Tag: emanuelegiuffrida

UNSEEN – ART ROTTERDAM 2026

Lo Magno artecontemporanea è lieta di annunciare la propria partecipazione ad UNSEEN – ART ROTTERDAM

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UNSEEN  |  SEZIONE ENCOUNTERS

LO MAGNO  |  BOOTH E16

 

Location: Rotterdam Ahoy –  Rotterdam (NL)
Date: 27- 29 marzo 2026
Orari apertura al pubblico: 11:00 – 19:00

Lo Magno artecontemporanea is pleased to announce our participation at UNSEEN – ART ROTTERDAM

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UNSEEN  |  ENCOUNTERS section

LO MAGNO  |  BOOTH E16

 

Location: Rotterdam Ahoy –  Rotterdam (NL)

Dates: 27 – 29 March 2026
Public hours: 11 am – 7 pm

In occasione della sua prima partecipazione a UNSEEN all’interno di Art Rotterdam, Lo Magno artecontemporanea presenta un progetto che propone un dialogo visivo tra la pittura di Emanuele Giuffrida e il lavoro multimediale di Tamara Marino + Simon Troger, reinterpretando la Sicilia degli anni ’90 attraverso due prospettive complementari: la memoria personale, evocata dai toni intimi della pittura e del disegno su carta e tela, e la memoria collettiva, restituita tramite azioni performative video e installazioni.

La memoria del territorio si trasforma continuamente: ciò che viene conservato e ciò che si perde o cambia nel tempo si intrecciano in un processo di selezione e trasformazione.

L’incontro tra media tangibili e intangibili genera una narrazione stratificata di un decennio che ha profondamente segnato l’identità culturale dell’isola, tra mutamenti sociali, estetiche popolari e trasformazioni tecnologiche.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto locale, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro combina una forte relazione con il territorio a una pratica visiva rigorosa e sperimentale.

On the occasion of its first participation at UNSEEN within Art Rotterdam, Lo Magno artecontemporanea presents a project that establishes a visual dialogue between the painting of Emanuele Giuffrida and the multimedia work of Tamara Marino + Simon Troger, reinterpreting 1990s Sicily through two complementary perspectives: personal memory, conveyed through the intimate tones of painting and drawing on paper and canvas, and collective memory, expressed through video performances and installations.

The memory of the territory is in constant transformation: what is preserved and what is lost or altered over time intertwine in an ongoing process of selection and change.

The encounter between tangible and intangible media creates a layered narrative of a decade that profoundly shaped the island’s cultural identity, marked by social changes, popular aesthetics, and technological transformations.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea promotes contemporary artistic research rooted in the local context while simultaneously engaging in dialogue with the international scene. The gallery’s program supports artists whose work combines a strong connection to the territory with a rigorous and experimental visual practice.

Emanuele Giuffrida_The Insane Vouyerism_2026_oil on canvas_45x60 cm
Tamara Marino + Simon Troger_La Mafia si può vincere, site-specific intallation, print on paper, video action, 8"25' min_350x500

MIA Photo Fair 2026

Lo Magno artecontemporanea è lieta di annunciare la propria partecipazione alla 15^ edizione di MIA PHOTO FAIR BNP PARIBAS

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MIA Photo Fair    |  SEZIONE  BEYOND PHOTOGRAPHY – DIALOGUE a cura di Domenico de Chirico

LO MAGNO  |  BOOTH B04

 

Location: Superstudio più, Via Tortona, 27 –  Milano
Date: 19 – 22 marzo 2026
Orari apertura al pubblico: Thu–Fri: 11:00 am – 9:00 pm / Sat–Sun: 11:00 am – 8:00 pm

Lo Magno artecontemporanea is pleased to announce our participation in the 15th edition of MIA Photo Fair BNP Paribas.

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MIA Photo Fair    |  SEZIONE  BEYOND PHOTOGRAPHY – DIALOGUE curated by Domenico de Chirico

LO MAGNO  |  BOOTH B04

 

Location: Superstudio più, Via Tortona, 27 –  Milano

Dates: 19 – 22 March 2026
Public hours: thurs

In occasione della sua seconda partecipazione a MIA Photo Fair BNP Paribas, Lo Magno artecontemporanea presenta un progetto che riunisce le ricerche di tre artisti siciliani: Nanni Licitra, Rossana Taormina ed Emanuele Giuffrida.

La selezione propone un’indagine sulle trasformazioni dell’immagine fotografica e sul modo in cui memoria, paesaggio e percezione si intrecciano nella costruzione del visibile. Attraverso pratiche differenti, gli artisti esplorano territori in cui il dato reale si modifica e si stratifica, generando nuove letture del rapporto tra naturale e artificiale, presenza e traccia.

Nel lavoro di Rossana Taormina fotografie d’archivio vengono recuperate e sottoposte a interventi manuali che ne alterano la superficie e il significato, attivando un dialogo tra memoria collettiva e interpretazione personale. Nanni Licitra rivolge la propria attenzione alla cosiddetta “fascia trasformata” del sud-est siciliano, un paesaggio segnato dalla serricoltura intensiva: le sue immagini sono spesso realizzate o presentate su supporti non convenzionali, tra cui la plastica delle serre, che diventa parte integrante della narrazione visiva. Emanuele Giuffrida sviluppa invece un percorso che traduce visioni fotografiche interiori in disegni a grafite, trasformando l’immagine in una sintesi essenziale fatta di luce, segno e memoria.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto locale, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro combina una forte relazione con il territorio a una pratica visiva rigorosa e sperimentale.

On the occasion of its second participation in MIA Photo Fair BNP Paribas, Lo Magno artecontemporanea presents a project bringing together the practices of three Sicilian artists: Nanni Licitra, Rossana Taormina, and Emanuele Giuffrida.

The selection investigates the transformations of photographic imagery and the ways in which memory, landscape, and perception intersect in the construction of the visible. Through distinct approaches, the artists explore territories where reality is modified and layered, generating new readings of the relationship between natural and artificial, presence and trace.

In Rossana Taormina’s work, archival photographs are recovered and subjected to manual interventions that alter their surface and meaning, activating a dialogue between collective memory and personal perception. Nanni Licitra focuses on the so-called “transformed belt” of southeastern Sicily, a landscape shaped by intensive horticulture: his images are often realized or presented on unconventional supports, including the plastic of the greenhouses, which becomes an active part of the visual narrative. Emanuele Giuffrida develops a practice that translates inner photographic visions into graphite drawings, transforming the image into an essential synthesis of light, line, and memory.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea fosters contemporary artistic research rooted in the local context while maintaining an active dialogue with the international scene. The gallery program supports artists whose work combines a strong connection to place with a rigorous and experimental visual language.

Nanni Licitra_Serigrafia #3_2025_silkscreen on descared greenhouse plastic_65 x 50_ed. of 10.
Rossana Taormina_Interludio 5_2025_Vintage Photo_Natural Feathers_25x12 cm
Emanuele Giuffrida_10:10 and Surfaces_2026_graphite and carchoal on paper_42x28 cm

ICTAF 2026

È ufficiale! Parteciperemo ad Investec Cape Town Art Fair 2026, la principale e più grande fiera d’arte contemporanea del continente africano. Ci aspetta una settimana di arte, idee, conversazioni stimolanti e connessioni a Cape Town.

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INVESTEC CAPE TOWN ART FAIRLO MAGNO – MAIN – BOOTH D7

 

Location: Cape Town International Convention Centre (CTICC), Cape Town, Sudafrica
Date: 20 – 22 febbraio 2026
VIP Preview: 19 febbraio, 12:00 – 21:00
Orari apertura al pubblico: 11:00 – 19:00

It’s official! We’re taking part in Investec Cape Town Art Fair 2026, the leading and largest contemporary art fair on the African continent. Here’s to a week of art, ideas, interesting conversations and connection in Cape Town.

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INVESTEC CAPE TOWN ART FAIRLO MAGNO – MAIN – BOOTH D7

 

Location: Cape Town International Convention Centre (CTICC), Cape Town, South Africa

Dates: 20 – 22 February 2026
VIP Preview: 19 February 12h00 – 21h00
Public hours: 11h00 – 19h00

In occasione della sua seconda partecipazione a ICTAF, Lo Magno artecontemporanea presenta una selezione di opere di tre artisti siciliani: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida e Giovanni Viola.

Il progetto si concentra sulla pittura e sui lavori su carta, mettendo in luce la centralità del gesto come elemento formale e concettuale. Nelle loro pratiche, l’atto pittorico diventa uno spazio di costruzione e riflessione: l’acqua viene esplorata come trasparenza e profondità; la città si articola attraverso strutture stratificate e astratte; e il paesaggio emerge tramite segni, tensioni e stratificazioni che ridefiniscono lo spazio e la percezione.

Fondata in Sicilia, Lo Magno artecontemporanea promuove la ricerca artistica contemporanea radicata nel contesto mediterraneo, instaurando al contempo un dialogo con la scena internazionale. Il programma della galleria sostiene artisti il cui lavoro unisce un forte senso del luogo a un linguaggio visivo rigoroso e aperto.

Con questa partecipazione, la galleria riafferma il proprio impegno verso la pittura come campo vivo e in continua evoluzione, sostenendo pratiche artistiche che indagano superficie, materia e gesto come strumenti per interpretare l’esperienza contemporanea.

On the occasion of its second participation in ICTAF, Lo Magno artecontemporanea presents a selection of works by three Sicilian artists: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, and Giovanni Viola.

The presentation focuses on painting and works on paper, highlighting the centrality of gesture as both a formal and conceptual element. In these practices, the pictorial act becomes a space of construction and reflection: water is explored as transparency and depth; the city is articulated through layered and abstract structures; and the landscape emerges through signs, tensions, and stratifications that redefine perception and space.

Founded in Sicily, Lo Magno artecontemporanea is committed to promoting contemporary artistic research rooted in the Mediterranean context while engaging in an international dialogue. Through its program, the gallery supports artists whose work combines a strong sense of place with a rigorous and open visual language.

With this participation, the gallery reaffirms its commitment to painting as a living and evolving field of inquiry, sustaining artistic practices that investigate surface, material, and gesture as tools for interpreting contemporary experience.

Ignazio Cusimano Schifano, Din Don, The Wedding, oil on copperplate, cm 23x29
Emanuele Giuffrida, Waterbullets, Playroom Scenario #2, 2025, oil on canvas, 120 x 180 cm
Giovanni Viola, Piccola Icona, 2026, oil on found wood recovered from an immigration boat, 23x25 cm irregular

Emanuele Giuffrida | Nel silenzio della superficie

Emanuele Giuffrida Nel silenzio della superficie

curated by Domenico de Chirico

 

 

Fondazione Brodbeck, via Gramignani 93, Catania

Giovedi e venerdì 17.30-19.30

Thursdays and Fridays  5.30 pm – 7.30 pm

10/10/2025 – 12/12/2025

 

Partner:  Fondazione Oelle, Lo Magno artecontemporanea
Supported by
Installation view at Fondazione Oelle.

Thanks to Fondazione The Bank ETS for the loan of the work.

Nel fragore del silenzio della superficie
Riflessioni sulla pittura di Emanuele Giuffrida

Nella pittura dell’artista siciliano Emanuele Giuffrida (Gela, 1982 – vive e lavora a Palermo), c’è un momento in cui la memoria individuale più autentica si sovrappone alla complessa morfologia del reale: è in quell’eclissi —vulnerabile e albeggiante — che nasce l’opera. In quel frangente, la superficie del mondo — la più dura e apparentemente impenetrabile —talvolta costituita dal ruvido asfalto, talaltra da un candido lenzuolo, si trasforma in una soglia percettiva: al tempo stesso visiva, psicologica ed esistenziale. È qui che lo sguardo dell’artista si posa, per scorgere immagini e figure intessute di tensioni e ricorrenze. Non si tratta di semplici ricostruzioni di tracce di cronaca, ma di visioni autentiche — generate da un processo interiore, profondo e radicale — in cui la pareidolia diventa strumento rivelatore, cardine poetico della sua ricerca.

La pareidolia — quel fenomeno cognitivo che ci induce a riconoscere volti,f igure o forme familiari in oggetti ambigui o casuali — non è, per Giuffrida, una semplice curiosità visiva, ma una chiave alternativa e particolarmente stimolante per decodificare la realtà. Non si tratta di un gioco percettivo, madi un modo profondo di interpretare il mondo, in cui lo sguardo si trasforma in uno strumento capace di attribuire senso a tutto ciò che ci circonda. Secondo questo tipo di approccio, l’artista si avvicina a una concezione della percezione affine a quella del fenomenologo Maurice Merleau-Ponty, secondo cui vedere non significa soltanto registrare ciò che è presente, ma partecipare attivamente alla costruzione del mondo, attraverso un processo che coinvolge, in egual misura, corpo e coscienza. Così, ciò che emerge dalla tela non è semplicemente ciò che è stato osservato, ma ciò che è stato intuito, riconosciuto interiormente e poi lasciato libero di affiorare, fino a diventare un’immagine nitida.

Così, la pittura diviene una sorta di mappa interiore, dove l’informe e il brumoso si plasmano in visioni: costellazioni simboliche che non rimandano direttamente ai fatti, ma a ciò che quei fatti hanno lasciato impresso nella coscienza collettiva. Le figure che emergono — tra cui il lenzuolo, l’asfalto, i fori, i bossoli, i vetri rotti — non sono icone della cronaca, bensì tracce di un ricordo fluido: segni vaghi, fluttuanti, quasi archetipi. In questo senso, la memoria non è una semplice copia del passato, ma la sua rievocazione poetica: un corpo vivo che muta sotto la pressione del tempo che scorre solerte e dello sguardo, che si modella continuamente secondo la visione del mondo dell’artista.

Cresciuto nella città di Gela negli anni ’90, in un contesto segnato da presenze oscure, malaffari e silenzi imposti — un ambiente i cui codici estetici influenzano profondamente la sua tavolozza cromatica — Emanuele Giuffrida ha assorbito sin dall’infanzia immagini destinate a riaffiorare nella sua pittura molti anni dopo. Come egli stesso racconta, quello scenario è rimasto impresso: “Ricordo da bambino […] un uomo avvolto in un lenzuolo fluttuante”. Quella visione, sospesa tra trauma e immaginazione infantile, non si è mai dissolta: si è depositata in profondità, trasformandosi nel tempo in una grammatica visiva che oggi prende forma sulla tela.

Tuttavia, ciò che conferisce al lavoro di Giuffrida una radicale contemporaneità è il suo rifiuto dell’immagine piena, narrativa, illustrativa e particolarmente esaustiva. L’artista non si propone di mostrare la violenza, ma di interrogarla, trattenerla, sospenderla. Le sue opere non ambiscono a ricostruire un evento specifico, bensì a evocare una soglia percettiva e simbolica, uno spazio in cui l’invisibile può affiorare. In questa operazione di sottrazione — contraddistinta da un indubbio rigore formale e da un consapevole contenimento emotivo — Giuffrida si inserisce a pieno titolo in una riflessione più ampia sull’immagine come enigma, ricordando, attraverso le parole di Georges Didi-Huberman, che, nonostante tutto, «l’immagine ha spesso più memoria e più avvenire di colui che la guarda».

Nello specifico, il lenzuolo che avvolge un corpo — figura ricorrente nelle sue opere — non narra una morte, ma apre uno spazio immaginativo sospeso tra assenza e presenza, tra umano e chimerico. È in questa ambivalenza che risiede la forza simbolica della sua pittura: non nel descrivere fedelmente, ma nel suggerire sussurrando; non nel rivelare del tutto, ma nel costruire una distanza che, pur mantenendo una prossimità palpabile, crea un silenzio che invoglia a sostare.

Dunque, in un’epoca segnata dalla saturazione visiva e dal consumo vorace e rapido delle immagini, Giuffrida compie un gesto di resistenza: rallenta lo sguardo, restituendo all’immagine la sua sospensione, la sua opacità e il suo mistero.

Questa riflessione si estende fino a toccare il paesaggio, fatto di fuochi divampanti, sale da gioco, strade e scene del crimine, oltre che di oggetti della quotidianità — autovetture, tavoli e luci da biliardo, slot machine — presenze inusitate eppure familiari che, nella pittura di Giuffrida, si trasfigurano in simboli esanimi eppur carichi di senso. Le sue opere — pur radicate in un realismo nitido, a tratti quasi cinematografico — non si limitano a mostrare ciò che l’occhio vede, ma trasformano lo spazio del tempo vissuto,
quel tempo in cui, secondo Henri Bergson, passato, presente e futuro si intrecciano in un continuo divenire, in uno spazio esistenziale.

Luoghi apparentemente ordinari si caricano di una tensione metafisica: diventano inquieti, interrogativi, a tratti disturbanti, come se la semplice esistenza delle cose nascondesse una verità più profonda, a volte ancora più inquietante. Lo spettatore è così chiamato non solo a guardare, ma a fermarsi per riflettere e confrontarsi, vis-à-vis, con gli enigmi dell’esistenza quotidiana.

In questa realtà essenziale, lucida e priva di artifici si manifesta l’élan vital dell’opera: una forza silenziosa e illuminata che si traduce nella dignità del vivere, nel coraggio discreto di esistere nonostante tutto. È una pittura che, nella sua sobrietà, sprigiona una potente aura meditativa e spirituale, in cui la materia diventa veicolo di pensiero e il vuoto — quando presente — parla con la stessa intensità della forma. L’opera può nascere tanto da una riflessione sociale quanto da intuizioni e rimembranze intime e personali, ma ciò che davvero importa è che conservi un valore estetico preciso e forte, una struttura capace di sublimare il reale e trasformarlo in un’esperienza sentita e condivisa.

Il gesto pittorico, per Giuffrida, assume un valore quasi rituale. Predilige la pittura a olio per la sua capacità di restituire sfumature, profondità e lentezza.
Anche nel disegno — realizzato con campiture di grafite, spesso arricchite da gouache o altre tecniche a base d’acqua — la materia non è mai solo segno, ma pittura a tutti gli effetti. Le sue composizioni nascono da ampie stesure, dove la luce, la scena e l’atmosfera contano più del dettaglio. Quest’ultimo, quando presente, è subordinato al respiro complessivo dell’immagine e alla sua capacità di evocare odori, silenzi, sospensioni, attese, o addirittura uno spleen profondo.

Le opere, talvolta di grande formato, si configurano come veri e propri dispositivi immersivi: spazi pittorici capaci di catturare lo sguardo e condurre lo spettatore in medias res. Tra fughe prospettiche, piani inclinati e vuoti sospesi, ogni elemento concorre a costruire un’esperienza percettiva immersiva, in cui la pittura non è soltanto immagine da osservare, né semplice espediente, ma uno spazio da attraversare, da esperire, da vivere appieno. In questo luogo — al tempo stesso reale e simbolico — l’essere umano può riconoscere un riflesso di sé: fragile o sibillino, ma pur sempre custodito nel silenzio della superficie. È proprio in quella soglia sottile tra visibile e invisibile, tra contingenza e smarrimento, che la pittura enigmatica di Emanuele Giuffrida svela il suo potere più profondo: farci intuire senza mai rivelare tutto, richiamandoci a un rapporto sempiterno con l’opera, fondato su un sentire epidermico — in uno spazio, di matrice segnatamente pareidolica,
dove il dubbio si fa forma e l’interrogazione prende corpo.

 

Milano,15 Settembre 2025
Domenico de Chirico

Within the Resounding Silence of the Surface

Reflections on the Painting of Emanuele Giuffrida

In the painting of Sicilian artist Emanuele Giuffrida (Gela, 1982 – lives and works in Palermo), there is a moment when the most intimate layer of personal memory overlaps with the complex morphology of reality: it is within that eclipse – fragile and dawning – that the artwork is born. In this fleeting instant, the surface of the world – often the hardest and most seemingly impenetrable – whether made of rough asphalt or a pristine white sheet, becomes a perceptual threshold: at once visual, psychological, and existential. It is here that the artist’s gaze settles, in search of images and figures woven from tension and recurrence. These are not mere reconstructions of traces from news events, but authentic visions – generated by an inner process that is deep and radical – where pareidolia becomes a revelatory tool, a poetic cornerstone of his research.

Pareidolia – the cognitive phenomenon that leads us to recognize faces, figures, or familiar forms in ambiguous or random patterns – is not, for Giuffrida, a simple visual curiosity, but an alternative and stimulating key to decoding reality. This is not a perceptual game, but a profound way of interpreting the world, in which the gaze becomes an instrument capable of attributing meaning to everything around us. Through this lens, Giuffrida’s approach to perception aligns with the thought of phenomenologist Maurice Merleau-Ponty, who believed that seeing does not merely mean registering what is there, but actively participating in the construction of the world – a process involving body and consciousness in equal measure. Thus, what emerges from the canvas is not simply what has been observed, but what has been intuited, recognized inwardly, and then allowed to surface until it becomes a clear image.

Painting, then, becomes a kind of inner map, where the formless and the nebulous take shape as visions – symbolic constellations that do not directly reference events, but rather what those events have inscribed in the collective consciousness. The recurring figures that emerge – the sheet, the asphalt, bullet holes, shell casings, shattered glass – are not icons of the news, but traces of a fluid memory: vague, floating signs, almost archetypes. In this sense, memory is not a mere replica of the past, but a poetic re-evocation: a living body that shifts under the pressure of time’s relentless flow and the gaze, constantly shaped by the artist’s evolving vision of the world.

Raised in Gela during the 1990s – a context marked by darkness, illicit dealings, and imposed silences – Giuffrida absorbed, from an early age, images that would resurface in his painting years later. As he recounts, that setting left a lasting impression: “I remember as a child […] a man wrapped in a floating sheet.” That vision, suspended between trauma and the imagination of childhood, never dissipated. It sank deep, gradually transforming into a visual grammar that today takes shape on canvas.

What grants Giuffrida’s work its radical contemporaneity, however, is his refusal of the full, narrative, illustrative, and overtly descriptive image. He does not seek to portray violence, but to question it, withhold it, suspend it. His works do not aim to reconstruct specific events, but rather to evoke a perceptual and symbolic threshold – a space where the invisible can emerge. In this act of subtraction – marked by formal rigor and a deliberate emotional restraint – Giuffrida contributes to a broader discourse on the image as enigma, recalling, in the words of Georges Didi-Huberman, that, despite everything, “the image often holds more memory and more future than the one who looks at it.”

In particular, the recurring image of the sheet shrouding a body does not narrate a death, but opens an imaginative space suspended between presence and absence, between the human and the chimeric. It is within this ambivalence that the symbolic power of his painting resides: not in faithfully depicting, but in gently suggesting; not in fully revealing, but in constructing a distance which, though palpably close, creates a silence that invites one to linger.

Thus, in an era saturated with images and driven by a voracious and rapid consumption of the visual, Giuffrida performs a gesture of resistance: he slows the gaze, restoring to the image its suspension, its opacity, and its mystery.

This reflection extends even to the landscape, composed of blazing fires, gaming halls, streets and crime scenes, as well as objects from everyday life – cars, tables, pool hall lights, slot machines – unlikely yet familiar presences that, in Giuffrida’s painting, are transfigured into lifeless yet meaning-laden symbols. His works – rooted in a sharp, at times almost cinematic realism – go beyond showing what the eye sees: they transform the space of lived time into an existential realm, one in which, as Henri Bergson wrote, past, present, and future intertwine in a continuous becoming.

Seemingly ordinary places are charged with metaphysical tension: they become restless, questioning, at times unsettling, as though the very existence of things concealed a deeper truth – one perhaps even more disquieting. The viewer is thus called not only to look, but to pause and reflect, to confront face-to-face the enigmas of everyday existence.

In this stripped-down, lucid, and unadorned reality, the élan vital of the work manifests: a silent, luminous force that translates into the dignity of living – into the quiet courage of existing, despite it all. This is a painting that, in its restraint, releases a meditative and spiritual aura, where matter becomes a vessel for thought, and where absence – when present – speaks with the same intensity as form. A work may arise from social reflection or from intimate, personal memory and intuition, but what truly matters is that it retains a strong and precise aesthetic value – a structure capable of sublimating the real and transforming it into a shared and deeply felt experience.

For Giuffrida, the pictorial gesture takes on an almost ritual significance. He favors oil painting for its ability to render nuance, depth, and slowness. Even in his drawing – often made with layers of graphite enriched with gouache or other water-based media – the material is never merely a mark, but painting in its own right. His compositions emerge from broad applications, where light, scene, and atmosphere take precedence over detail. The latter, when present, is subordinate to the overall breath of the image and its capacity to evoke smells, silences, suspensions, moments of waiting – or even a profound spleen.

The works, at times large in scale, function as fully immersive devices: painterly spaces capable of drawing in the gaze and transporting the viewer in medias res. Through vanishing points, tilted planes, and suspended voids, every element contributes to building a perceptual experience in which painting is not merely an image to be observed, nor a simple pretext, but a space to be crossed, to be experienced, to be fully lived. It is within this space – at once real and symbolic – that the human being may recognize a reflection of themselves: fragile or elusive, yet always held within the silence of the surface.

It is precisely on this subtle threshold – between the visible and the invisible, between contingency and disorientation – that the enigmatic painting of Emanuele Giuffrida reveals its deepest power: to make us intuit without ever fully revealing, calling us into an enduring relationship with the artwork – one rooted in a visceral kind of perception, within a space distinctly shaped by pareidolia, where doubt takes form and questioning becomes embodied.

 

 

Milan, September 15, 2025
Domenico de Chirico

In Seed (2024) il seme diviene emblema di una vitalità latente, che si radica nello spazio vissuto — inteso nella sua accezione bergsoniana — e si oppone alla tradizionale concezione dello spazio come entità statica e misurabile.

Grigio (2025) esplora la tensione tra fragilità e resistenza del paesaggio, che si fissa nella memoria come forma d’illusione.

Le due opere omonime Landscape Notes (2025) si fanno invece esercizio di attenzione: appunti visivi e tattili su una realtà in continuo mutamento, colta nel suo perpetuo frammentarsi e ricomporsi.

Con il dittico Shape of the Days (2025), Taormina dà forma al tempo quotidiano, modellandolo come materia plastica: anche quando i giorni si esauriscono, lasciano un’impronta discreta ma imperitura.

In Summertime (2023) e Soffio (2023 e 2025), il tempo scivola leggero, ma lascia traccia, imprimendo segni sottili e acuti: si insinua nelle pieghe degli affetti e delle immagini ad essi correlate.

In Seed (2024), the seed becomes the emblem of latent vitality, rooted in lived space — understood in its Bergsonian sense — in opposition to the traditional notion of space as static and measurable.

Grigio (2025) explores the tension between fragility and resistance of the landscape, which crystallizes in memory as a form of illusion.

The two works entitled Landscape Notes (2025) serve as exercises in attentiveness: visual and tactile annotations on a reality in perpetual flux, captured in its ongoing fragmentation and recomposition.

With the diptych Shape of the Days (2025), Taormina gives form to quotidian time, shaping it as if it were plastic matter: even when days come to an end, they leave behind a discreet yet indelible imprint.

In Summertime (2023) and Soffio (2023 and 2025), time glides lightly, yet leaves a trace, imprinting subtle and sharp signs: it insinuates itself into the folds of affections and the images linked to them.

Investec Cape Town Art Fair 2025

Investec Cape Town Art Fair 2025

12^ edizione

Cape Town International Convention Centre (CTICC)

21-23 febbraio 2025

Lo Magno artecontemporanea-Stand D3

Artists: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, William Marc Zanghi.

Le eccellenze siciliane protagoniste in Sudafrica: la galleria Lo Magno di Modica debutta in una prestigiosa fiera internazionale

Modica – Lo Magno artecontemporanea, rinomata galleria d’arte contemporanea con sede a Modica e Scicli, annuncia con entusiasmo la sua prima partecipazione a Investec Cape Town Art Fair, la più prestigiosa fiera d’arte del continente africano, che si terrà a Città del Capo, Sudafrica, dal 21 al 23 febbraio 2025. La fiera è organizzata da Fiera Milano Exhibitions Africa, parte del Gruppo Fiera Milano, leader mondiale nel settore fieristico. Grazie alla loro esperienza, ICTAF si è affermata come un evento imprescindibile per il mercato dell’arte globale. Con oltre 120 gallerie provenienti da tutto il mondo, tra le più importanti e influenti del panorama artistico internazionale, la manifestazione offre una vetrina d’eccezione per il dialogo tra culture e linguaggi creativi.

Fondata con l’obiettivo di promuovere artisti emergenti e affermati del panorama contemporaneo, la galleria Lo Magno ha costruito negli anni un’identità forte, con una programmazione di eventi attenta e una rete internazionale sempre più solida. L’invito a esporre alla 12^ edizione di ICTAF segna un importante traguardo, che per la prima volta porta la propria visione artistica oltre i confini europei per confrontarsi con il mercato africano, in forte crescita e ricco di fermento culturale.

Per questa occasione speciale, allo stand D3, Lo Magno presenterà una selezione di opere di Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina e William Marc Zanghi, mettendo in evidenza il legame tra la ricerca artistica contemporanea e le tematiche globali che attraversano le diverse culture. Puntando su un linguaggio visivo innovativo, le opere esposte mirano a creare connessioni tra la tradizione mediterranea e le dinamiche artistiche del continente africano.

Sicilian Excellence Takes Center Stage in South Africa: Lo Magno Gallery from Modica Debuts at a Prestigious International Art Fair

Modica – Lo Magno artecontemporanea, a renowned contemporary art gallery based in Modica and Scicli, is thrilled to announce its debut at Investec Cape Town Art Fair (ICTAF), the most prestigious art fair on the African continent. The event will take place in Cape Town, South Africa, from February 21 to 23, 2025. Organized by Fiera Milano Exhibitions Africa, part of the global exhibition leader Fiera Milano Group, ICTAF has established itself as a key event in the international art market. With over 120 leading galleries from around the world, the fair provides an exceptional platform for dialogue between cultures and creative languages.

Founded with the mission of promoting both emerging and established contemporary artists, Lo Magno Gallery has built a strong identity over the years, characterized by a carefully curated exhibition program and an increasingly solid international network. The invitation to exhibit at ICTAF’s 12th edition marks a significant milestone, as the gallery takes its artistic vision beyond Europe for the first time to engage with the rapidly growing and dynamic African art market.

For this special occasion, Lo Magno will present a curated selection of works by Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina, and William Marc Zanghi, highlighting the connection between contemporary artistic research and global themes that transcend cultural boundaries. By embracing an innovative visual language, the selected works aim to foster connections between Mediterranean traditions and the evolving artistic landscape of Africa.

A rafforzare ulteriormente questa visione di internazionalizzazione delle eccellenze siciliane, la storica azienda modicana Bonajuto, simbolo della tradizione dolciaria locale, sarà sponsor di un evento esclusivo all’interno della fiera, dedicato alla diffusione del valore Sicilia raccontandolo in due delle sue forme più raffinate: quella culinaria e quella artistica.

Questa sinergia tra arte e alta gastronomia, tra Lo Magno e Bonajuto, vuole essere un segnale concreto dell’impegno nel portare nel mondo il meglio della cultura, della creatività e del saper fare siciliano, dimostrando come tradizione e innovazione possano dialogare su scala globale.

“Siamo entusiasti di partecipare a Investec Cape Town Art Fair 2025 e di avere l’opportunità di far conoscere il nostro lavoro a un nuovo pubblico internazionale. Il Sudafrica rappresenta un crocevia culturale affascinante, e crediamo che il dialogo tra le nostre proposte artistiche e il contesto locale possa generare riflessioni significative”, afferma Giuseppe Lo Magno.

Lo Magno, con il supporto di Bonajuto, sarà l’unica galleria a rappresentare la Sicilia in ICTAF, confermando il suo impegno nel portare avanti un dialogo interculturale e nell’esplorare nuove prospettive nel mercato globale dell’arte contemporanea, rafforzando al tempo stesso la visibilità delle eccellenze modicane e siciliane nel mondo.

Further strengthening this vision of internationalizing Sicilian excellence, the historic Modica-based confectionery brand Bonajuto, a symbol of local artisanal tradition, will sponsor an exclusive event within the fair. This initiative will showcase the essence of Sicily through two of its most refined expressions: culinary craftsmanship and artistic creativity.

This synergy between Lo Magno and Bonajuto, bridging art and haute cuisine, serves as a testament to their commitment to sharing Sicilian culture, creativity, and craftsmanship on a global scale—demonstrating how tradition and innovation can engage in a meaningful dialogue across borders.

“We are excited to participate in Investec Cape Town Art Fair 2025 and to have the opportunity to introduce our work to a new international audience. South Africa represents a fascinating cultural crossroads, and we believe that the dialogue between our artistic proposals and the local context can generate significant reflections,” says Giuseppe Lo Magno.

As the only Sicilian gallery participating in ICTAF, Lo Magno, with the support of Bonajuto, continues its mission of fostering intercultural exchange, exploring new opportunities in the global contemporary art market, and enhancing the international visibility of Modica’s and Sicily’s finest artistic and cultural contributions.

Roma Arte in Nuvola 2024

Lo Magno artecontemporanea –  Roma Arte in Nuvola

21 – 24 novembre 2024

Piano forum (piano terra) stand G34

Centro congressi  “La Nuvola” – Viale Asia 40/44, Roma.

Con noi gli artisti: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina.

Un progetto collettivo realizzato in occasione della prima partecipazione della galleria alla manifestazione romana che quest’anno giunge alla 4^edizione.

Ignazio Cusimano Schifano (Palermo, 1976)

FICUZZA*

cosa non abbiamo capito, cosa non abbiamo compreso di loro?

Così chiedeva la grande quercia secolare durante le “residenze” periodiche di Ignazio al bosco di Ficuzza (Palermo).

Un luogo in cui l’artista vive un’esperienza legata alla metafisica e che, come in una sorta di grande puzzle da ricomporre, narra l’incontro con una realtà altra in cui protagonista è un albero annoiato dalla sua immobilità che memorizza tutti i vissuti del prato circostante: Matrimoni singolari, funerali insoliti, disparate liti, e le condivide.

Un dialogo mistico che si esplicita in opere su carta in cui predilette sono tecniche miste legate al ‘700-’800.

Esperienze si declinano in tratti decisi, che eliminano le distanze tra idealizzazione e realizzazione. Un impeto di espressione in cui si manifesta l’intimità dell’artista.

Un racconto in cui si fondono pura serenità, data dal contatto con la natura, ed inflessioni tematiche,dovute al contatto con il mondo sociale e con l’universo dell’arte contemporanea.

Cronologia di emozioni su carta, Ficuzza rappresenta il susseguirsi degli istanti in cui affacciarsi alla realtà significa avere urgenza di essere artista.

*La riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è un’area naturale protetta situata nei comuni di Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso e Monreale, nella città metropolitana di Palermo

Emanuele Giuffrida (Gela, 1982)

Erano gli anni novanta ed Emanuele Giuffrida si trovava a crescere in una cittadina dell’estremo sud siculo chiamata Gela, in provincia di Caltanissetta.

Dato biografico necessario per comprendere il lavoro dell’artista, perché è proprio da qui che inizia la storia della suo progetto artistico, dalle rielaborazioni dei vissuti d’infanzia: The Playroom Scenario, The White Sheet, The Outside Circus, cicli pittorici che Emanuele abbraccia e che, come tante declinazioni di uno stesso vissuto, ci rimandano immediatamente a lui, alla sua pittura, definita a volte hopperiana, a volte malinconica, ma che per l’artista si realizza in una potente forma di rivalsa estetica. Memoria che fa da guida ad una pittura solida, piena, gestita perfettamente come fosse continuazione del suo essere nel mondo.

Campi semantici propri affidati ad un tratto pittorico riconoscibile e puro, quasi incontaminato nel tempo .

Una continua ricerca che si nutre della sua intimità ma che si manifesta in un dialogo con il contemporaneo deciso, autentico e dal forte impatto estetico.

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

DERIVA

“cosi gentile e inafferabile, impermeabile alla volgarità” cantava De Gregori riferendosi a quel movimento che, in maniera apparentemente lenta e superficiale, spinge sempre nella stessa direzione diventando corrente e portando ad uno scostamento di idee, modi, spazi, tempi, vita.

Deriva nasce da un’esigenza fondamentale nella produzione dell’artista: partendo dalla pratica dell’objet trouvé, riscrivere spazio e tempo di un oggetto, a stretto contatto con la carica mnestica di questo.

Plasmare una nuova memoria lavorando con la dimensione spazio-temporale è condizione fondamentale della deriva che, grazie al medium dell’acrilico e al supporto di vecchie carte nautiche, diventa nuova geografia a servizio di un estetica contemporanea.

Roma Arte in Nuvola 4^edizione

Lo Magno artecontemporanea a Roma Arte in Nuvola!

 

Dal 21 al 24 novembre 2024 ci trovate al piano forum (piano terra) stand G34 nella splendida cornice dello stesso centro congressi dove nel 2016 fu inaugurata l’opera “La Nuvola” dell’architetto Massimiliano Fuksas, in Viale Asia 40/44, Roma.

Con noi gli artisti: Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Rossana Taormina.

Un progetto collettivo realizzato in occasione della prima partecipazione della galleria alla manifestazione romana che quest’anno giunge alla 4^edizione.

Vi raccontiamo un pò:

Ignazio Cusimano Schifano

Ignazio Cusimano Schifano (Palermo, 1976)

FICUZZA*

cosa non abbiamo capito, cosa non abbiamo compreso di loro?

Così chiedeva la grande quercia secolare durante le “residenze” periodiche di Ignazio al bosco di Ficuzza (Palermo).

Un luogo in cui l’artista vive un’esperienza legata alla metafisica e che, come in una sorta di grande puzzle da ricomporre, narra l’incontro con una realtà altra in cui protagonista è un albero annoiato dalla sua immobilità che memorizza tutti i vissuti del prato circostante: Matrimoni singolari, funerali insoliti, disparate liti, e le condivide.

Un dialogo mistico che si esplicita in opere su carta in cui predilette sono tecniche miste legate al ‘700-’800.

Esperienze si declinano in tratti decisi, che eliminano le distanze tra idealizzazione e realizzazione. Un impeto di espressione in cui si manifesta l’intimità dell’artista.

Un racconto in cui si fondono pura serenità, data dal contatto con la natura, ed inflessioni tematiche,dovute al contatto con il mondo sociale e con l’universo dell’arte contemporanea.

Cronologia di emozioni su carta, Ficuzza rappresenta il susseguirsi degli istanti in cui affacciarsi alla realtà significa avere urgenza di essere artista.

*La riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è un’area naturale protetta situata nei comuni di Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso e Monreale, nella città metropolitana di Palermo

Emanuele Giuffrida

Emanuele Giuffrida (Gela, 1982)

Erano gli anni novanta ed Emanuele Giuffrida si trovava a crescere in una cittadina dell’estremo sud siculo chiamata Gela, in provincia di Caltanissetta.

Dato biografico necessario per comprendere il lavoro dell’artista, perché è proprio da qui che inizia la storia della suo progetto artistico, dalle rielaborazioni dei vissuti d’infanzia: The Playroom Scenario, The White Sheet, The Outside Circus, cicli pittorici che Emanuele abbraccia e che, come tante declinazioni di uno stesso vissuto, ci rimandano immediatamente a lui, alla sua pittura, definita a volte hopperiana, a volte malinconica, ma che per l’artista si realizza in una potente forma di rivalsa estetica. Memoria che fa da guida ad una pittura solida, piena, gestita perfettamente come fosse continuazione del suo essere nel mondo.

Campi semantici propri affidati ad un tratto pittorico riconoscibile e puro, quasi incontaminato nel tempo .

Una continua ricerca che si nutre della sua intimità ma che si manifesta in un dialogo con il contemporaneo deciso, autentico e dal forte impatto estetico.

Rossana Taormina

Rossana Taormina (Partanna, 1972)

DERIVA

“cosi gentile e inafferabile, impermeabile alla volgarità” cantava De Gregori riferendosi a quel movimento che, in maniera apparentemente lenta e superficiale, spinge sempre nella stessa direzione diventando corrente e portando ad uno scostamento di idee, modi, spazi, tempi, vita.

Deriva nasce da un’esigenza fondamentale nella produzione dell’artista: partendo dalla pratica dell’objet trouvé, riscrivere spazio e tempo di un oggetto, a stretto contatto con la carica mnestica di questo.

Plasmare una nuova memoria lavorando con la dimensione spazio-temporale è condizione fondamentale della deriva che, grazie al medium dell’acrilico e al supporto di vecchie carte nautiche, diventa nuova geografia a servizio di un estetica contemporanea.

ROMA ARTE IN NUVOLA 22-24.11.2024

LO MAGNO ARTECONTEMPORANEA

FLOOR 0 (FORUM) – BOOTH G34

 

LOCATION

La Nuvola, Viale Asia 40/44, 00144 Roma

 

ORARI DELLA MANIFESTAZIONE

21 novembre SOLO SU INVITO

ore 11:30 anteprima stampa e apertura ufficiale

ore 12:00 Vip Preview

dalle ore 17:00 alle ore 20:30 vernissage

22 novembre

dalle ore 10:30 alle ore 20:30

23 novembre

dalle ore 10:30 alle ore 20:30

24 novembre

dalle ore 10:30 alle ore 20:30

 

PER RICEVERE UN INGRESSO GRATUITO IN FIERA

Inviaci una mail a info@lomagnoartecontemporanea.it con i seguenti dati: NOME, COGNOME, INDIRIZZO, NUMERO DI TELEFONO, EMAIL.

Ti aspettiamo!

A presto

LO MAGNO artecontemporanea

QUI SUD EST

QUI SUD EST

1ST EDITION

“Qui Sud Est”: la prima edizione di un viaggio artistico contemporaneo nel Sud Est siciliano. Dal 23 agosto a Scicli, tra il barocco patrimonio dell’Umanità

SCICLI (RG) – Un nuovo capitolo nel panorama artistico siciliano per un viaggio multisensoriale che è anche identitario. Si apre il prossimo 23 agosto alle ore 20, nella barocca Scicli l’evento “Qui Sud Est”, la collettiva d’arte, curata da Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica, con l’obiettivo di esplorare e raccontare la realtà del sud-est della Sicilia attraverso le voci uniche di dodici artisti. Un viaggio tra le espressioni artistiche frutto della collaborazione tra le gallerie Lo Magno di Modica e Collica di Catania e lo spazio forografico Gianni Mania.

L’inaugurazione si terrà contemporaneamente in due location iconiche di Scicli: i Bassi Beneventano, situati presso il Palazzo Beneventano (Piazza Angelo Ficili, 1), e lo Spazio Fotografico Gianni Mania ( Corso Mazzini, 10). Questa doppia apertura vuole celebrare non solo l’arte esposta ma anche la bellezza storica e architettonica dei luoghi che la ospitano.

I Bassi Beneventano, sede anche della stamperia d’arte Amenta, rappresentano un esempio straordinario di architettura barocca e sono già seconda sede della galleria Lo Magno.

Questo spazio, ricco di storia, ospiterà una parte significativa delle opere in mostra. Dall’altro lato, lo Spazio Fotografico Gianni Mania, recentemente rinnovato, diventa il palcoscenico ideale per un dialogo tra fotografia e altre espressioni artistiche contemporanee.

Protagonisti della mostra sono vari artisti di rilievo come Francesco Balsamo, Federico Baronello, Barbara Cammarata, Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Francesco Lauretta, Gianni Mania, Carmelo Nicosia, Rossana Taormina, Sasha Vinci, William Marc Zanghi, e Zoe Zizola.

Questi artisti, legati alle gallerie coinvolte nel progetto, presenteranno opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, fino alle installazioni, creando un ricco mosaico di linguaggi e visioni.
Un elemento distintivo di questa prima edizione è la presenza di una sezione speciale dedicata ai bozzetti e ai lavori preparatori di Abusi Studio, lo studio multidisciplinare che esplora il rapporto tra uomo e spazio attraverso pratiche innovative come il riciclaggio e l’economia circolare.

“Qui Sud Est” è una mostra senza confini in quanto non impone limiti tematici o dimensionali, lasciando che ogni artista esprima liberamente la propria esperienza di vita e lavoro in questa affascinante parte di Sicilia. Come sottolinea Giuseppe Lo Magno, “l’idea mostra nasce dalla riflessione sulla personale esperienza di rete sociale che tutti i giorni vivo, oggi più che mai fondamento per il lavoro di galleria, ma che nel frattempo ne oltrepassa i confini rimandando a valori di amicizia e rispetto che intercorrono tra gli artisti e i galleristi del territorio. Rapporti nel tempo diventati, indipendentemente da accordi di tipo lavorativo, parte di un’unica più ampia realtà: Qui Sud Est”. Gianluca Collica aggiunge che questo evento è un esempio di progettazione condivisa: “In questi ultimi anni diviene sempre più forte la volontà di costruire insieme e questa mostra è un esempio di progettazione condivisa tra artisti e galleristi del sud est della Sicilia. L’invisibilità di contesti periferici come quello siciliano, può essere superata solo camminando gli uni accanto all’altro condividendo un obiettivo: lavorare insieme e dare evidenza alla qualità che esprimiamo”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 19 ottobre 2024.

Gli orari di apertura, sono dal martedì al sabato, dalle 18:00 alle 23:00 fino al 31 agosto, e dalle 17:00 alle 21:00 nei mesi di settembre e ottobre. Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito web www.lomagnoartecontemporanea.it o contattare direttamente la galleria via email all’indirizzo info@lomagnoartecontemporanea.it.

“Qui Sud Est” si pone come un appuntamento annuale dedicato all’arte e alla cultura, un evento che mira a diventare un punto di riferimento per l’intera isola, promuovendo la creatività e la collaborazione tra artisti e comunità locali.

Grazie per il supporto a Ghibli Solutions

Michelangelo Barbagallo

Ufficio stampa Medialive

QUI

SUD

EST

 

a cura di Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica

 

 

OPENING

23 agosto 2024

ore 20.00

 

XX BASSI BENEVENTANO

P.zza A. Ficili 1, Scicli

+

SPAZIO FOTOGRAFICO GIANNI MANIA

C.so Mazzini, 10, Scicli

Fino al 19 ottobre 2024

 

Visite dal martedì al sabato 18.00/23.00

 

 

Info

www.lomagnoartecontemporanea.it

info@lomagnoartecontemporanea.it

tel +39 3396176251

wa +39 0932763165

QUI SUD EST

QUI SUD EST

1ST EDITION

“Qui Sud Est”: la prima edizione di un viaggio artistico contemporaneo nel Sud Est siciliano. Dal 23 agosto a Scicli, tra il barocco patrimonio dell’Umanità

SCICLI (RG) – Un nuovo capitolo nel panorama artistico siciliano per un viaggio multisensoriale che è anche identitario. Si apre il prossimo 23 agosto alle ore 20, nella barocca Scicli l’evento “Qui Sud Est”, la collettiva d’arte, curata da Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica, con l’obiettivo di esplorare e raccontare la realtà del sud-est della Sicilia attraverso le voci uniche di dodici artisti. Un viaggio tra le espressioni artistiche frutto della collaborazione tra le gallerie Lo Magno di Modica e Collica di Catania e lo spazio forografico Gianni Mania.

L’inaugurazione si terrà contemporaneamente in due location iconiche di Scicli: i Bassi Beneventano, situati presso il Palazzo Beneventano (Piazza Angelo Ficili, 1), e lo Spazio Fotografico Gianni Mania ( Corso Mazzini, 10). Questa doppia apertura vuole celebrare non solo l’arte esposta ma anche la bellezza storica e architettonica dei luoghi che la ospitano.

I Bassi Beneventano, sede anche della stamperia d’arte Amenta, rappresentano un esempio straordinario di architettura barocca e sono già seconda sede della galleria Lo Magno.

Questo spazio, ricco di storia, ospiterà una parte significativa delle opere in mostra. Dall’altro lato, lo Spazio Fotografico Gianni Mania, recentemente rinnovato, diventa il palcoscenico ideale per un dialogo tra fotografia e altre espressioni artistiche contemporanee.

Protagonisti della mostra sono vari artisti di rilievo come Francesco Balsamo, Federico Baronello, Barbara Cammarata, Ignazio Cusimano Schifano, Emanuele Giuffrida, Francesco Lauretta, Gianni Mania, Carmelo Nicosia, Rossana Taormina, Sasha Vinci, William Marc Zanghi, e Zoe Zizola.

Questi artisti, legati alle gallerie coinvolte nel progetto, presenteranno opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, fino alle installazioni, creando un ricco mosaico di linguaggi e visioni.
Un elemento distintivo di questa prima edizione è la presenza di una sezione speciale dedicata ai bozzetti e ai lavori preparatori di Abusi Studio, lo studio multidisciplinare che esplora il rapporto tra uomo e spazio attraverso pratiche innovative come il riciclaggio e l’economia circolare.

“Qui Sud Est” è una mostra senza confini in quanto non impone limiti tematici o dimensionali, lasciando che ogni artista esprima liberamente la propria esperienza di vita e lavoro in questa affascinante parte di Sicilia. Come sottolinea Giuseppe Lo Magno, “l’idea mostra nasce dalla riflessione sulla personale esperienza di rete sociale che tutti i giorni vivo, oggi più che mai fondamento per il lavoro di galleria, ma che nel frattempo ne oltrepassa i confini rimandando a valori di amicizia e rispetto che intercorrono tra gli artisti e i galleristi del territorio. Rapporti nel tempo diventati, indipendentemente da accordi di tipo lavorativo, parte di un’unica più ampia realtà: Qui Sud Est”. Gianluca Collica aggiunge che questo evento è un esempio di progettazione condivisa: “In questi ultimi anni diviene sempre più forte la volontà di costruire insieme e questa mostra è un esempio di progettazione condivisa tra artisti e galleristi del sud est della Sicilia. L’invisibilità di contesti periferici come quello siciliano, può essere superata solo camminando gli uni accanto all’altro condividendo un obiettivo: lavorare insieme e dare evidenza alla qualità che esprimiamo”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 19 ottobre 2024.

Gli orari di apertura, sono dal martedì al sabato, dalle 18:00 alle 23:00 fino al 31 agosto, e dalle 17:00 alle 21:00 nei mesi di settembre e ottobre. Per ulteriori informazioni, è possibile visitare il sito web www.lomagnoartecontemporanea.it o contattare direttamente la galleria via email all’indirizzo info@lomagnoartecontemporanea.it.

“Qui Sud Est” si pone come un appuntamento annuale dedicato all’arte e alla cultura, un evento che mira a diventare un punto di riferimento per l’intera isola, promuovendo la creatività e la collaborazione tra artisti e comunità locali.

Grazie per il supporto a Ghibli Solutions

Michelangelo Barbagallo

Ufficio stampa Medialive

QUI

SUD

EST

 

a cura di Giuseppe Lo Magno e Gianluca Collica

 

 

OPENING

23 agosto 2024

ore 20.00

 

XX BASSI BENEVENTANO

P.zza A. Ficili 1, Scicli

+

SPAZIO FOTOGRAFICO GIANNI MANIA

C.so Mazzini, 10, Scicli

Fino al 19 ottobre 2024

 

Visite dal martedì al sabato 18.00/23.00

 

 

Info

www.lomagnoartecontemporanea.it

info@lomagnoartecontemporanea.it

tel +39 3396176251

wa +39 0932763165

NIENTE DA VEDERE

“Niente da Vedere”: a Palazzo Beneventano a Scicli Lo Magno artecontemporanea inaugura un nuovo viaggio artistico tra storia e contemporaneità

 

SCICLI – Venerdì 8 marzo i bassi del maestoso Palazzo Beneventano di Scicli apriranno le porte a un’affascinante esposizione che, come un ponte tra passato e presente, intesserà un dialogo tra diverse epoche e lo farà sul filo conduttore dell’arte contemporanea.

A cura di Lo Magno artecontemporanea, la mostra “Niente da vedere” si inserisce nella complessa identità di questo storico edificio riconosciuto patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, un luogo unico e suggestivo che, fuso di stili ed epoche, testimonia la ricchezza della sua storia.

Fucina di bellezza e arte, denso di meraviglie da osservare e vivere, il titolo “Niente da vedere” vuole proprio essere un’ironica dichiarazione sulle molteplici sfaccettature di questo luogo, una dichiarazione che si svela nel connubio tra il racconto che di sé fa il progetto artistico “Bassi Beneventano” e l’arte contemporanea esposta e che porta la firma degli artisti

 

Simphiwe Buthelezi

Andrea Cerruto

Giuseppe Colombo

Ignazio Cusimano Schifano

Emanuele Giuffrida

Giovanni Iudice

Rossana Taormina

Ivan Terranova

Samantha Torrisi

Giovanni Viola

William Marc Zanghi

 

Gli stessi saranno anche i protagonisti dei progetti “Lo Magno artecontemporanea” che, nel biennio ’24-’25 , con le loro opere contribuiranno a creare un affascinante “trailer” di risorse e collaborazioni della galleria.

Quello proposto durante la mostra sarà un viaggio artistico che inizierà con uno scenario visivo unico, l’esterno del prestigioso edificio che affascina con i suoi esterni tardo barocchi, mascheroni, teste di saraceni e decorazioni sontuose. Il viaggio proseguirà internamente, attraverso i soffitti che rivelano affreschi che narrano il periodo fascista, quando i bassi del palazzo divennero il cuore amministrativo della città di Scicli. Sarà poi la bellezza delle opere presentate l’anello di congiunzione che, fuori dagli schemi, darà senso al tempo. Ognuno degli undici artisti in mostra porterà il proprio linguaggio artistico e la propria visione unica. Pitture e tessuti lavorati e ricamati, installazioni fotografiche e manufatti realizzati con materiali provenienti da terre lontane, saranno tutti tasselli di una narrazione visiva che attraverso l’opera presentata si fonderà armoniosamente con la storia di Palazzo Beneventano che da quasi un anno ospita ____ il progetto artistico “Bassi Beneventano” nato dall’unione di intenti tra la galleria d’arte Lo Magno e la stamperia d’arte Amenta. “Niente da vedere” è apparenza e sostanza; è forma e colore; è passato e presente; è stasi e movimento. Celebra l’estetica contemporanea ma sottolinea l’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio storico e architettonico dei luoghi che sono memoria e cuore di una città. È una vetrina per gli artisti, ma anche un’occasione per esplorare la bellezza intramontabile di un luogo che custodisce gelosamente infiniti significati e continua a ispirare e a raccontare la sua storia anche attraverso l’arte contemporanea.
Apertura venerdì 8 marzo alle ore 19.00. L’esposizione è ospitata presso Bassi Beneventano a Scicli (Rg), in Piazzetta Ficili,1 e sarà visitabile fino a domenica 14 aprile 2024, dal lunedì al sabato 10/13 e 16/20.

 

Sponsor Ghibli Solutions

 

Si ringraziano Marina Mottin e la SMAC Gallery di Cape Town per il prezioso apporto

 

ufficio stampa

Michele Barbagallo per MediaLive

english version

“NOTHING TO SEE”: at Palazzo Beneventano in Scicli Lo Magno artecontemporanea inaugurates a new artistic journey between history and contemporaneity

 

SCICLI – On Friday 8 March the roots of the majestic Palazzo Beneventano in Scicli will open the doors to a fascinating exhibition which, like a bridge between past and present, will weave a dialogue between different ages using the beauty of contemporary art.

Curated by Lo Magno artecontemporanea, the exhibition “NOTHING TO SEE” is part of the complex identity of this historic building recognized as a World Heritage Site by UNESCO, a unique and evocative place. The mix of styles and ages testifies to the richness of its history.

Hotspot of beauty and art, full of wonders to observe and to experience, the title “NOTHING TO SEE” is intended to be an ironic declaration on the many facets of this place.

There are eleven artists involved and they will be the protagonists of the Lo Magno artecontemporanea’s projects in the next two years:

 

Simphiwe Buthelezi

Andrea Cerruto

Giuseppe Colombo

Ignazio Cusimano Schifano

Emanuele Giuffrida

Giovanni Iudice

Rossana Taormina

Ivan Terranova

Samantha Torrisi

Giovanni Viola

William Marc Zanghi

 

The exhibition will be an artistic journey that will begin with a unique visual scenario: the exterior of the prestigious building that fascinates with its late Baroque facate, masks, Saracen heads and sumptuous decorations.

The journey will continue internally, through the ceilings that reveal frescoes that narrate the fascist period, when the roots of the building became the administrative heart of the city of Scicli.

A the end the beauty of the contemporary works presented will give meaning to time.

Each of the eleven artists on display will bring their own artistic language and a unique vision.

Paintings and embroidered fabrics, photographic installations and artefacts made with materials from distant lands. All works will be pieces of a visual narrative will blend harmoniously with the history of Palazzo Beneventano.

The Palace hosted the artistic project “Bassi Beneventano” for almost an year. Bassi Benevantano born from the union of intent between the Lo Magno gallery and the Amenta art printing. “NIENTE DA VEDERE” is both appearance and substance; shape and color; past and present; stasis and movement.

It celebrates contemporary aesthetics but underlines the importance of preserving and enhancing the historical and architectural heritage of the places that are the memory and heart of a city.

It is a showcase for artists, but also an opportunity to explore the timeless beauty of a place that jealously guards infinite meanings and continues to inspire and tell its story through contemporary art.

Opening: Friday 8 March at 7.00 pm.

The exhibition can be visited until Sunday 14 April 2024 (Monday-Saturday 10a.m./13p.m, – 16/20 p.m)and is hosted at Bassi Beneventano in Scicli (Rg), in Piazzetta Ficili,1.

Sponsor Ghibli Solutions

 

Thanks to Marina Mottin and the SMAC gallery of Cape Town for their precious contribution

Press office

Michele Barbagallo per MediaLive