Daniele Cascone

THE WEIGHT OF FORGOTTEN BONES #4

2021

 

Stampa giclée fine art a pigmento

30 x 30 cm

 

 

Osteofilìa s. f. [comp. Di osteo- e -filia; dal gr. ὀστέον «osso» e ϕιλία «amore, amicizia»]. – 1. Atteggiamento di amore e di eccessiva protezione per le ossa. 2. In psicopatologia indica l’eccentrico bisogno di contatto con ossa o con manufatti che ricordino il tessuto osseo.

L’osteofilia si diffonde nella seconda metà del XIX secolo, in alcune zone rurali del nord della Francia. Tuttavia è nel 1935 che alcuni studi mirati ne ufficializzano l’entrata tra le patologie umane, grazie alle ricerche di Michel Pierre Bernard (Le Havre, 3 maggio 1896 – Amiens, 2 gennaio 1974), controverso medico e chirurgo, conosciuto più per la fitta corrispondenza con Sigmund Freud che per le sue scoperte.

Bernard identifica un soggetto affetto da osteofilia con tre comportamenti base:

  1. la necessità di avere un contatto tra la pelle nuda dell’individuo e qualsiasi osso ben ripulito dai residui organici;
  2. l’assunzione di posizioni fetali, dove l’individuo è schiacciato o ricoperto dalle ossa, rievocando così il grembo materno e causando un senso di rilassamento che può portare persino al sonno profondo;
  3. circondarsi o adornarsi di soli elementi bianchi (pittura corporea, bende, arredamento, ecc.), per ribadire il legame con il bianco delle ossa.

Oltre a questi tre comportamenti, che in genere non compromettono il normale svolgersi della vita di un individuo, Bernard ne individua altri più estremi nei soggetti emarginati, come l’attrazione sessuale e la personificazione schizofrenica.

È recente il dibattito per rimuovere l’osteofilia dalle materie scientifiche, non convincendo del tutto l’approccio delle ricerche di Bernard.
In rete è possibile trovare diverse comunità di osteofili.

 

Daniele Cascone

 

 

ESSENTIAL

 

Daniele Cascone (Ragusa, 1977) inizia il suo percorso artistico nel 2001. Sperimenta parecchio, mescolando le tecniche digitali con gli strumenti più tradizionali. Si interessa di fotografia, di stop-motion e di video.
La sua attività lo porta a fondare diversi progetti sulle arti visive, tra cui il web magazine «Brain Twisting» che è stato uno dei maggiori punti di riferimento italiani sull’argomento. Contemporaneamente, inizia a esporre sia in Italia, sia all’estero e i suoi lavori sono presenti in numerose pubblicazioni di settore.
Alla fine del 2008 il mezzo fotografico diventa predominante nella sua ricerca artistica, per la quale si avvale dei set in studio dove poter mettere in scena le situazioni che caratterizzano le sue opere.
La sua è una costante ricerca di un equilibrio tra impulso creativo e tecnica di esecuzione, necessaria per esplorare temi come l’uomo, l’esistenza, il subconscio e il simbolismo.

Ha esposto in tutto il mondo, in luoghi pubblici e privati.

Oggi vive e lavora a Ragusa.

 

“ La realtà. Non mi basta mettervi ordine, né è nei limiti fisici della materia di cui sono circondato: la realtà non mi basta, ed è per questo che la invento.
Le mie fotografie sono una ossessione riuscita, sono incubo e sogno, sono sonno e veglia. Esse contengono le mie moltitudini.

Ho un’attrazione per gli oggetti. Da sempre. Ne scruto la forma, la superficie, l’inevitabile carica simbolica: gli oggetti mi costringono a una riflessione sulla loro natura. Non meno interesse suscita in me la figura umana. Le forme sussurrano sensazioni, le sento invitarmi a ricercare l’imperscrutabilità dei segni, a dare senso a bellezza e imperfezione. I corpi suggeriscono, e io li altero perché possano dispiegare il loro potenziale nella forza del contrasto.Oggetti e figure umane.

Due medium che si incontrano per stabilire un equilibrio, due messaggeri a cui ho affidato la consegna di parlare di me, di farlo per me. Di mezzo c’è la mia fotografia, quell’attimo nel quale ogni cosa si allinea disciplinatamente al mio volere. Poi, lo scatto. E subito l’ossessione trova ristoro, e «i miei due» trovano tregua in me.”

Daniele Cascone

 

 

TOGETHER

 

2011: “Daniele Cascone”, personale dell’artista a cura di Giuseppe Lo Magno, testi critici di Micol Di Veroli, Lo Magno artecontemporanea – Modica (RG).

In mostra alcune opere fotografiche realizzate tra il 2009 e il 2010 dal fotografo e artista digitale.

“Un grido muto contro l’incomunicabilità, composizioni enigmatiche, paradossi visivi, sfide a ogni possibile soluzione percettiva, da cui affiora la solitudine esistenziale dell’uomo nell’universo, l’ansia per l’inspiegabile e la paura per lo sconfinare dell’immaginazione”

Micol Di Veroli

 

2012: “Il Silenzio delle Nuvole”, la galleria festeggia 20 anni di attività con una mostra-evento
Quaranta circa gli artisti presenti, due vernissage – uno in primavera con gli artisti “storici” e l’altro in autunno con i “giovani” a cura di Antonio D’Amico, Lo Magno artecontemporanea – Modica (RG)

Artisti in mostra: Sonia Alvarez, Rosario Antoci, Giuseppe Atanasio Elia, Francesco Balsamo, Salvo Barone, Sandro Bracchitta, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Piero Guccione, Alessandro Finocchiaro, Giovanni Iudice, Giovanni La Cognata, Luca Macauda, Salvatore Paolino, Franco Polizzi, Giuseppe Puglisi, Franco Sarnari, Piero Zuccaro

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Umberto Agnello,Maria Buemi, Giovanni Blanco, Daniele Cascone, Andrea Cerruto, Giuseppe Diara, Fulvio Di Piazza, Emanuele Giuffrida, Carlo e Fabio Ingrassia, Filippo La Vaccara, Andrea e Marco Mangione, Gianni Mania, Davide Nido, Cetty Previtera, Floriana Rampanti, Giovanni Viola e William Marc Zanghi.

 

2014: “Darren Holmes – Daniele Cascone”, bipersonale di Daniele Cascone e Darren Holmes (Canada) testi critici di Andrea Guastella, Lo Magno artecontemporanea – Modica (RG)

I due artisti, l’uno italiano e l’altro canadese, espongono una ventina di opere fotografiche. Si tratta di tableau vivant dove i corpi diventano protagonisti, mentre sullo sfondo si materializzano segni astratti, linee ed elementi decorativi. La comune tecnica impiegata e le predilezioni per i medesimi soggetti consentono di rilevare analogie e differenze tra i due artisti.

“Holmes adorna le pareti di macchie espressioniste e di graffiti postmoderni, Cascone predilige i fondi scabri e muffiti di Saudek e, se proprio deve “dipingere”, ama farlo con corde e foglie secche appese come grappoli d’aglio o sculture mobili di Calder. Holmes è specializzato in effetti di luce spettacolari, Cascone in profondi chiaroscuri”

Andrea Guastella

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