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Nanni Licitra | Materiale Residuo

Nanni Licitra | Materiale residuo

 

Lo Magno artecontemporanea, Palazzo Beneventano, Scicli (RG)

 

28/12/2025 – 28/02/2026

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Materiale Residuo

 

Il fotografo Nanni Licitra lavora nella “Fascia trasformata”, tra Vittoria e Marina di Acate, un territorio attraversato da serre, plastica e vapori. Non cerca la cronaca né l’evidenza: osserva ciò che resta nell’aria, nelle superfici, negli strati più sottili del paesaggio, lasciando che gli elementi emergano senza forzarli, come un affiorare lento di ciò che la materia trattiene mentre si dissolve. La Fascia trasformata è una distesa costiera che, nel giro di pochi decenni, ha mutato completamente fisionomia. Qui, a partire dalla seconda metà del Novecento, le coltivazioni aperte hanno ceduto il passo a una serricoltura sempre più estesa, fino a creare un continuum di coperture plastiche che oggi segna il territorio come un’unica superficie produttiva. Le serre hanno ridisegnato l’economia locale e fatto del mercato ortofrutticolo di Vittoria uno dei centri nevralgici d’Italia. Ma questa espansione ha lasciato segni profondi: un paesaggio alterato e soprattutto una quantità di rifiuti agricoli che spesso non trova vie di smaltimento. Così, nelle ore incerte della sera, capita che piccoli roghi vengano accesi per eliminare ciò che resta: sono le fumarole, fiammelle brevi e clandestine che non illuminano nulla, ma saturano l’aria di una materia leggera e persistente. È quell’alone, più che il fuoco, a insinuarsi nel lavoro di Licitra.

Le immagini serigrafiche stampate su plastica non mostrano l’atto della combustione: ne catturano la conseguenza. Le forme che emergono sono leggere, mutevoli, simili a nubi ingrossate da una sostanza scura. Il supporto plastico rende la materia ancora più ambigua: superficie e soggetto coincidono, e ciò che vediamo è un’apparizione che evapora mentre la osserviamo. Nessun dettaglio del luogo viene mostrato; eppure la Fascia trasformata sembra inscritta nella densità della luce, lungo la spiaggia deserta, nelle zone morbide in cui il naturale e l’artificiale si sfiorano.

Il trittico su lightbox introduce una dimensione più intima. Al centro, la radiografia di un torace di un operaio agricolo appare come un paesaggio interno attraversato dalla luce; ai lati, la sagoma scura e bruciata di una pianta di pomodoro e quella di una melanzana richiamano le colture dominanti del territorio, esauste e fragili come un corpo che respira a fatica. La relazione fra queste tre immagini non racconta e non spiega, ma allude: il respiro umano e quello della terra sembrano appartenere allo stesso ritmo, allo stesso stato di affaticamento.
Nel trittico analogico, l’indagine di Licitra si avvicina ancora di più alla materia. Da un lato la condensa sul vetro di una serra sembra un respiro trattenuto, un volto che si appanna e si ritrae; dall’altro, il grande foro su una plastica bruciata ricorda le combustioni esistenzialiste di Alberto Burri, maestro del Dopoguerra, in cui la ferita della materia diventa immagine. Qui la combustione non è dramma ma sembra aprire un varco: una soglia che rivela la vulnerabilità del paesaggio.

Questo progetto nasce da un’urgenza nuova all’interno di un percorso che, finora, Nanni Licitra ha condotto su registri più astratti, legati al tempo, alla memoria, alla musica. Le sue influenze – l’immaginario in bianco e nero di Daido Moriyama e una sensibilità vicina a quella di Anton Corbijn, tra gli altri – restano come ritmo sotterraneo, sfocato, senza mai imporsi. La sua pratica, spesso rivolta alle periferie urbane attraversate nei suoi viaggi, trova qui una declinazione inattesa: Materiale residuo porta quello stesso sguardo mobile e inquieto nella campagna del luogo d’origine del fotografo, dove la materia continua a trasformarsi e a depositarsi nell’aria come una memoria in atto.
La forza del lavoro sta nella sospensione: nella plastica, nel fumo, nella pianta, nel torace, nel vetro che respira, nel materiale lacerato dal fuoco. Tutto appare e si ritrae, come se il mondo si manifestasse solo per un attimo prima di tornare a essere vapore. Il residuo è ciò che persiste. È la forma lieve e ostinata della memoria che resta nell’aria, anche quando nessuno la guarda più.

 

Valentina Bruschi, Dicembre 2025

Materiale Residuo

 

The photographer Nanni Licitra works between Vittoria and Marina di Acate, a portion of South-east Sicily, known as “Fascia trasformata”, where greenhouses, plastic, and vapour pollute the landscape. The artist is not interested in reportage or direct evidence; instead, he observes what lingers in the air, on surfaces, in the thinnest layers of the landscape. He lets elements surface on their own, like a slow rising of what matter holds as it dissolves. From the second half of the twentieth century, in just a few decades, the coastal strip-the so-called Fascia trasformata-has completely changed its appearance: the open fields gave way to increasingly expansive greenhouse farming, gradually forming a continuum of plastic coverings that now mark the land as a single productive surface. The greenhouses reshaped the local economy and turned the fruit and vegetable market of Vittoria into one of Italy’s major hubs. Yet this expansion has left deep traces: an altered landscape and, above all, an accumulation of agricultural waste that often has no found way of disposal.
At dusk, when the daylight can’t show anything with certainty, small fires are sometimes lit to burn what remains. These fumaroles – brief, clandestine flames – illuminate nothing but saturate the air with a light, persistent substance. It is this haze, more than the fire itself, that spreads in Licitra’s work.
The silk-screen prints on plastic do not represent the act of burning; they capture what follows. The forms that emerge are light, mutable, cloud-like volumes filled with dark matter. The plastic support makes this substance even more ambiguous: surface and subject overlap, and what we see is an apparition that evaporates as we look. No detail of place is shown, yet the Fascia trasformata seems inscribed in the density of the light, along the empty shoreline, in the soft areas where the natural and the artificial brush against one another.

The lightbox triptych introduces a soulful dimension. In the middle, the X-ray of an agricultural worker’s chest appears like an inner landscape crossed by light; on either side, the silhouettes of a tomato plant and an aubergine live their dark, charred state, recalling the region’s dominant crops – exhausted and fragile like a body struggling for breath. The relationship between these three images neither narrates nor explains; it suggests. The breathing of the human body and that of the ground seem to fall into the same rhythm, the same state of fatigue.

In the analog diptych, Licitra’s research moves even closer to the matter. On one side, condensation on the surface of a greenhouse feels like a held breath, like a face fogging up and withdrawing; on the other, the large hole in a sheet of burned plastic evokes the existential combustions of the post-war master Alberto Burri, for whom the wound in the material becomes image. Here the burn is not dramatic, but seems to open a passage – a threshold that reveals the vulnerability of the landscape.

Until now, Licitra has worked in more abstract registers linked to time, memory, and music. His influences – the black-and-white imaginary of Daido Moriyama and a sensitivity close to that of Anton Corbijn, among others – remain as an underlying rhythm, blurred, never imposed. His work-often looking to the urban peripheries experienced during his travels-finds in this recent project an unexpected form: Materiale residuo brings that same restless, roaming gaze into the countryside of the photographer’s own origin, where matter continues to shift and settle in the air like memory in the process of becoming.
The strength of the work lies in its suspension: in the smoke, the plant, the chest, the breathing plastic, the material lacerated by fire. Everything appears and withdraws, as if the world revealed itself only for a moment before returning to vapour. The residue is what persists. It is the light, stubborn shape of memory that remains in the air, even when no one is looking anymore.

 

Valentina Bruschi, December 2025

MIA Photo Fair 2026

Lo Magno artecontemporanea è lieta di annunciare la propria partecipazione alla 15^ edizione di MIA PHOTO FAIR BNP PARIBAS

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MIA Photo Fair    |  SEZIONE  BEYOND PHOTOGRAPHY – DIALOGUE a cura di Domenico de Chirico

LO MAGNO  |  BOOTH B04

 

Location: Superstudio più, Via Tortona, 27 –  Milano
Date: 19 – 22 marzo 2026
Orari apertura al pubblico: Thu–Fri: 11:00 am – 9:00 pm / Sat–Sun: 11:00 am – 8:00 pm

Lo Magno artecontemporanea is pleased to announce our participation in the 15th edition of MIA Photo Fair BNP Paribas.

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MIA Photo Fair    |  SEZIONE  BEYOND PHOTOGRAPHY – DIALOGUE curated by Domenico de Chirico

LO MAGNO  |  BOOTH B04

 

Location: Superstudio più, Via Tortona, 27 –  Milano

Dates: 19 – 22 March 2026
Public hours: thurs

In occasione della sua seconda partecipazione a MIA Photo Fair BNP Paribas, Lo Magno artecontemporanea presenta un progetto che riunisce le ricerche di tre artisti siciliani: Nanni Licitra, Rossana Taormina ed Emanuele Giuffrida.

La selezione propone un’indagine sulle trasformazioni dell’immagine fotografica e sul modo in cui memoria, paesaggio e percezione si intrecciano nella costruzione del visibile. Attraverso pratiche differenti, gli artisti esplorano territori in cui il dato reale si modifica e si stratifica, generando nuove letture del rapporto tra naturale e artificiale, presenza e traccia.

Nel lavoro di Rossana Taormina fotografie d’archivio vengono recuperate e sottoposte a interventi manuali che ne alterano la superficie e il significato, attivando un dialogo tra memoria collettiva e interpretazione personale. Nanni Licitra rivolge la propria attenzione alla cosiddetta “fascia trasformata” del sud-est siciliano, un paesaggio segnato dalla serricoltura intensiva: le sue immagini sono spesso realizzate o presentate su supporti non convenzionali, tra cui la plastica delle serre, che diventa parte integrante della narrazione visiva. Emanuele Giuffrida sviluppa invece un percorso che traduce visioni fotografiche interiori in disegni a grafite, trasformando l’immagine in una sintesi essenziale fatta di luce, segno e memoria.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto locale, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro combina una forte relazione con il territorio a una pratica visiva rigorosa e sperimentale.

On the occasion of its second participation in MIA Photo Fair BNP Paribas, Lo Magno artecontemporanea presents a project bringing together the practices of three Sicilian artists: Nanni Licitra, Rossana Taormina, and Emanuele Giuffrida.

The selection investigates the transformations of photographic imagery and the ways in which memory, landscape, and perception intersect in the construction of the visible. Through distinct approaches, the artists explore territories where reality is modified and layered, generating new readings of the relationship between natural and artificial, presence and trace.

In Rossana Taormina’s work, archival photographs are recovered and subjected to manual interventions that alter their surface and meaning, activating a dialogue between collective memory and personal perception. Nanni Licitra focuses on the so-called “transformed belt” of southeastern Sicily, a landscape shaped by intensive horticulture: his images are often realized or presented on unconventional supports, including the plastic of the greenhouses, which becomes an active part of the visual narrative. Emanuele Giuffrida develops a practice that translates inner photographic visions into graphite drawings, transforming the image into an essential synthesis of light, line, and memory.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea fosters contemporary artistic research rooted in the local context while maintaining an active dialogue with the international scene. The gallery program supports artists whose work combines a strong connection to place with a rigorous and experimental visual language.

Nanni Licitra_Serigrafia #3_2025_silkscreen on descared greenhouse plastic_65 x 50_ed. of 10.
Rossana Taormina_Interludio 5_2025_Vintage Photo_Natural Feathers_25x12 cm
Emanuele Giuffrida_10:10 and Surfaces_2026_graphite and carchoal on paper_42x28 cm

Materiale Residuo | Nanni Licitra

Nanni Licitra – Materiale residuo

 

Lo Magno artecontemporanea – Bassi Beneventano Scicli
28/12/2025 – 28/02/2026

 

Scicli – Domenica 28 dicembre alle ore 18 inaugura Materiale residuo, il nuovo progetto fotografico di Nanni Licitra.

La mostra sarà ospitata in anteprima negli spazi Lo Magno artecontemporanea a Palazzo Beneventano, e nel 2026 al Mia Photo Fair di Milano, offrendo al pubblico un’indagine visiva sulla Fascia trasformata della Sicilia sud-orientale, tra Vittoria e Marina di Acate: un territorio segnato da decenni di serricoltura intensiva, accumuli di rifiuti agricoli e combustioni illegali che rilasciano nell’aria fumi persistenti e tossici.

Accompagnato dai testi di Valentina Bruschi, Jasmina Trifoni e Francesca Gugliotta, il racconto, si sviluppa lontano dalla logica del reportage. Licitra non concentra l’attenzione sulla cronaca, ma su ciò che la combustione lascia sospeso: un alone, una materia volatile, un residuo che si imprime nella luce.

Le sue immagini – serigrafate direttamente sulla plastica impiegata in agricoltura – trasformano il supporto in essenza, generando un cortocircuito tra soggetto e superficie che richiama la riflessione di Magritte sul rapporto tra realtà e rappresentazione.

Ad ampliare l’indagine è un trittico di lightbox che mette in relazione la radiografia del torace di un operaio agricolo con le piante bruciate di pomodoro e melanzana, mettendo in luce un legame di pari destino e stessa fatica tra uomo e natura. Completano il percorso, insieme alla serigrafie su plastica, due foto scattate su pellicola 35mm in cui Licitra si avvicina alla materia – condensa, fori di combustione, superfici ferite – in cui a rivelarsi è la vulnerabilità del paesaggio.

Materiale residuo è una riflessione sull’antropocentrismo e sul fragile equilibrio tra territorio, corpi, ed ecosistemi: un lavoro che restituisce e imprime in chi osserva la memoria degli scarti, del fumo, delle trasformazioni silenziose che ridisegnano il paesaggio contemporaneo.

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Materiale residuo – Nanni Licitra
Sede: Lo Magno artecontemporanea, Palazzo Beneventano, P.zza Ficili, 1 – 97018, Scicli (RG)
Date: 28/12/2025 – 28/02/2026
Opening: 28/12/2025 ore 18.00
Apertura al pubblico: dal martedì al sabato, dalle 16.00 alle 20.00

Chiusura per festività: 31/12/2025 e 06/01/2026
Info: www.lomagnoartecontemporanea.it

contatti: info@lomagnoartecontemporanea.it / +393396176251

Nanni Licitra – Materiale Residuo

 

Lo Magno artecontemporanea – Palazzo Beneventano, Scicli
28 December 2025 – 28 February 2026

 

Scicli – On Sunday, 28 December at 6:00 PM, Materiale Residuo, the new photographic project by Nanni Licitra, opens to the public.

The exhibition will premiere in the spaces of Lo Magno artecontemporanea at Palazzo Beneventano and will later be presented in 2026 at Mia Photo Fair in Milan. The project offers a visual investigation of the so-called Fascia trasformata of south-eastern Sicily, between Vittoria and Marina di Acate: a territory marked by decades of intensive greenhouse farming, accumulations of agricultural waste, and illegal burnings that release persistent and toxic fumes into the air.

Accompanied by texts by Valentina Bruschi, Jasmina Trifoni, and Francesca Gugliotta, the narrative unfolds far from the logic of reportage. Licitra does not focus on events themselves, but on what combustion leaves suspended behind: a haze, a volatile matter, a residue that imprints itself into the light.

His images—screen-printed directly onto the plastic used in agriculture—transform the support into essence, creating a short circuit between subject and surface that recalls Magritte’s reflections on the relationship between reality and representation.

Expanding the investigation is a triptych of lightboxes that juxtaposes the chest X-ray of an agricultural worker with burned tomato and eggplant plants, revealing a shared destiny and common labor between human beings and nature. Completing the exhibition path, alongside the plastic screen prints, are two photographs shot on 35mm film in which Licitra approaches matter itself—condensation, burn holes, wounded surfaces—where the vulnerability of the landscape is laid bare.

Materiale residuo is a reflection on anthropocentrism and on the fragile balance between territory, bodies, and ecosystems: a body of work that returns to the viewer—and imprints upon them—the memory of waste, smoke, and the silent transformations that reshape the contemporary landscape.

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Materiale ResiduoNanni Licitra
Location: Lo Magno artecontemporanea, Palazzo Beneventano, Piazza Ficili 1, 97018 Scicli (RG), Italy
Dates: 28 December 2025 – 28 February 2026
Opening: 28 December 2025, 6:00 PM
Opening hours: Tuesday to Saturday, 4:00 PM – 8:00 PM
Closed on holidays: 31 December 2025 and 6 January 2026

Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno

Coinvolti in un’ insolita mostra di fine anno

a cura di Lo Magno artecontemporanea

Lo Magno artecontemporanea inaugura un nuovo progetto collettivo “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno”, giorno 28 dicembre alle ore 19 presso la propria sede di Modica (via Risorgimento 91-93).

Chiara citazione di una capostipite del cinema italiano dello scorso secolo, Lina Wertmüller (abbreviandone il nome), “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno” oltrepassa i confini del contenuto disegnato da un titolo, proprio come le opere filmiche della regista simbolo della femminilità dietro la cinepresa, hanno sempre amplificato il loro essere fuori dall’etichetta-titolo.

Sulla via dell’incipit che Lo Magno porta avanti, la cooperazione e contaminazione come segno produttivo e indispensabile in una struttura artistica, i 13 artisti in mostra, per la maggior parte provenienti da altre realtà, esploreranno un dialogo che inizia proprio da questa esperienza, celebrando così alcune tra le collaborazioni collaterali alla galleria durante il 2024: l’incontro come studio e approfondimento di un lessico artistico comune o accomunato.

Pittura, fotografia, scultura, installazioni, in galleria: Andrea Cerruto, Krizia Galfo, Nanni Licitra, Marco Mangione, Andrea Mangione, Tamara Marino & Simon Troger, Giuseppe Minnella, Lorenzo Montinaro, Dumitrita Razlog, Lola Schnabel, Samantha Torrisi, Anna Tusa.

Artisti già affermati nel panorama nazionale ed internazionale insieme in questa “insolita” collettiva, dove avremo l’opportunità di vedere a parete opere di artisti fuori dal loro comune posto, dalla propria galleria di riferimento o dal proprio luogo di produzione.

Partendo dalla realtà, ogni artista sceglie in che modo riscriverne i tratti, in che modo rappresentare la dimensione che ha scelto di accogliere, cosa mescolare e cosa evitare, proprio per questo “coinvolti in un’insolita mostra di fine anno” rende luogo ciò che si è mescolato e dimensione ciò che si è progettato.

Coinvolti in un’ insolita mostra di fine anno

Opening: 28 dicembre ore 19.00

Periodo: 29 dicembre – 28 febbraio

Visite: martedì/venerdi ore 17/20 ; sabato ore 10/13

Nanni Licitra

Nanni Licitra, Materiale residuo serigrafia su plastica di serre abbandonate /serigraphy on leftover greenhouse plastic

printed by Alessandro Iudica

Nanni Licitra

Nasce a Vittoria nel 1988, dove attualmente vive e lavora.

Nel 2008 avvia la sua ricerca fotografica, scegliendo fin dall’inizio di operare esclusivamente in analogico. Nel lavoro di Licitra lo sguardo non interviene, non dialoga. La macchina fotografica assume una posizione quasi invisibile, lasciando che le situazioni si manifestino autonomamente. L’assenza di relazione diretta con il soggetto produce immagini in cui la distanza diventa tecnica: ciò che viene osservato non è mai coinvolto, ma esiste in una condizione di sospensione, come se la scena sopravvivesse allo sguardo stesso.

Il suo lavoro si concentra sulle periferie urbane, con una particolare attenzione ai “non-luoghi” e alla società che li abita, un’indagine fotografica quasi antropologica. Attratto dagli estremismi, costruisce così immagini che si configurano come riflessioni in cui soggetti e oggetti si decontestualizzano dall’esperienza del quotidiano, assumendo una dimensione sospesa e simbolica.

Con la serie “Hell End in Hell”, è vincitore del Ragusa Foto Festival nel 2021 e del One Grant di Liquida Photofestival di Torino nel 2024. Nel 2025 inaugura Materiale residuo, personale presso Lo Magno artecontemporanea e anteprima della presentazione al Mia Photo Fair di Milano 2026.

Nanni Licitra

Born in Vittoria in 1988.
Currently lives and works in Vittoria.

In 2008 he began his photographic research, choosing from the outset to work exclusively in analogic way. In Licitra’s practice, the gaze does not intervene or engage in dialogue. The camera assumes an almost invisible position, allowing situations to manifest autonomously. The absence of a direct relationship with the subject produces images in which distance becomes a technique: what is observed is never involved, but exists in a state of suspension, as if the scene were to survive the gaze itself.

His work focuses on urban peripheries, with particular attention to “non-places” and the societies that inhabit them, resulting in an almost anthropological photographic investigation. Drawn to extremities, he constructs images that function as reflections in which subjects and objects are decontextualized from everyday experience, assuming a suspended and symbolic dimension.

With the series Hell End in Hell, he won the Ragusa Foto Festival in 2021 and the One Grant at Liquida Photofestival in Turin in 2024. In 2025 he inaugurated Materiale residuo, a solo exhibition at Lo Magno Artecontemporanea, as a preview of its presentation at MIA Photo Fair Milan 2026.

Nanni Licitra, Hell End in Hell Serie, Downtown Las Vegas 1, Yashica T5 + Kodak Trix 400, 120x110cm

Serie I ricordi dei morti servono loro per un altra vita, Nikon Fm + pellicola Ilford HP5

Serie Hell End in Hell, Yashica T4, pellicola Kodak Trix 400

Serie Hell End in Hell, Yashica T4, pellicola Kodak Trix 400

Nell’eterogeneità di queste immagini è possibile rintracciare un metodo, o almeno un’intenzione: la costante di un indugio sulle cose in un rito di devozione alla realtà. Uno sguardo libero da categorie, generi e temi, che cataloga istanti in cui l’ambiente intorno a lui si manifesta nelle sue forme più effimere e particolari. E’ una pratica connessa alle radici, al ripetersi di viaggi e spostamenti quotidiani, ma al contempo svincolata dalla permanenza in luoghi o itinerari consueti. Nanni è equipaggiato, per dirla con Hendke, di quella fedeltà a «certe piccole cose che ci accompagnano in tutti i traslochi», che lo rende capace di raccontare con estrema precisione uno stato d’animo, un odore, un luogo, un suono senza la necessità di una cornice narrativa lineare.
Mi torna in mente quel giovane Ghirri che affannato si parò davanti al commesso e gli chiese come avrebbe potuto vedere solo ciò che voleva, una sola cosa per volta, per trovare ordine, farsi spazio nel mondo e ritrovare la strada di casa, perchè si era perso tra le stelle e le galassie. Il commesso sorridendogli gli mostrò una macchina fotografica e gli disse: ”E’ meglio di una bussola, con questa macchina potrai cancellare tutto il superfluo e lasciare solo il necessario”. E’ in quel groviglio, accelerato e confuso, che Nanni ci lascia le briciole di un cammino in cui l’universo ritorna a nostra misura.

 

Vittoria Cafarella

In the heterogeneity of these images, one can trace a method – or at least an intention: a consistent lingering on things, as though in a ritual of devotion to reality.
It is a gaze unbound by categories, genres, or themes, cataloguing fleeting moments in which the world around him reveals itself in its most ephemeral and particular forms. His is a practice rooted in repetition – daily journeys and movements – but at the same time detached from any fixed place or familiar route.
Nanni is equipped, to borrow Handke’s words, with that fidelity to “certain small things that accompany us through every move,” which allows him to portray a mood, a scent, a place, or a sound with remarkable precision – without relying on a linear narrative framework.

I am reminded of a young Ghirri, breathless, who once stood before a shop clerk and asked how he might learn to see only what he wanted – just one thing at a time – so he could find order, make space for himself in the world, and rediscover the road home, having lost himself among stars and galaxies. The clerk, smiling, showed him a camera and said: “It’s better than a compass – this machine will let you erase all that is superfluous and keep only what is essential.” It is in that tangled, accelerated, and chaotic space that Nanni leaves us the breadcrumbs of a path where the universe, once again, returns to a human scale.

 

Vittoria Cafarella

Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno

a cura di Lo Magno artecontemporanea

 

Lo Magno artecontemporanea inaugura un nuovo progetto collettivo “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno”, giorno 28 dicembre alle ore 19 presso la propria sede di Modica (via Risorgimento 91-93).
Chiara citazione di una capostipite del cinema italiano dello scorso secolo, Lina Wertmüller (abbreviandone il nome), “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno” oltrepassa i confini del contenuto disegnato da un titolo, proprio come le opere filmiche della regista simbolo della femminilità dietro la cinepresa, hanno sempre amplificato il loro essere fuori dall’etichetta-titolo.

Sulla via dell’incipit che Lo Magno porta avanti, la cooperazione e contaminazione come segno produttivo e indispensabile in una struttura artistica, i 13 artisti in mostra, per la maggior parte provenienti da altre realtà, esploreranno un dialogo che inizia proprio da questa esperienza,
celebrando così alcune tra le collaborazioni collaterali alla galleria durante il 2024: l’incontro come studio e approfondimento di un lessico artistico comune o accomunato.

Pittura, fotografia, scultura, installazioni, in galleria: Andrea Cerruto, Krizia Galfo, Nanni Licitra, Marco Mangione, Andrea Mangione, Tamara Marino & Simon Troger, Giuseppe Minnella, Lorenzo Montinaro, Dumitrita Razlog, Lola Schanabel, Samantha Torrisi, Anna Tusa.

Artisti già affermati nel panorama nazionale ed internazionale insieme in questa “insolita” collettiva, dove avremo l’opportunità di vedere a parete opere di artisti fuori dal loro comune posto, dalla propria galleria di riferimento o dal proprio luogo di produzione.

Partendo dalla realtà, ogni artista sceglie in che modo riscriverne i tratti, in che modo rappresentare la dimensione che ha scelto di accogliere, cosa mescolare e cosa evitare, proprio per questo “Coinvolti in un’insolita mostra di fine anno” rende luogo ciò che si è mescolato e dimensione ciò
che si è progettato.

Coinvolti in un’ insolita mostra di fine anno

 

Opening: 28 dicembre ore 19
Periodo: 29 dicembre – 28 febbraio
Visite: martedì/venerdi ore 17/20 sabato ore 10/13
Contatti:
www.lomagnoartecontemporanea.it
info@lomagnoartecontemporanea.it
tel/wa +39 0932763165 / +39 3396176251