).

 

a cura di Tonino Cannata e Paolo Nifosì

 

Progetto After Studio

 

in collaborazione con Lo Magno artecontemporanea, Stamperia Amenta, Galleria Susanna Occhipinti

È un universo fiabesco, onirico e carico di fascino quello di Angelo Ruta, che con le sue opere incanterà da sabato 23 novembre fino a domenica 26 gennaio 2025 gli spazi dell’ex Convento del Carmine di Modica. La mostra del celebre illustratore modicano, intitolata “Segni quotidiani” e organizzata dalla Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, in collaborazione con il quotidiano La Sicilia, “Domenico Sanfilippo Editore” – DSE Pubblicità, art direction e coordinamento organizzativo di After Studio, rappresenta un viaggio emozionale nel mondo immaginifico dell’artista, le cui opere popolano regolarmente le pagine de “la Lettura”, supplemento culturale del “Corriere della Sera”. “Segni quotidiani” è un’esposizione raffinata e poliedrica, che raccoglie oltre cento illustrazioni realizzate da Ruta negli ultimi vent’anni e pubblicate su giornali, libri e piattaforme web. Le opere, suddivise per temi, come pace e guerra, voci di donna, tempo, natura, psiche e libri, condurranno il visitatore in un universo fiabesco e surreale, dove il segno grafico e il colore si fondono in un racconto visivo carico di partecipazione emotiva, che si muove tra suggestioni e sogni, e attraversa le contraddizioni della quotidianità. Il segno di Ruta si fa parola, e nel suo sentire, con leggerezza, viene compreso da grandi e piccoli. Accanto alle illustrazioni editoriali, sarà possibile ammirare una ricca sezione grafica con calcografie, serigrafie e manifesti realizzati. A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza, anche applicazioni scenografiche e video, che consentiranno al pubblico di immergersi nei mondi immaginati dall’artista.

“Angelo Ruta racconta, tramite immagini da fiaba – commentano il presidente della Fondazione Maria Monisteri e il sovrintendente, nonché ideatore della mostra, Tonino Cannata –  la società contemporanea con un linguaggio semplice e comprensibile, che coinvolge sia gli adulti che gli adolescenti e i bambini, con una grazia non priva di sottile ironia. Il segno che circoscrive i colori ci porta in un mondo incantato e surreale, carico di partecipazione emotiva e di piacere affidati all’intelligenza, al pensiero, al complesso vissuto di ciascuno di noi”.

“L’artista modicano affronta una varietà di temi – aggiunge Paolo Nifosì, storico dell’arte e tra i curatori del catalogo della mostra – che sono specchio della varietà degli accadimenti nel mondo, della complessità tra indagine sul pensiero e sulla vita che quel pensiero determina. E le sue immagini di pensieri e di riflessioni diventano racconti unici”.

Nato a Ragusa nel 1967 e formatosi a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Angelo Ruta è un artista poliedrico che spazia dall’illustrazione editoriale al design, fino al teatro e al cinema. Collabora con numerosi editori italiani e stranieri di libri per ragazzi. Oltre ai libri, ha applicato l’illustrazione alla comunicazione, alla pubblicità e agli oggetti d’arredo. Ha realizzato spettacoli teatrali e film. La mostra “Segni quotidiani” è realizzata in collaborazione con Lo Magno Arte contemporanea, Galleria Susanna Occhipinti, Amenta incisioni. Testi del catalogo a cura di Paolo Nifosì, Pierenrico Ratto,Walter Fochesato, Patrizia Zerbi, Giancarlo Sammito. Progetto espositivo Sergio Iacono, progetto grafico Marco Lentini. Con il patrocinio e il sostegno della Regione Sicilia, del Comune di Modica, dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Sponsor sono Banca Agricola Popolare di Sicilia, Ceramiche Esagono, Digifon laboratorio dell’udito, Cosmaful, Agorà tessuti per l’arredamento. La mostra sarà visitabile da martedì a domenica, dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Info sul sito web www.fondazioneteatrogaribaldi.com.

21 novembre 2024

ufficio stampa

Carmelo Saccone per MediaLive

Angelo Ruta’s fairytale-like, dreamlike, and captivating universe will enchant the spaces of the former Convent of Carmine in Modica with his works from Saturday, November 23, until Sunday, January 26, 2025. The exhibition by the celebrated Modican illustrator, entitled “Segni quotidiano” (Daily Signs), is organized by the Fondazione Teatro Garibaldi di Modica in collaboration with the daily newspaper La Sicilia, “Domenico Sanfilippo Editore” – DSE Pubblicità, art direction, and organizational coordination by After Studio. It represents an emotional journey into the imaginative world of the artist, whose works regularly grace the pages of “la Lettura,” the cultural supplement of the Corriere della Sera. “Segni quotidiano” is a refined and multifaceted exhibition, bringing together over one hundred illustrations created by Ruta over the past twenty years and published in newspapers, books, and online platforms. The works, organized by themes such as peace and war, women’s voices, time, nature, the psyche, and books, will lead the visitor into a fairytale and surreal universe, where graphic design and color merge in a visual narrative charged with emotion, moving between suggestions and dreams, and navigating the contradictions of everyday life. Ruta’s style becomes words, and in her lightheartedness, she is understood by both adults and children. Alongside the editorial illustrations, visitors will be able to admire a rich graphic section featuring copperplate engravings, silkscreen prints, and posters. Making the experience even more engaging are scenographic and video applications, allowing the public to immerse themselves in the worlds imagined by the artist.

“Angelo Ruta uses fairytale images,” comment Foundation President Maria Monisteri and the superintendent and exhibition creator Tonino Cannata, “to describe contemporary society in a simple and understandable language that engages adults, adolescents, and children alike, with a grace not devoid of subtle irony. The lines that define the colors transport us to an enchanted and surreal world, charged with emotional participation and pleasure, entrusted to the intelligence, thought, and complex experiences of each of us.”

“The Modica artist addresses a variety of themes,” adds Paolo Nifosì, art historian and one of the curators of the exhibition catalog, “which reflect the variety of events in the world, the complexity of investigating thought and the life that that thought determines. And his images of thoughts and reflections become unique stories.”

Born in Ragusa in 1967 and trained at the Brera Academy of Fine Arts in Milan, Angelo Ruta is a multifaceted artist whose work spans editorial illustration, design, theater, and film. He collaborates with numerous Italian and international publishers of children’s books. In addition to books, he has applied illustration to communications, advertising, and home furnishings. He has created theatrical productions and films. The exhibition “Segni quotidiano” is organized in collaboration with Lo Magno Arte contemporanea, Galleria Susanna Occhipinti, and Amenta Incisioni. Catalog texts by Paolo Nifosì, Pierenrico Ratto, Walter Fochesato, Patrizia Zerbi, and Giancarlo Sammito. Exhibition design by Sergio Iacono, graphic design by Marco Lentini. With the patronage and support of the Region of Sicily, the Municipality of Modica, the Sicilian Regional Assembly, and the Free Municipal Consortium of Ragusa. Sponsors are Banca Agricola Popolare di Sicilia, Ceramiche Esagono, Digifon hearing laboratory, Cosmaful, and Agorà furnishing fabrics. The exhibition will be open Tuesday through Sunday, from 4:00 PM to 8:00 PM. Information is available on the website www.fondazioneteatrogaribaldi.com.

November 21, 2024

Press Office

Carmelo Saccone for MediaLive

Metaverso, 2024, acquerello e matite su carta, cm 18 x 30
Rosaspina, 2010, acquerello e matite su sindone di carta, cm 112 x 68
Cervello Staccato
2024, acquerello e matite su carta cm 38.8 x 23
Il volo delle libertà
2023, acquerello e matite su carta, cm 29.7 x 17