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Rossana Taormina | Ora sia il tuo passo

Rossana Taormina Ora sia il tuo passo

curated by Domenico de Chirico

 

 

Bassi Beneventano, Palazzo Beneventano SCICLI

Tuesday – Saturday 10am-1pm / 5-9pm

Church-Museum of Santa Teresa d’Avila SCICLI

Everyday 10am – 7pm

28/06/2025 – 16/08/2025

 

thanks to: Comune di Scicli
and

Ora sia il tuo passo
più cauto: a un tiro di sasso
di qui si prepara
una più rara scena.
La porta corrosa d’un tempietto
è rinchiusa per sempre.
Una grande luce è diffusa
sull’erbosa soglia.
E qui dove peste umane
non suoneranno, o fittizia doglia,
vigila steso al suolo un magro cane.
Mai più si muoverà
in quest’ora che s’indovina afosa.
Sopra il tetto s’affaccia
una nuvola grandiosa.

Ora sia il tuo passo di Eugenio Montale, poesia tratta dalla raccolta Ossi di seppia (1925).

Now Let Your Step Be More Cautious
Now let your step be more cautious:
a stone’s throw from here
a rarer scene is being prepared.
The corroded door of a small temple
is forever closed.
A great light spreads across the grassy threshold.
And here, where no human plague
or feigned sorrow shall ever sound,
a lean dog lies watchful on the ground.
He will never move again
in this hour guessed as sultry.
Above the roof looms a magnificent cloud.

 

Now Let Your Step Be by Eugenio Montale, poem taken from the collection Ossi di seppia (Cuttlefish Bones), 1925.

Nata a Partanna, nel cuore della siciliana Valle del Belìce, segnata dal sisma del 1968, Rossana Taormina sviluppa una sensibilità profonda verso l’eredità della memoria, il paesaggio — con la sua morfologia — e la loro incessante metamorfosi. La sua pratica artistica si configura come un esercizio silenzioso di ascolto e sedimentazione: un tentativo di preservare, per poi solennizzare, ciò che per sua natura tende a svanire.

La mostra personale Ora sia il tuo passo, curata da Domenico de Chirico, prende forma sia negli spazi di Lo Magno artecontemporanea a Scicli, sia nella chiesa settecentesca di Santa Teresa d’Avila — tra le più suggestive della città — costruendo un itinerario insieme immaginifico e concettuale, che ruota euritmicamente attorno a un tema evocativo e stratificato: l’eco. Un’eco da intendersi non solo come fenomeno acustico, ma come metafora dell’assenza, della riflessione, del ritorno e di un’identità che si frantuma e si ricompone ininterrottamente attraverso i segni del tempo.
Nella trama obliqua e ricca di rimandi che caratterizza la ricerca di Rossana Taormina —e che riaffiora anche in questa circostanza — si avverte un profondo dialogo con la poetica di Eugenio Montale, in particolare con la suggestiva immagine degli “ossi di seppia”: materia opaca, ambigua, ma intrisa di memoria, capace di custodire ciò che sfugge alla luce diretta.
Il verso “ora sia il tuo passo”, tratto dallo stesso Montale e che dà il titolo alla mostra, si fa invito a un cammino percettivo e consapevole, dove spazio e tempo non si misurano nell’immediatezza della presenza, ma in ciò che resiste, che permane — un’eco viva che ci interpella e ci guida nell’attraversamento dell’abissale mistero, senza timore.
Pertanto, tutte le opere in mostra si configurano come forme di memoria sedimentata: strutture visive in cui l’essenziale non si manifesta mai in superficie, ma si lascia intuire in profondità, tra ombre e affioramenti.

Come la “seppia” montaliana, anche la loro materia è spessa, stratificata, refrattaria alla chiarezza — e proprio per questo fertile di rivelazioni. Nulla è mai pienamente detto: tutto emerge per allusione, per lente efflorescenze, per echi. In questo spazio suggestivo, fortemente poetico e visivo, la memoria non è un archivio chiuso, ma un organismo vivo, che continua ineluttabilmente a risuonare.
Nella sede della galleria di Scicli, a Palazzo Beneventano — capolavoro artistico e patrimonio dell’umanità UNESCO, dove il barocco siciliano trova una delle sue massime espressioni e che ospita anche la stamperia d’arte Amenta — il paesaggio si manifesta imponendosi come struttura simbolica e sensibile. Non è semplice sfondo, ma spazio identitario, superficie di contatto tra percezione esterna e interiorità. Nello specifico, le opere Paesaggio (2023) e Paesaggio (2025) interrogano la relazione tra soggetto e ambiente: il primo è paesaggio-sguardo, il secondo paesaggio-limite, soglia tra il tangibile e l’immaginato.

Born in Partanna, in the heart of Sicily’s Belìce Valley, a region historically scarred by the 1968 earthquake, Rossana Taormina has developed a profound sensitivity to the legacy of memory, to the landscape and its morphology, and to their ceaseless transformation. Her artistic practice takes shape as a silent exercise in listening and sedimentation: an attempt to preserve, and ultimately solemnize, that which by nature tends to vanish.

The solo exhibition Ora sia il tuo passo, curated by Domenico de Chirico, unfolds both within the spaces of Lo Magno artecontemporanea in Scicli and in the eighteenth-century Church of Santa Teresa d’Avila, one of the most evocative sites in the city. Together, these locations delineate an itinerary that is both imaginative and conceptual, rotating with rhythmic precision around a multilayered and evocative theme: the echo. An echo not only as an acoustic phenomenon, but as a metaphor for absence, reflection, return, and an identity that continually fractures and recomposes itself through the traces of time.

In the oblique texture of references that characterizes Rossana Taormina’s artistic research, and which resurfaces in this exhibition, one perceives a deep dialogue with the poetics of Eugenio Montale, particularly with the suggestive image of the “Ossi di seppia”: an opaque, ambiguous matter imbued with memory, capable of preserving that which escapes the direct light.
The verse “ora sia il tuo passo”, taken from Montale and lending its title to the exhibition, becomes an invitation to a perceptual and mindful journey, where space and time are not measured by the immediacy of presence, but by that which endures, which remains, a living echo that interrogates and guides us through the abyssal mystery, without fear. Accordingly, all the works on display function as forms of sedimented memory: visual structures in which the essential never manifests on the surface, but instead must be intuited in depth, among shadows and emergences.

Like Montale’s “cuttlefish bone”, their material is thick, stratified, and resistant to clarity, and it is precisely this resistance that renders it fertile with revelation. Nothing is ever fully declared: everything emerges through allusion, through slow efflorescences, through echoes. In this highly poetic and evocative space, memory is not a sealed archive but a living organism, one that continues to resonate inevitably.
In the gallery’s venue at Palazzo Beneventano in Scicli, a UNESCO World Heritage Site and a masterpiece of Sicilian Baroque, which also hosts the Amenta art print studio, the landscape asserts itself as a symbolic and sensitive structure. It is not merely a backdrop, but an identity-bearing space, a surface of contact between external perception and interiority. Specifically, the works Paesaggio (2023) and Paesaggio (2025) interrogate the relationship between subject and environment: the former is landscape as gaze, the latter landscape-as-threshold, a liminal space between the tangible and the imagined.

In Seed (2024) il seme diviene emblema di una vitalità latente, che si radica nello spazio vissuto — inteso nella sua accezione bergsoniana — e si oppone alla tradizionale concezione dello spazio come entità statica e misurabile.

Grigio (2025) esplora la tensione tra fragilità e resistenza del paesaggio, che si fissa nella memoria come forma d’illusione.

Le due opere omonime Landscape Notes (2025) si fanno invece esercizio di attenzione: appunti visivi e tattili su una realtà in continuo mutamento, colta nel suo perpetuo frammentarsi e ricomporsi.

Con il dittico Shape of the Days (2025), Taormina dà forma al tempo quotidiano, modellandolo come materia plastica: anche quando i giorni si esauriscono, lasciano un’impronta discreta ma imperitura.

In Summertime (2023) e Soffio (2023 e 2025), il tempo scivola leggero, ma lascia traccia, imprimendo segni sottili e acuti: si insinua nelle pieghe degli affetti e delle immagini ad essi correlate.

In Seed (2024), the seed becomes the emblem of latent vitality, rooted in lived space — understood in its Bergsonian sense — in opposition to the traditional notion of space as static and measurable.

Grigio (2025) explores the tension between fragility and resistance of the landscape, which crystallizes in memory as a form of illusion.

The two works entitled Landscape Notes (2025) serve as exercises in attentiveness: visual and tactile annotations on a reality in perpetual flux, captured in its ongoing fragmentation and recomposition.

With the diptych Shape of the Days (2025), Taormina gives form to quotidian time, shaping it as if it were plastic matter: even when days come to an end, they leave behind a discreet yet indelible imprint.

In Summertime (2023) and Soffio (2023 and 2025), time glides lightly, yet leaves a trace, imprinting subtle and sharp signs: it insinuates itself into the folds of affections and the images linked to them.

Le opere Velluto #1 e Velluto #2 (2021) sono meditazioni visive su luce, cielo e natura, tradotte in stati d’animo e atmosfere sospese.

In Landscape (2024) riaffiora una montagna della memoria, archetipo personale che l’artista elegge solennemente a simbolo identitario e totemico.

Con Beat #1, Beat #2 e Beat #3, Taormina dà origine a una nuova direzione di ricerca: su vecchi rotoli per pianoforte automatico, il suono diventa forma grafica, segno visivo di una melodia che continua a vibrare oltre il tempo — come un’eco che non ha bisogno di voce per esistere, e per farsi sentire.

In Per tutto il mondo non siamo stati e Sun is Leaf (2025), l’immagine si fa enigma, frammento poetico, metafora del nostro transito. La realtà appare come un percorso irregolare, costellato di segni che, pur dissonanti, compongono un ordine segreto ancora tutto da decifrare.

Chiude il percorso espositivo Lessico del cucire (2018), in cui un oggetto domestico — nello specifico, un canovaccio appartenuto a un familiare — si trasforma in racconto visivo della vita quotidiana, delle sue usure, dei suoi legami. Un piccolo frammento di mondo che, attraverso la cucitura, ricompone ciò che il tempo ha diviso o addirittura lacerato.

The works Velluto #1 and Velluto #2 (2021) are visual meditations on light, sky, and nature, translated into moods and suspended atmospheres.

In Landscape (2024), a mountain of memory re-emerges — a personal archetype solemnly elected by the artist as an identity-bearing and totemic symbol.

With Beat #1, Beat #2, and Beat #3, Taormina inaugurates a new line of research: on old piano rolls for player pianos, sound becomes graphic form, a visual sign of a melody that continues to resonate beyond time — like an echo that needs no voice to exist and be heard.

In Per tutto il mondo non siamo stati and Sun is Leaf (2025), the image becomes enigma, poetic fragment, metaphor of our passage. Reality appears as an irregular path, strewn with signs that, though dissonant, compose a secret order still to be deciphered.

The exhibition concludes with Lessico del cucire (2018), in which a domestic object — specifically, a dishcloth once belonging to a relative — is transformed into a visual narrative of daily life, of its wear, of its ties. A small fragment of the world that, through the act of sewing, reassembles what time has divided or even torn apart.

D’altra parte, la chiesa museo di Santa Teresa d’Avila accoglie l’installazione luminosa Encantadora, concepita su invito del Teatro di Noto per celebrare la figura di Tina Di Lorenzo. Nel ricostruire la storia dell’attrice teatrale, nota per la sua composta femminilità, Taormina si sofferma sull’aura quasi mitica che la avvolgeva: encantadora, così la chiamavano in America Latina, incantatrice tanto per la voce quanto per la presenza scenica. Per di più, il bianco, leitmotiv di molte tappe della sua esistenza — incluso il letto di morte, da lei voluto circondato da fiori candidi — diventa per l’artista il colore dell’atemporalità, della sospensione, della luce che illumina tutto ciò che ormai si è compiuto, al di là del bene e del male.

Tuttavia, pur ispirata a Tina Di Lorenzo, Encantadora si emancipa dalla narrazione biografica per proporsi come riflessione sull’arte stessa: forza che trattiene, rievoca, riattiva. Suono e luce, eco e candore: attraverso questi elementi, scanditi da un ritmo intermittente e declinati tramite l’alfabeto latino, l’opera interroga il potere dell’arte di trasmettere ciò che ancora parla a noi. Qui, ogni grande immagine è intenzionalmente una folgorazione dell’essere.

Alla luce di tutto ciò, risuona con forza quanto ci ricorda il filosofo della scienza e della poesia francese Gaston Bachelard nel suo saggio La poetica della rêverie, e cioè che «l’immagine poetica può essere intesa come una testimonianza del processo di scoperta da parte dell’animo del proprio mondo: il mondo in cui vorrebbe vivere, il mondo in cui è degno di vivere». Encantadora è proprio questo: un bagliore, una rivelazione illuminante, al tempo stesso fugace, potente e carica di significato.

Ora sia il tuo passo è dunque un invito a procedere con lentezza, a lasciarsi attraversare dai segni, dai suoni, dalle ombre che abitano tanto il paesaggio interiore quanto l’ansimante respiro del mondo. Ed è così che le opere di Rossana Taormina si offrono come dispositivi di risonanza: non raccontano, ma risuonano.
Del resto, come scrive Italo Calvino nelle Lezioni americane: «la leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». Ed è forse proprio in questa leggerezza — che è profondità trasfigurata — che si compie il passo della sua arte: lento, necessario, irripetibile. Un passo che non solo avanza, ma ritorna, si ripete, si approfondisce. Un’eco che ci precede, ci plasma, e ci sospinge sempre più in profondità.

The Church-Museum of Santa Teresa d’Avila houses the luminous installation Encantadora, conceived at the invitation of the Teatro di Noto to honor the figure of Tina Di Lorenzo. In reconstructing the story of the actress — known for her composed femininity — Taormina lingers on the almost mythical aura that enveloped her: encantadora, as she was called in Latin America, an enchantress by voice and presence alike. Moreover, white — a recurring theme throughout her life, including the deathbed surrounded by white flowers — becomes for the artist the color of timelessness, of suspension, of the light that illuminates what has been completed, beyond good and evil.

Although inspired by Tina Di Lorenzo, Encantadora transcends biographical narrative to propose a reflection on art itself: a force that retains, evokes, and reactivates. Sound and light, echo and whiteness: through these elements, articulated by an intermittent rhythm and rendered in Latin script, the work interrogates art’s capacity to transmit what still speaks to us. Here, every grand image is intentionally a lightning flash of being.

In this light, the words of the French philosopher of science and poetry Gaston Bachelard in The Poetics of Reverie resonate powerfully: “the poetic image can be seen as a testimony of the soul’s discovery of its own world: the world it wishes to inhabit, the world it deserves to inhabit.” Encantadora is precisely this: a gleam, an illuminating revelation that is at once fleeting, potent, and saturated with meaning.

Ora sia il tuo passo is thus an invitation to move slowly, to allow oneself to be permeated by the signs, the sounds, the shadows that dwell in both the inner landscape and the panting breath of the world. In this way, Rossana Taormina’s works present themselves as resonance devices: they do not narrate, but resonate.
As Italo Calvino reminds us in his Six Memos for the Next Millennium: “lightness is not superficiality, but a gliding over things from above, not having weights on the heart. “And it is perhaps in this very lightness — which is a transfigured depth — that her art finds its true step: slow, necessary, unrepeatable. A step that not only advances, but returns, repeats, deepens. An echo that precedes us, shapes us, and urges us ever deeper.

Angelo Ruta | Segni Quotidiani

Angelo Ruta | Segni quotidiani

23 novembre 2024 – 04 maggio 2025

Fondazione Teatro Garibaldi Modica-Ex Convento del Carmine, Modica (RG).

 

a cura di Tonino Cannata e Paolo Nifosì

 

Progetto After Studio

 

in collaborazione con Lo Magno artecontemporanea, Stamperia Amenta, Galleria Susanna Occhipinti

È un universo fiabesco, onirico e carico di fascino quello di Angelo Ruta, che con le sue opere incanterà da sabato 23 novembre fino a domenica 26 gennaio 2025 gli spazi dell’ex Convento del Carmine di Modica. La mostra del celebre illustratore modicano, intitolata “Segni quotidiani” e organizzata dalla Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, in collaborazione con il quotidiano La Sicilia, “Domenico Sanfilippo Editore” – DSE Pubblicità, art direction e coordinamento organizzativo di After Studio, rappresenta un viaggio emozionale nel mondo immaginifico dell’artista, le cui opere popolano regolarmente le pagine de “la Lettura”, supplemento culturale del “Corriere della Sera”. “Segni quotidiani” è un’esposizione raffinata e poliedrica, che raccoglie oltre cento illustrazioni realizzate da Ruta negli ultimi vent’anni e pubblicate su giornali, libri e piattaforme web. Le opere, suddivise per temi, come pace e guerra, voci di donna, tempo, natura, psiche e libri, condurranno il visitatore in un universo fiabesco e surreale, dove il segno grafico e il colore si fondono in un racconto visivo carico di partecipazione emotiva, che si muove tra suggestioni e sogni, e attraversa le contraddizioni della quotidianità. Il segno di Ruta si fa parola, e nel suo sentire, con leggerezza, viene compreso da grandi e piccoli. Accanto alle illustrazioni editoriali, sarà possibile ammirare una ricca sezione grafica con calcografie, serigrafie e manifesti realizzati. A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza, anche applicazioni scenografiche e video, che consentiranno al pubblico di immergersi nei mondi immaginati dall’artista.

“Angelo Ruta racconta, tramite immagini da fiaba – commentano il presidente della Fondazione Maria Monisteri e il sovrintendente, nonché ideatore della mostra, Tonino Cannata –  la società contemporanea con un linguaggio semplice e comprensibile, che coinvolge sia gli adulti che gli adolescenti e i bambini, con una grazia non priva di sottile ironia. Il segno che circoscrive i colori ci porta in un mondo incantato e surreale, carico di partecipazione emotiva e di piacere affidati all’intelligenza, al pensiero, al complesso vissuto di ciascuno di noi”.

“L’artista modicano affronta una varietà di temi – aggiunge Paolo Nifosì, storico dell’arte e tra i curatori del catalogo della mostra – che sono specchio della varietà degli accadimenti nel mondo, della complessità tra indagine sul pensiero e sulla vita che quel pensiero determina. E le sue immagini di pensieri e di riflessioni diventano racconti unici”.

Nato a Ragusa nel 1967 e formatosi a Milano presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Angelo Ruta è un artista poliedrico che spazia dall’illustrazione editoriale al design, fino al teatro e al cinema. Collabora con numerosi editori italiani e stranieri di libri per ragazzi. Oltre ai libri, ha applicato l’illustrazione alla comunicazione, alla pubblicità e agli oggetti d’arredo. Ha realizzato spettacoli teatrali e film. La mostra “Segni quotidiani” è realizzata in collaborazione con Lo Magno Arte contemporanea, Galleria Susanna Occhipinti, Amenta incisioni. Testi del catalogo a cura di Paolo Nifosì, Pierenrico Ratto,Walter Fochesato, Patrizia Zerbi, Giancarlo Sammito. Progetto espositivo Sergio Iacono, progetto grafico Marco Lentini. Con il patrocinio e il sostegno della Regione Sicilia, del Comune di Modica, dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Sponsor sono Banca Agricola Popolare di Sicilia, Ceramiche Esagono, Digifon laboratorio dell’udito, Cosmaful, Agorà tessuti per l’arredamento. La mostra sarà visitabile da martedì a domenica, dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Info sul sito web www.fondazioneteatrogaribaldi.com.

21 novembre 2024

ufficio stampa

Carmelo Saccone per MediaLive

Angelo Ruta’s fairytale-like, dreamlike, and captivating universe will enchant the spaces of the former Convent of Carmine in Modica with his works from Saturday, November 23, until Sunday, January 26, 2025. The exhibition by the celebrated Modican illustrator, entitled “Segni quotidiano” (Daily Signs), is organized by the Fondazione Teatro Garibaldi di Modica in collaboration with the daily newspaper La Sicilia, “Domenico Sanfilippo Editore” – DSE Pubblicità, art direction, and organizational coordination by After Studio. It represents an emotional journey into the imaginative world of the artist, whose works regularly grace the pages of “la Lettura,” the cultural supplement of the Corriere della Sera. “Segni quotidiano” is a refined and multifaceted exhibition, bringing together over one hundred illustrations created by Ruta over the past twenty years and published in newspapers, books, and online platforms. The works, organized by themes such as peace and war, women’s voices, time, nature, the psyche, and books, will lead the visitor into a fairytale and surreal universe, where graphic design and color merge in a visual narrative charged with emotion, moving between suggestions and dreams, and navigating the contradictions of everyday life. Ruta’s style becomes words, and in her lightheartedness, she is understood by both adults and children. Alongside the editorial illustrations, visitors will be able to admire a rich graphic section featuring copperplate engravings, silkscreen prints, and posters. Making the experience even more engaging are scenographic and video applications, allowing the public to immerse themselves in the worlds imagined by the artist.

“Angelo Ruta uses fairytale images,” comment Foundation President Maria Monisteri and the superintendent and exhibition creator Tonino Cannata, “to describe contemporary society in a simple and understandable language that engages adults, adolescents, and children alike, with a grace not devoid of subtle irony. The lines that define the colors transport us to an enchanted and surreal world, charged with emotional participation and pleasure, entrusted to the intelligence, thought, and complex experiences of each of us.”

“The Modica artist addresses a variety of themes,” adds Paolo Nifosì, art historian and one of the curators of the exhibition catalog, “which reflect the variety of events in the world, the complexity of investigating thought and the life that that thought determines. And his images of thoughts and reflections become unique stories.”

Born in Ragusa in 1967 and trained at the Brera Academy of Fine Arts in Milan, Angelo Ruta is a multifaceted artist whose work spans editorial illustration, design, theater, and film. He collaborates with numerous Italian and international publishers of children’s books. In addition to books, he has applied illustration to communications, advertising, and home furnishings. He has created theatrical productions and films. The exhibition “Segni quotidiano” is organized in collaboration with Lo Magno Arte contemporanea, Galleria Susanna Occhipinti, and Amenta Incisioni. Catalog texts by Paolo Nifosì, Pierenrico Ratto, Walter Fochesato, Patrizia Zerbi, and Giancarlo Sammito. Exhibition design by Sergio Iacono, graphic design by Marco Lentini. With the patronage and support of the Region of Sicily, the Municipality of Modica, the Sicilian Regional Assembly, and the Free Municipal Consortium of Ragusa. Sponsors are Banca Agricola Popolare di Sicilia, Ceramiche Esagono, Digifon hearing laboratory, Cosmaful, and Agorà furnishing fabrics. The exhibition will be open Tuesday through Sunday, from 4:00 PM to 8:00 PM. Information is available on the website www.fondazioneteatrogaribaldi.com.

November 21, 2024

Press Office

Carmelo Saccone for MediaLive

Metaverso, 2024, acquerello e matite su carta, cm 18 x 30
Rosaspina, 2010, acquerello e matite su sindone di carta, cm 112 x 68
Cervello Staccato
2024, acquerello e matite su carta cm 38.8 x 23
Il volo delle libertà
2023, acquerello e matite su carta, cm 29.7 x 17

ORA SIA IL TUO PASSO | Rossana Taormina

A Scicli dal 28 giugno Rossana Taormina attraversa la poetica di Montale raccontando la metafora dell’eco come assenza, ritorno, riflessione.

Ora sia il tuo passo, la mostra personale di Rossana Taormina a cura di Domenico de Chirico, dal 28 giugno al 16 agosto. Due le sedi espositive a Scicli: Lo Magno artecontemporanea a Palazzo Beneventano e la Chiesa di Santa Teresa d’Avila.

 

SCICLI (Rg), 18 giugno 2025 Ora sia il tuo passo, titolo tratto dai versi di Eugenio Montale nella celebre raccolta Ossi di seppia, e, nel centenario della sua pubblicazione (1925), invita alla riflessione lenta, lasciandosi attraversare dai segni e dai suoni che abitano sia il paesaggio interiore che il mondo esterno: un’eco che risuona e che percepiamo nelle opere dell’artista.

L’introduzione alla mostra, in presenza del curatore, l’artista e il gallerista, si terrà alle ore 16.30 di sabato 28 giugno presso la chiesa settecentesca di Santa Teresa d’Avila, dove l’installazione luminosa Encantadora (già omaggio dell’artista – su invito del Teatro di Noto – alla celebre attrice di prosa Tina Di Lorenzo, all’epoca acclamata con l’appellativo di Encantadora) si fa espressione di come l’arte, tra bagliori e rivelazioni, riesca a custodire e riattivare archetipi universali per restituirli con i tratti e le inquietudini del momento storico in cui essa prende forma.

L’inaugurazione negli spazi di Lo Magno artecontemporanea a Bassi Beneventano, a piano terra dell’omonimo edificio patrimonio Unesco, si terrà alle 18.30 dello stesso giorno.

La mostra, a cura di Domenico de Chirico, è composta da circa venti opere di Rossana Taormina, artista nata nella Valle del Belìce, la cui ricerca è stata sollecitata sin da subito dallo spaesamento generato dalla ricostruzione urbana post-terremoto del 1968.

Per questa sua esperienza – spiega il curatore, de Chirico – Rossana Taormina sviluppa una sensibilità profonda verso l’eredità della memoria, il paesaggio — con la sua morfologia — e la loro incessante metamorfosi. La sua pratica artistica si configura come un esercizio silenzioso di ascolto e sedimentazione: un tentativo di preservare, per poi solennizzare, ciò che per sua natura tende a svanire costruendo un itinerario insieme immaginifico e concettuale, che ruota euritmicamente attorno a un tema evocativo e stratificato: l’eco. Un’eco da intendersi non solo come fenomeno acustico, ma come metafora dell’assenza, della riflessione, del ritorno e di un’identità che si frantuma e si ricompone ininterrottamente attraverso i segni del tempo”.

La mostra, è organizzata da Lo Magno artecontemporanea, diretta da Giuseppe Lo Magno, con il patrocinio del Comune di Scicli, ed è visitabile, ad ingresso gratuito, secondo il seguente calendario: a Palazzo Beneventano dal martedì al sabato, ore 10-13 e 17-21; nella Chiesa di Santa Teresa visite tutti i giorni dalle 10 alle 19 grazie alla collaborazione della cooperativa Agire di Scicli, che gestisce diversi siti monumentali per conto del Comune. Sponsor del progetto Antica Dolceria Bonajuto di Modica e Ghibli solutions di Ragusa.

Si ringraziano il Sindaco Mario Marino e l’Assessore alla cultura Giuseppe Mariotta.

 

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

Vive e lavora a Palermo.

Nata in un piccolo paese della Valle del Belìce, pochi anni dopo il sisma del 1968, cresce in un contesto caratterizzato da una costante trasformazione urbana, divenendo testimone di profondi mutamenti del paesaggio.

Rossana Taormina partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero, oltre che a prestigiose fiere d’arte internazionali.

Nel 2023 è tra gli artisti invitati alla IV edizione del Gibellina Photoroad – Open Air &Site-Specific Festival.Nel 2025 presenta la mostra personale Il posto più bello del mondo, curata da Enzo Fiammetta presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina (TP), frutto di una residenza artistica.

Nello stesso anno partecipa con Lo Magno artecontemporanea alla 12ª edizione di Investec Cape Town Art Fair a Città del Capo, Sudafrica. A marzo espone inoltre, sempre con Lo Magno artecontemporanea, a MIA Photo Fair con la personale Fragments.

Attualmente è presente nella mostra Pinakothek’a presso la Fondazione Sant’Elia a Palermo e al Museo Belìce/EpiCentro della Memoria Viva di Gibellina con un’installazione site specific.

Tamara Marino & Simon Troger

Tamara Marino, originaria di Ragusa, e Simon Troger, nato a Schlanders (BZ), costituiscono un sodalizio artistico che esplora le intersezioni tra materia, concetto e contesto. Entrambi operano tra Vittoria (RG) e altre località internazionali, sviluppando un linguaggio che coniuga sperimentazione tecnica e riflessione critica sulla contemporaneità.

La formazione di Tamara Marino si radica nella Scultura, conseguita presso le Accademie di Belle Arti di Catania e Carrara, sotto la guida di maestri quali Martina Corgnati, Aron Demetz e Gianni Dessì. La sua ricerca si è ulteriormente ampliata attraverso esperienze presso la Royal Academy of Art dell’Aia e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, con un approccio che abbraccia tanto la dimensione artistica quanto quella pedagogica.

Simon Troger, maestro nella lavorazione del marmo e delle pietre dure, ha completato la sua formazione accademica in Conservazione e Restauro dei materiali lapidei e in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Il suo operato si distingue per l’attenzione ossessiva al dettaglio e per una poetica che indaga il rapporto dialettico tra utopia e distopia, uomo e ambiente, idea e materia.

Entrambi gli artisti hanno collaborato con istituzioni di rilievo, tra cui la Fondazione Fiumara d’Arte, diretta da Antonio Presti, per la realizzazione di opere monumentali nel contesto urbano di Catania. Hanno inoltre condiviso un progetto legato all’Università di Suzhou Art & Design Technology Institute, che ha contribuito a consolidare la loro proiezione internazionale.

Nel 2023, Marino e Troger hanno concepito e realizzato l’opera site-specific L’ingegnere di Babele per la Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso (RG), un intervento che ha sintetizzato la loro visione artistica in un dialogo simbolico con la tradizione e l’innovazione. Nello stesso anno, Tamara Marino ha ricoperto il ruolo di docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, mentre nel 2024 entrambi gli artisti hanno intrapreso una collaborazione con la Farm Cultural Park di Favara (AG), un centro nevralgico per l’arte contemporanea in Sicilia.

La loro pratica attuale si concentra sulla trasformazione di Villa Mangione, un antico palmento situato nel Sud-Est siciliano, in un avamposto culturale dedicato a residenze d’artista, performance sperimentali, proiezioni di cinema d’avanguardia e concerti di improvvisazione sonora. Questo progetto, ancora in divenire, si propone come un crocevia per la riflessione e la produzione artistica multidisciplinare, inscrivendosi in un panorama internazionale di ricerca e sperimentazione.

L’opera di Tamara Marino e Simon Troger si colloca dunque in un ambito di ricerca che combina un’attenzione raffinata per il dettaglio materiale con una visione critica e colta delle dinamiche culturali contemporanee, rendendoli protagonisti di un dialogo fecondo tra locale e globale, tradizione e avanguardia.

Tamara Marino, originally from Ragusa, and Simon Troger, born in Schlanders (BZ), form an artistic partnership that explores the intersections between matter, concept, and context. Both operate between Vittoria (RG) and other international locations, developing a language that blends technical experimentation with critical reflection on contemporary issues.

Tamara Marino’s education is rooted in Sculpture, which she studied at the Academies of Fine Arts in Catania and Carrara, under the guidance of masters such as Martina Corgnati, Aron Demetz, and Gianni Dessì. Her research has further expanded through experiences at the Royal Academy of Art in The Hague and the Academy of Fine Arts in Florence, adopting an approach that embraces both artistic and pedagogical dimensions.

Simon Troger, a master in marble and hard stone processing, completed his academic training in Conservation and Restoration of stone materials and Sculpture at the Academy of Fine Arts in Carrara. His work stands out for its obsessive attention to detail and for a poetic exploration of the dialectical relationship between utopia and dystopia, man and environment, idea and matter.

Both artists have collaborated with prominent institutions, including the Fiumara d’Arte Foundation, led by Antonio Presti, to create monumental works within the urban context of Catania. They also shared a project with the Suzhou Art & Design Technology Institute, which helped to solidify their international presence.

In 2023, Marino and Troger conceived and realized the site-specific work L’ingegnere di Babele for the Gesualdo Bufalino Foundation in Comiso (RG), an intervention that encapsulated their artistic vision in a symbolic dialogue with tradition and innovation. In the same year, Tamara Marino took on the role of Sculpture professor at the Academy of Fine Arts in Macerata, while in 2024, both artists began collaborating with the Farm Cultural Park in Favara (AG), a key center for contemporary art in Sicily.

Their current practice focuses on transforming Villa Mangione, an ancient wine press in Southeast Sicily, into a cultural outpost dedicated to artist residencies, experimental performances, avant-garde cinema screenings, and sound improvisation concerts. This ongoing project aims to serve as a crossroads for reflection and multidisciplinary artistic production, positioning itself within an international landscape of research and experimentation.

The work of Tamara Marino and Simon Troger thus lies within a research framework that combines a refined attention to material detail with a critical and cultured vision of contemporary cultural dynamics, making them key figures in a fruitful dialogue between the local and the global, tradition and avant-garde.

ROSSO

Rosso

Il video “Rosso” è un’opera carica di simbolismo e intensità visiva, che utilizza il colore rosso non solo come elemento estetico ma come linguaggio narrativo e concettuale. Al centro della scena, gambe femminili su fondo monocromo incarnano una femminilità sospesa tra attrazione e ambiguità, con un focus visivo sul pube, accentuato da tacchi a spillo e da un gesto performativo carico di violenza estetica: l’esplosione di scintille.
Questa epifania visiva richiama la tragedia della Triangle Waist Company del 1911, trasformando il ricordo storico in una riflessione sulla condizione femminile, tra passato e presente. Il corpo diventa luogo simbolico di conflitto e resistenza, rappresentando sia la violenza subita che la forza della resilienza.
“Rosso” è quindi un’opera che intreccia eros, dolore e memoria, proponendo un’estetica della resistenza femminile. Invita lo spettatore a un coinvolgimento attivo, oltre la superficie, per confrontarsi con la storia e con il ruolo dell’arte nella costruzione della memoria collettiva.

The video Rosso is a work rich in symbolism and visual intensity, using the color red not merely as an aesthetic element but as a narrative and conceptual language. At the center of the scene, female legs against a monochrome backdrop embody a femininity suspended between allure and ambiguity, with visual focus on the pubic area, emphasized by high heels and a performative gesture of striking aesthetic violence: a burst of sparks.
This visual epiphany recalls the 1911 Triangle Waist Company tragedy, transforming historical memory into a reflection on the condition of women, both past and present. The female body becomes a symbolic battleground—representing both endured violence and the power of resilience.
Rosso thus becomes a work that weaves together eros, pain, and memory, proposing an aesthetic of female resistance. It calls on the viewer to engage actively, to look beyond the surface, and to confront both history and the role of art in shaping collective memory.

Video performance
Duration: 2’34”
(Co-producer: Simon Troger)
Installation
Wood, fabric, sparkler sticks
26 x 21 x 4 cm
2023

FALLOUT

Fallout è un’installazione immersiva e multimediale che indaga il rapporto tra materia, tecnologia e crisi ecologica. Al centro dell’opera vi è una scultura generativa, modellata dalla proiezione video, che ribalta il tradizionale rapporto tra immagine e forma. In tre sequenze video, delle gazze ladre vengono lentamente ricoperte da terra bianca, simbolo di una sterilità funebre che cancella l’organico sotto l’apparenza della purezza.
L’opera si configura come un corpo stratificato, dove video, scultura, disegno e documentazione convivono in un sistema visivo e concettuale. Il bianco diventa segno di cancellazione, le gazze simboli di un’intelligenza naturale condannata all’oblio. L’intero dispositivo genera un funerale silenzioso della natura, evocando il tempo dell’Antropocene e l’estetica del disastro.
Un documentario introduttivo e materiali di processo ampliano la riflessione, offrendo allo spettatore coordinate critiche e narrative. Fallout non propone una narrazione lineare, ma un’esperienza percettiva e poetica che intreccia testimonianza e immaginazione, spingendo a una riflessione radicale su ecologia, memoria e responsabilità collettiva.

Fallout is an immersive, multimedia installation that explores the relationship between matter, technology, and ecological crisis. At the heart of the work is a generative sculptural form, shaped by video projection, which overturns the traditional hierarchy between image and form. In three video sequences, magpies are slowly covered by a layer of white earth – symbolizing a funereal sterility that erases organic life under the guise of purity.
The work unfolds as a layered body, where video, sculpture, drawing, and documentation coexist in a visual and conceptual system. White becomes a sign of erasure, and the magpies – symbols of natural intelligence and survival – embody a world condemned to oblivion. The installation stages a silent funeral for nature, invoking the era of the Anthropocene and an aesthetic of disaster.
An introductory documentary and process-based materials extend the scope of the work, offering viewers critical and narrative coordinates. Fallout does not follow a linear narrative, but instead generates a perceptual and poetic experience that merges testimony and imagination, prompting deep reflection on ecology, memory, and collective responsibility.

“Fallout” Documentary – 5’40” (audio in English, Italian subtitles)
Generative Projective Sculpture – environmental dimensions
Light Installation – red LED beam
Graphic Panels – drawings on drafting lm and cadastral maps
2024

EMEREC

Secondo Jean Cloutier, l’essenza dell’uomo completo risiede nella sua duplice natura di émetteur e récepteur, in cui egli si manifesta simultaneamente come emittente e ricevente. Tale simbiosi, essenziale alla pienezzacomunicativa, lo definisce nella sua totalità. Tuttavia, quale esito si profila quando l’uomo, pur essendo Emerec – teoricamente completo e paragonabile a quello dell’epoca della comunicazione interpersonale – persegue un miraggio fallace? Questo miraggio consiste nell’illusione di generare unflusso coerente di input e output, che però viene inevitabilmente frainteso, interpretato e decodificato attraverso codici soggettivi, distanti dalle intenzioni originarie. In questo contesto, l’apparente completezza dell’uomo Emerec si rivela fragile, poiché l’interazione tra emissione e ricezione, lunge
dal realizzare una sinergia armoniosa, si frammenta in un caleidoscopio di percezioni individuali.

According to Jean Cloutier, the essence of the complete human lies in their dual nature as émetteur and récepteur – as both transmitter and receiver -where the individual simultaneously embodies the roles of sender and recipient. This symbiosis, essential to the fullness
of communication, defines the human in their totality. However, what outcome emerges when the individual, though theoretically complete as Emerec – a being reminiscent of the era of interpersonal communication – pursues a deceptive mirage? This mirage consists of the illusion of producing a coherent flow of input and output, which is inevitably misunderstood, interpreted, and decoded through subjecti-
ve codes that deviate from the original intent. In this context, the apparent completeness of the Emerec figure is revealed as fragile. The
interaction between transmission and reception, far from achieving a harmonious synergy, fragments into a kaleidoscope of individual perceptions.

Site-Specific: Video Installation
(Co-producer: Simon Troger)
Monitor, glass, hammer, LED screen
1’48”
2023

Mia Photo Fair 2025

Fragments – Rossana Taormina

Opportunità di dialogo tra spazio, memoria e generazioni, le immagini fotografiche, nel tempo della postfotografia, si riconfigurano attraverso la contaminazione dei linguaggi: non sono più semplici “ritagli” di realtà, ma strutture complesse fatte di relazioni tra il visibile e l’invisibile. Fragments rappresenta questo processo universale di espansione e ridefinizione dell’immagine fotografica, intrecciandosi con la storia intima dell’artista. Un racconto che affonda le radici nella Valle del Belìce, segnata dalla devastazione del terremoto del 1968 e attraversata da un lungo processo di ricostruzione, fisica e identitaria.

In questo contesto, Taormina utilizza la fotografia trovata o recuperata come mezzo privilegiato per indagare le regole imposte dalla configurazione dello spazio e, al tempo stesso, per aprire nuove possibilità interpretative legate alle emozioni e alla complessità della percezione. Le sue opere – in costante dialogo tra installazioni e assemblage – danno vita a un tableaux che fonde esperienza visiva e memoria, attraversato da luoghi, tempi e circostanze che si richiamano e intrecciano, grazie a una raffinata perizia tecnica.

L’allestimento si articola in tre visioni principali che esplorano il rapporto tra spazio e memoria. La prima indaga il confine tra spazio naturale e antropico attraverso forme metalliche fluide che evocano transizioni e trasformazioni. La seconda intreccia frammenti architettonici e tracce di paesaggio, creando uno scenario di stratificazione visiva e simbolica. La terza introduce ago e filo, cucendo letteralmente le immagini allo spazio e alla memoria, conferendo loro un carattere intimo e tangibile.

Le opere di Fragments riflettono sulla capacità dell’immagine fotografica di attraversare tempo e spazio, espandendo il suo significato oltre la superficie visiva. La narrazione si sviluppa attraverso memoria e territorio, trasformando l’esperienza personale dell’artista in una dimensione universale.

Il progetto sottolinea la natura frammentaria della costruzione della memoria e dell’identità, sia personale che collettiva, nel momento in cui si confronta con le dinamiche e i fraintendimenti della comunità. In questo senso, l’artista invita a riflettere sulla fluidità dell’immagine rievocata e sulle implicazioni inevitabili che questo processo ha nella percezione di sé e del gruppo sociale di appartenenza. Una riflessione sulla memoria, individuale e collettiva, e sulla sua costante rielaborazione attraverso emozioni, stratificazioni culturali e giochi di potere. Perché, in fondo, un’immagine, pur tangibile, può sempre sfuggirci.

Fragments – Rossana Taormina

A space for dialogue between memory, space, and generations, photographic images, in the age of post-photography, are reshaped through the contamination of different languages. No longer mere “fragments” of reality, they become complex structures woven from the relationships between the visible and the invisible. Fragments embodies this universal process of expansion and redefinition of photographic imagery, intertwining with the artist’s personal history. A narrative deeply rooted in the Belìce Valley, scarred by the devastation of the 1968 earthquake and marked by a long process of physical and identity reconstruction.

Within this framework, Taormina employs found or recovered photography as a privileged means to investigate the rules imposed by spatial configuration while simultaneously opening new interpretative possibilities tied to emotions and the complexity of perception. Her works—constantly oscillating between installation and assemblage—create a tableaux where visual experience and memory merge, intersecting places, times, and circumstances that echo and intertwine, brought to life through her refined technical expertise.

The exhibition unfolds through three main visions exploring the relationship between space and memory. The first examines the boundary between natural and man-made space through fluid metallic forms that evoke transitions and transformations. The second weaves together architectural fragments and landscape traces, creating a scenario of visual and symbolic stratification. The third introduces needle and thread, literally stitching images into space and memory, giving them an intimate and tangible presence.

The works in Fragments serve as a reflection on the ability of photographic imagery to transcend time and space, expanding its meaning beyond the visual surface. The narrative unfolds through memory and territory, transforming the artist’s personal experience into a universal dimension.

The project highlights the fragmented nature of memory and identity construction, both personal and collective, as they intersect with the complexities and misunderstandings of community. In this sense, the artist invites us to reflect on the fluidity of the recalled image and the inevitable implications of this process in shaping self-perception and collective identity. A reflection on memory—both individual and collective—and its constant reconfiguration through emotions, cultural layering, and power dynamics. Because, ultimately, even the most tangible image can still elude us.

Rossana Taormina, Paesaggio

2023 acrilico su carta velina, acrylic on tissue paper, found photograph

31 x 45 cm irregolare

Rossana Taormina, Paesaggio

2023 acrilico su carta velina, acrylic on tissue paper, found photograph

20 x 39 cm irregolare

Rossana Taormina, IMPRINTING 2 – filare il vento

2023, vecchia foto stampata su tessuto microforato ripiegato e ricamato a mano

found photo printed on mesh banner fabric than folded and hand embroied

68 x 100 circa e 7 x 12cm (foto originale)

Rossana Taormina, Summertime

2022, ricamo a mano su vecchia foto, hand embroidery on found photo

cm 15,5 x 20

Rossana Taormina, Frame #6

2023, ricamo a mano applicato su foto recuperata, hand embroidery applied on found photo

x 13 x 1 cm (irregular)

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

Attualmente vive e lavora a Palermo.

Nata in un piccolo paese della Valle del Belìce, segnato dal terremoto del 1968, cresce in un contesto di continua ri-progettazione urbana, assistendo a profondi cambiamenti del paesaggio. Questa esperienza segna la sua sensibilità e identità, portandola a sviluppare un forte interesse per la memoria e per gli strumenti che ne garantiscono la continuità.

Diplomata in Belle Arti, dal 2011 si dedica esclusivamente alla ricerca artistica. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, oltre a importanti fiere d’arte, tra cui Roma Arte in Nuvola (2024), Arte Fiera Bologna (2021, 2022, 2023) e SWAB Barcelona Contemporary Art Fair (2019). Nel 2023 è tra gli artisti invitati alla IV edizione del Gibellina Photoroad – Open Air & Site-Specific Festival.

Nel 2025 presenta una mostra personale Il posto più bello del Mondo a cura di Enzo Fiammetta presso la Fondazione Orestiadi a Gibellina (TP) e partecipa nello stand Lo Magno artecontemporanea a Investec Cape Town Art Fair 12^edizione, Città del Capo, Sudafrica.

Attualmente, il suo lavoro è presente nella mostra Pinakothek’a, curata da S. Troisi e A. Pinto, presso la Fondazione Sant’Elia.

 

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EN

 

Rossana Taormina (Partanna, 1972) currently lives and works in Palermo.

Born in a small town in the Belìce Valley, deeply affected by the 1968 earthquake, she grew up in a landscape undergoing continuous urban redevelopment, witnessing radical transformations in her surroundings. This experience shaped her sensitivity and identity, leading her to develop a profound interest in memory and the tools that ensure its continuity.

After earning a degree in Fine Arts, she has dedicated herself exclusively to artistic research since 2011. Her work has been featured in numerous exhibitions in Italy and abroad, as well as in major art fairs, including Roma Arte in Nuvola (2024), Arte Fiera Bologna (2021, 2022, 2023), and SWAB Barcelona Contemporary Art Fair (2019). In 2023, she was among the invited artists at the IV edition of Gibellina Photoroad – Open Air & Site-Specific Festival.

In 2025 she presented a solo show Il posto più bello del Mondo curated by Enzo Fiammetta at Fondazione Orestiadi in Gibellina, Italy. Also she was among the artists represented by Lo Magno artecontemporanea at Investec Cape Town Art Fair 12th edition, Cape Town, South Africa

Currently, her work is part of the exhibition Pinakothek’a, curated by S. Troisi and A. Pinto, at Fondazione Sant’Elia.

Rossana Taormina, Summertime

2022, ricamo a mano su vecchia foto, hand embroidery on found photo

cm 15,5 x 20

Rossana Taormina, Frame #6

2023, ricamo a mano applicato su foto recuperata, hand embroidery applied on found photo

x 13 x 1 cm (irregular)

Rossana Taormina, Summertime

2022, ricamo a mano su vecchia foto, hand embroidery on found photo

cm 15,5 x 20

Rossana Taormina, Frame #6

2023, ricamo a mano applicato su foto recuperata, hand embroidery applied on found photo

x 13 x 1 cm (irregular)

Investec Cape Town Art Fair 2025

Investec Cape Town Art Fair 2025

12^ edizione

Cape Town International Convention Centre (CTICC)

21-23 febbraio 2025

Lo Magno artecontemporanea-Stand D3

Artists: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, William Marc Zanghi.

Le eccellenze siciliane protagoniste in Sudafrica: la galleria Lo Magno di Modica debutta in una prestigiosa fiera internazionale

Modica – Lo Magno artecontemporanea, rinomata galleria d’arte contemporanea con sede a Modica e Scicli, annuncia con entusiasmo la sua prima partecipazione a Investec Cape Town Art Fair, la più prestigiosa fiera d’arte del continente africano, che si terrà a Città del Capo, Sudafrica, dal 21 al 23 febbraio 2025. La fiera è organizzata da Fiera Milano Exhibitions Africa, parte del Gruppo Fiera Milano, leader mondiale nel settore fieristico. Grazie alla loro esperienza, ICTAF si è affermata come un evento imprescindibile per il mercato dell’arte globale. Con oltre 120 gallerie provenienti da tutto il mondo, tra le più importanti e influenti del panorama artistico internazionale, la manifestazione offre una vetrina d’eccezione per il dialogo tra culture e linguaggi creativi.

Fondata con l’obiettivo di promuovere artisti emergenti e affermati del panorama contemporaneo, la galleria Lo Magno ha costruito negli anni un’identità forte, con una programmazione di eventi attenta e una rete internazionale sempre più solida. L’invito a esporre alla 12^ edizione di ICTAF segna un importante traguardo, che per la prima volta porta la propria visione artistica oltre i confini europei per confrontarsi con il mercato africano, in forte crescita e ricco di fermento culturale.

Per questa occasione speciale, allo stand D3, Lo Magno presenterà una selezione di opere di Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina e William Marc Zanghi, mettendo in evidenza il legame tra la ricerca artistica contemporanea e le tematiche globali che attraversano le diverse culture. Puntando su un linguaggio visivo innovativo, le opere esposte mirano a creare connessioni tra la tradizione mediterranea e le dinamiche artistiche del continente africano.

Sicilian Excellence Takes Center Stage in South Africa: Lo Magno Gallery from Modica Debuts at a Prestigious International Art Fair

Modica – Lo Magno artecontemporanea, a renowned contemporary art gallery based in Modica and Scicli, is thrilled to announce its debut at Investec Cape Town Art Fair (ICTAF), the most prestigious art fair on the African continent. The event will take place in Cape Town, South Africa, from February 21 to 23, 2025. Organized by Fiera Milano Exhibitions Africa, part of the global exhibition leader Fiera Milano Group, ICTAF has established itself as a key event in the international art market. With over 120 leading galleries from around the world, the fair provides an exceptional platform for dialogue between cultures and creative languages.

Founded with the mission of promoting both emerging and established contemporary artists, Lo Magno Gallery has built a strong identity over the years, characterized by a carefully curated exhibition program and an increasingly solid international network. The invitation to exhibit at ICTAF’s 12th edition marks a significant milestone, as the gallery takes its artistic vision beyond Europe for the first time to engage with the rapidly growing and dynamic African art market.

For this special occasion, Lo Magno will present a curated selection of works by Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, and William Marc Zanghi, highlighting the connection between contemporary artistic research and global themes that transcend cultural boundaries. By embracing an innovative visual language, the selected works aim to foster connections between Mediterranean traditions and the evolving artistic landscape of Africa.

A rafforzare ulteriormente questa visione di internazionalizzazione delle eccellenze siciliane, la storica azienda modicana Bonajuto, simbolo della tradizione dolciaria locale, sarà sponsor di un evento esclusivo all’interno della fiera, dedicato alla diffusione del valore Sicilia raccontandolo in due delle sue forme più raffinate: quella culinaria e quella artistica.

Questa sinergia tra arte e alta gastronomia, tra Lo Magno e Bonajuto, vuole essere un segnale concreto dell’impegno nel portare nel mondo il meglio della cultura, della creatività e del saper fare siciliano, dimostrando come tradizione e innovazione possano dialogare su scala globale.

“Siamo entusiasti di partecipare a Investec Cape Town Art Fair 2025 e di avere l’opportunità di far conoscere il nostro lavoro a un nuovo pubblico internazionale. Il Sudafrica rappresenta un crocevia culturale affascinante, e crediamo che il dialogo tra le nostre proposte artistiche e il contesto locale possa generare riflessioni significative”, afferma Giuseppe Lo Magno.

Lo Magno, con il supporto di Bonajuto, sarà l’unica galleria a rappresentare la Sicilia in ICTAF, confermando il suo impegno nel portare avanti un dialogo interculturale e nell’esplorare nuove prospettive nel mercato globale dell’arte contemporanea, rafforzando al tempo stesso la visibilità delle eccellenze modicane e siciliane nel mondo.

Further strengthening this vision of internationalizing Sicilian excellence, the historic Modica-based confectionery brand Bonajuto, a symbol of local artisanal tradition, will sponsor an exclusive event within the fair. This initiative will showcase the essence of Sicily through two of its most refined expressions: culinary craftsmanship and artistic creativity.

This synergy between Lo Magno and Bonajuto, bridging art and haute cuisine, serves as a testament to their commitment to sharing Sicilian culture, creativity, and craftsmanship on a global scale—demonstrating how tradition and innovation can engage in a meaningful dialogue across borders.

“We are excited to participate in Investec Cape Town Art Fair 2025 and to have the opportunity to introduce our work to a new international audience. South Africa represents a fascinating cultural crossroads, and we believe that the dialogue between our artistic proposals and the local context can generate significant reflections,” says Giuseppe Lo Magno.

As the only Sicilian gallery participating in ICTAF, Lo Magno, with the support of Bonajuto, continues its mission of fostering intercultural exchange, exploring new opportunities in the global contemporary art market, and enhancing the international visibility of Modica’s and Sicily’s finest artistic and cultural contributions.

Investec Cape Town Art Fair 2025

Investec Cape Town Art Fair 2025
Cape Town International Convention Centre (CTICC)
21-23 febbraio 2025

Lo Magno artecontemporanea – Booth D3

Le eccellenze siciliane protagoniste in Sudafrica: la galleria Lo Magno di Modica debutta in una prestigiosa fiera internazionale

Modica – Lo Magno artecontemporanea, rinomata galleria d’arte contemporanea con sede a Modica e Scicli, annuncia con entusiasmo la sua prima partecipazione a Investec Cape Town Art Fair, la più prestigiosa fiera d’arte del continente africano, che si terrà a Città del Capo, Sudafrica, dal 21 al 23 febbraio 2025. La fiera è organizzata da Fiera Milano Exhibitions Africa, parte del Gruppo Fiera Milano, leader mondiale nel settore fieristico. Grazie alla loro esperienza, ICTAF si è affermata come un evento imprescindibile per il mercato dell’arte globale. Con oltre 120 gallerie provenienti da tutto il mondo, tra le più importanti e influenti del panorama artistico internazionale, la manifestazione offre una vetrina d’eccezione per il dialogo tra culture e linguaggi creativi.

Fondata con l’obiettivo di promuovere artisti emergenti e affermati del panorama contemporaneo, la galleria Lo Magno ha costruito negli anni un’identità forte, con una programmazione di eventi attenta e una rete internazionale sempre più solida. L’invito a esporre alla 12^ edizione di ICTAF segna un importante traguardo, che per la prima volta porta la propria visione artistica oltre i confini europei per confrontarsi con il mercato africano, in forte crescita e ricco di fermento culturale.

Per questa occasione speciale, Lo Magno presenterà una selezione di opere di Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina e William Marc Zanghi, mettendo in evidenza il legame tra la ricerca artistica contemporanea e le tematiche globali che attraversano le diverse culture. Puntando su un linguaggio visivo innovativo, le opere esposte mirano a creare connessioni tra la tradizione mediterranea e le dinamiche artistiche del continente africano.

A rafforzare ulteriormente questa visione di internazionalizzazione delle eccellenze siciliane, la storica azienda modicana Bonajuto, simbolo della tradizione dolciaria locale, sarà sponsor di un evento esclusivo all’interno della fiera, dedicato alla diffusione del valore Sicilia raccontandolo in due delle sue forme più raffinate: quella culinaria e quella aritstica.

Questa sinergia tra arte e alta gastronomia, tra Lo Magno e Bonajuto, vuole essere un segnale concreto dell’impegno nel portare nel mondo il meglio della cultura, della creatività e del saper fare siciliano, dimostrando come tradizione e innovazione possano dialogare su scala globale.

“Siamo entusiasti di partecipare a Investec Cape Town Art Fair 2025 e di avere l’opportunità di far conoscere il nostro lavoro a un nuovo pubblico internazionale. Il Sudafrica rappresenta un crocevia culturale affascinante, e crediamo che il dialogo tra le nostre proposte artistiche e il contesto locale possa generare riflessioni significative”, afferma Giuseppe Lo Magno.

Lo Magno, con il supporto di Bonajuto, sarà l’unica galleria a rappresentare la Sicilia in ICTAF, confermanodo il suo impegno nel portare avanti un dialogo interculturale e nell’esplorare nuove prospettive nel mercato globale dell’arte contemporanea, rafforzando al tempo stesso la visibilità delle eccellenze modicane e siciliane nel mondo.

Sicilian Excellence Takes Center Stage in South Africa: Lo Magno Gallery from Modica Debuts at a Prestigious International Art Fair

Modica – Lo Magno artecontemporanea, a renowned contemporary art gallery based in Modica and Scicli, is thrilled to announce its debut at Investec Cape Town Art Fair (ICTAF), the most prestigious art fair on the African continent. The event will take place in Cape Town, South Africa, from February 21 to 23, 2025. Organized by Fiera Milano Exhibitions Africa, part of the global exhibition leader Fiera Milano Group, ICTAF has established itself as a key event in the international art market. With over 120 leading galleries from around the world, the fair provides an exceptional platform for dialogue between cultures and creative languages.

Founded with the mission of promoting both emerging and established contemporary artists, Lo Magno Gallery has built a strong identity over the years, characterized by a carefully curated exhibition program and an increasingly solid international network. The invitation to exhibit at ICTAF’s 12th edition marks a significant milestone, as the gallery takes its artistic vision beyond Europe for the first time to engage with the rapidly growing and dynamic African art market.

For this special occasion, Lo Magno will present a curated selection of works by Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, and William Marc Zanghi, highlighting the connection between contemporary artistic research and global themes that transcend cultural boundaries. By embracing an innovative visual language, the selected works aim to foster connections between Mediterranean traditions and the evolving artistic landscape of Africa.

Further strengthening this vision of internationalizing Sicilian excellence, the historic Modica-based confectionery brand Bonajuto, a symbol of local artisanal tradition, will sponsor an exclusive event within the fair. This initiative will showcase the essence of Sicily through two of its most refined expressions: culinary craftsmanship and artistic creativity.

This synergy between Lo Magno and Bonajuto, bridging art and haute cuisine, serves as a testament to their commitment to sharing Sicilian culture, creativity, and craftsmanship on a global scale—demonstrating how tradition and innovation can engage in a meaningful dialogue across borders.

“We are excited to participate in Investec Cape Town Art Fair 2025 and to have the opportunity to introduce our work to a new international audience. South Africa represents a fascinating cultural crossroads, and we believe that the dialogue between our artistic proposals and the local context can generate significant reflections,” says Giuseppe Lo Magno.

As the only Sicilian gallery participating in ICTAF, Lo Magno, with the support of Bonajuto, continues its mission of fostering intercultural exchange, exploring new opportunities in the global contemporary art market, and enhancing the international visibility of Modica’s and Sicily’s finest artistic and cultural contributions.

Daniele Cascone | Oggetti casuali con persone

“Oggetti casuali con persone” di Daniele Cascone: l’arte del quotidiano

“Oggi ho sentito oscuramente farmi festa gli oggetti della mia stanza, dirmi la loro gratitudine perché, esistendo e guardandoli io, esistono essi.”
Questa frase di Gesualdo Bufalino, come sottolinea Jasmina Trifoni nel testo della mostra, sembra sintetizzare perfettamente il cuore di “Oggetti casuali con persone” di Daniele Cascone. Due autori legati non solo dalla Sicilia, ma da una visione che unisce il Barocco al surreale, trasformando l’ordinario in straordinario.

L’evento si inaugura all’interno di uno dei gioielli del Barocco siciliano, Palazzo Beneventano, a Scicli, sabato 8 febbraio alle ore 19.00. Questo storico edificio, con la sua ricchezza architettonica e decorativa, rappresenta una cornice ideale per accogliere le raffinate opere di Daniele Cascone. Le sale del Palazzo, intrise di storia e cultura, esaltano le composizioni dell’artista, in cui oggetti e persone convivono in scenari che richiamano il chiaroscuro caravaggesco, le vanitas olandesi e il nostro immaginario contemporaneo.

“Oggetti casuali con persone” rientra nel progetto Bassi Beneventano, ideato da Lo Magno artecontemporanea e dalla Stamperia Amenta, che insieme valorizzano l’arte contemporanea in dialogo con i luoghi storici e simbolici del territorio.

Le fotografie di Cascone, curate nei minimi dettagli, giocano con il sottile confine tra sensualità, sacralità e memoria. L’artista celebra il valore estetico del quotidiano, invitandoci a scoprire il nostro personale legame con ciò che osserviamo.

cralità e memoria. L’artista celebra il valore estetico del quotidiano, invitandoci a scoprire il nostro personale legame con ciò che osserviamo.

Daniele Cascone | Oggetti casuali con persone

testo a cura di Jasmina Trifoni

Opening 08/02/2025 ore 19.00

Bassi Beneventano, Palazzo Beneventano, P.zza A.Ficili 1, 97018, Scicii (RG)

Visite fino al 08 marzo 2025, dal martedì al sabato 10-13 e 17-20

Per informazioni:

info@bassibeneventano.it

3515650994 / 3396176251

JASMINA TRIFONI

Oggetti casuali con persone

 

 

Oggi ho sentito oscuramente farmi festa gli oggetti della mia stanza, dirmi la loro gratitudine perché, esistendo e guardandoli io, esistono essi”. Non è un caso, forse, che Gesualdo Bufalino – autore, tra il molto altro, di questa frase – e Daniele Cascone – che ha immaginato, composto in raffinati tableaux e, soltanto infine, scattato le fotografie riunite nella mostra “Oggetti casuali con persone” – condividano l’appartenenza allo stesso territorio geografico così come allo stesso spazio culturale e immaginario del Barocco siciliano.

E, sebbene quest’ultimo sia ormai un’espressione così abusata da essere stata svilita in slogan, è, nel caso di entrambi, da intrecciare con un originalissimo sentire verso il valore estetico e concettuale del surreale.

Una dote, anche questa, che i siciliani più illuminati (e illuminanti) sanno elevare ad arte. La citata frase di Bufalino è racchiusa nel libro Bluff di Parole che, nell’introduzione, lui stesso aveva descritto come una miscellanea di citazioni (…), macerie di diario, pensieri a gogo.

E ne consigliava una lettura casuale e vagabonda, “come chi spera di raccogliere dalle gramigne di un prato, non dico il semplice dalle miracolose virtù, ma qualche fungo mangereccio, un fiore da regalare”.

Di nuovo, non potrebbe essere più calzante anche la modalità, o meglio l’inclinazione alla fantasia, per gustare ciascuna delle potenti immagini di questa mostra. Si riconosceranno, così, le numerosissime citazioni dalla storia dell’arte, che è materia degli studi e della passione di Daniele Cascone e che vanno dalla pittura rinascimentale all’uso della luce che rimanda al Caravaggio.

Da una sensualità (negli oggetti, prima ancora, e sorprendentemente, che nelle persone) e alla sessualità dei dipinti orientalisti di Ingres, a un rimando al sacro, nelle persone che diventano avatar contemporanei di un Cristo piangente o di un San Sebastiano, e negli oggetti, tutti accuratamente messi in scena che, nel loro insieme, rimandano alle vanitas delle opere della pittura olandese del XVII secolo, quelle che alludevano alla caducità della bellezza e all’effimera condizione umana.

A un’osservazione attenta, però, tutto ciò diventa “altro”.

E svela – in questa serie più che nei precedenti lavori di Cascone – un gusto per il gioco, e il divertimento, a un livello più sottile di ciò che appare a un primo sguardo, in queste intelligenti composizioni di oggetti casuali in ambienti in cui la notte sembra eterna.

Per far vivere queste fotografie, bisogna considerarle un rebus enigmistico, un roman à clef, individuando, tra i molti della composizione, l’oggetto (di nuovo, casuale) che parla in un modo unico a ciascuno di noi.

Che sentiamo nostro, perché era presente lì, nelle nostre case di famiglia, nei nostri desideri, nei nostri ricordi sepolti chissà dove. Un fiore, insomma, che Bufalino definiva da regalare.

Sull’artista…

Daniele Cascone (Ragusa, 1977) inizia il suo percorso artistico nel 2001. Sperimenta parecchio, mescolando le tecniche digitali con gli strumenti più tradizionali. Si interessa di fotografia, di stop-motion e di video.

La sua attività lo porta a fondare diversi progetti sulle arti visive, tra cui il web magazine «Brain Twisting». Contemporaneamente, inizia a esporre sia in Italia, sia all’estero e i suoi lavori sono presenti in numerose pubblicazioni di settore.

Alla fine del 2008 il mezzo fotografico diventa predominante nella sua ricerca artistica, per la quale si avvale dei set in studio dove poter mettere in scena le situazioni che caratterizzano le sue opere.

La sua è una costante ricerca di un equilibrio tra impulso creativo e tecnica di esecuzione, necessaria per esplorare temi come l’uomo, l’esistenza, il subconscio e il simbolismo.

Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno

Coinvolti in un’ insolita mostra di fine anno

a cura di Lo Magno artecontemporanea

Lo Magno artecontemporanea inaugura un nuovo progetto collettivo “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno”, giorno 28 dicembre alle ore 19 presso la propria sede di Modica (via Risorgimento 91-93).

Chiara citazione di una capostipite del cinema italiano dello scorso secolo, Lina Wertmüller (abbreviandone il nome), “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno” oltrepassa i confini del contenuto disegnato da un titolo, proprio come le opere filmiche della regista simbolo della femminilità dietro la cinepresa, hanno sempre amplificato il loro essere fuori dall’etichetta-titolo.

Sulla via dell’incipit che Lo Magno porta avanti, la cooperazione e contaminazione come segno produttivo e indispensabile in una struttura artistica, i 13 artisti in mostra, per la maggior parte provenienti da altre realtà, esploreranno un dialogo che inizia proprio da questa esperienza, celebrando così alcune tra le collaborazioni collaterali alla galleria durante il 2024: l’incontro come studio e approfondimento di un lessico artistico comune o accomunato.

Pittura, fotografia, scultura, installazioni, in galleria: Andrea Cerruto, Krizia Galfo, Nanni Licitra, Marco Mangione, Andrea Mangione, Tamara Marino & Simon Troger, Giuseppe Minnella, Lorenzo Montinaro, Dumitrita Razlog, Lola Schnabel, Samantha Torrisi, Anna Tusa.

Artisti già affermati nel panorama nazionale ed internazionale insieme in questa “insolita” collettiva, dove avremo l’opportunità di vedere a parete opere di artisti fuori dal loro comune posto, dalla propria galleria di riferimento o dal proprio luogo di produzione.

Partendo dalla realtà, ogni artista sceglie in che modo riscriverne i tratti, in che modo rappresentare la dimensione che ha scelto di accogliere, cosa mescolare e cosa evitare, proprio per questo “coinvolti in un’insolita mostra di fine anno” rende luogo ciò che si è mescolato e dimensione ciò che si è progettato.

Coinvolti in un’ insolita mostra di fine anno

Opening: 28 dicembre ore 19.00

Periodo: 29 dicembre – 28 febbraio

Visite: martedì/venerdi ore 17/20 ; sabato ore 10/13

Daniele Cascone | Oggetti casuali con persone

Daniele Cascone | Oggetti casuali con persone

testo a cura di Jasmina Trifoni

Opening 08/02/2025 ore 19.00

 

Bassi Beneventano, Palazzo Beneventano, P.zza A.Ficili 1, 97018, Scicii (RG)

Visite fino al 08 marzo 2025, dal martedì al sabato 10-13 e 17-20

Per informazioni:

info@bassibeneventano.it

3515650994 / 3396176251

L’arte del quotidiano

 

“Oggi ho sentito oscuramente farmi festa gli oggetti della mia stanza, dirmi la loro gratitudine perché, esistendo e guardandoli io, esistono essi.”
Questa frase di Gesualdo Bufalino, come sottolinea Jasmina Trifoni nel testo della mostra, sembra sintetizzare perfettamente il cuore di “Oggetti casuali con persone” di Daniele Cascone. Due autori legati non solo dalla Sicilia, ma da una visione che unisce il Barocco al surreale, trasformando l’ordinario in straordinario.

L’evento si inaugura all’interno di uno dei gioielli del Barocco siciliano, Palazzo Beneventano, a Scicli, sabato 8 febbraio alle ore 19.00. Questo storico edificio, con la sua ricchezza architettonica e decorativa, rappresenta una cornice ideale per accogliere le raffinate opere di Daniele Cascone. Le sale del Palazzo, intrise di storia e cultura, esaltano le composizioni dell’artista, in cui oggetti e persone convivono in scenari che richiamano il chiaroscuro caravaggesco, le vanitas olandesi e il nostro immaginario contemporaneo.

“Oggetti casuali con persone” rientra nel progetto Bassi Beneventano, ideato da Lo Magno artecontemporanea e dalla Stamperia Amenta, che insieme valorizzano l’arte contemporanea in dialogo con i luoghi storici e simbolici del territorio.

Le fotografie di Cascone, curate nei minimi dettagli, giocano con il sottile confine tra sensualità, sacralità e memoria. L’artista celebra il valore estetico del quotidiano, invitandoci a scoprire il nostro personale legame con ciò che osserviamo.

Sull’artista…

Daniele Cascone (Ragusa, 1977) inizia il suo percorso artistico nel 2001. Sperimenta parecchio, mescolando le tecniche digitali con gli strumenti più tradizionali. Si interessa di fotografia, di stop-motion e di video.

La sua attività lo porta a fondare diversi progetti sulle arti visive, tra cui il web magazine «Brain Twisting». Contemporaneamente, inizia a esporre sia in Italia, sia all’estero e i suoi lavori sono presenti in numerose pubblicazioni di settore.

Alla fine del 2008 il mezzo fotografico diventa predominante nella sua ricerca artistica, per la quale si avvale dei set in studio dove poter mettere in scena le situazioni che caratterizzano le sue opere.

La sua è una costante ricerca di un equilibrio tra impulso creativo e tecnica di esecuzione, necessaria per esplorare temi come l’uomo, l’esistenza, il subconscio e il simbolismo.